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Le Dacia rischiano di non essere più economiche, ed è colpa dell’Europa

Le Dacia rischiano di non essere più economiche, ed è colpa dell’Europa
L’Ad Katrin Adt dice che il 25% del budget di ricerca e sviluppo di Dacia è dedicato a soddisfare gli adempimenti normativi europei. I costi per rispettare le nuove regole in materia di sicurezza ed emissioni rendono difficile proporre modelli economici.

IN QUESTO ARTICOLO

Dacia chiede all’Unione Europea di congelare l’introduzione di nuove norme sulle auto piccole, le city-car di segmento A e B. I costi necessari per rispettare le nuove regole stanno rendendo sempre più difficile proporre modelli economici.

La Ceo di Dacia Katrin Adt, in una intervista ad Autocar fatta a margine della presentazione dalla nuova Dacia Spring, parla di circa cento prescrizioni già soddisfatte e di altre 107 da affrontare entro la fine del decennio, con effetti sui costi di progettazione delle vetture.

Adt ha quantificato lo sforzo del brand per adeguarsi alle normative: “Il 25% del budget di ricerca e sviluppo e della forza lavoro ingegneristica di Dacia è attualmente dedicato a soddisfare le varie regole”

Innovazioni non gradite dagli automobilisti

Non solo: Adt riporta che queste innovazioni non sono percepite come un valore aggiunto dagli automobilisti: “Il bottone più usato sulle nostre auto è il cosiddetto ‘bottone magico’, che consente di spegnere tutti i ‘bip’ degli Adas”, commenta Adt.

Meno regole sulle auto piccole

Così Dacia ha chiesto alla Commissione europea, insieme a altri Costruttori, che vengano congelate le regole almeno sulle auto piccole,  per potere offrire una mobilità che tutti si possano permette.

Anche Fabrice Cambolive, CEO Renault, si è lamentato dello “tsunami” di regolamentazione proveniente dall’Europa, chiedendo di congelare per 10 anni le richieste.

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