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Le Case scrivono a Von der Leyen: le auto 100% elettriche entro il 2035 “non sono fattibili”

Le Case scrivono a Von der Leyen: le auto 100% elettriche entro il 2035 “non sono fattibili”
La lettera indirizzata alla presidente della Commissione Ue esprime la frustrazione dei produttori e fornitori automobilistici europei nei confronti della "strategia attuale per la transizione" e sottolinea che a mancare è un piano "olistico e pragmatico".

IN QUESTO ARTICOLO

Pur avendo investito oltre 250 miliardi di euro e lanciato centinaia di modelli elettrici, il mercato dei veicoli elettrici è ancora limitato in Europa a causa di sfide industriali e geopolitiche come la dipendenza dall’Asia per le batterie, costi di produzione elevati, infrastrutture di ricarica insufficienti e dazi sulle esportazioni: così Acea e Clepa lanciano un nuovo appello alla Commissione europea, indirizzando la propria lettera direttamente alla presidente, Ursula Von der Leyen.

Nella lettera si legge chiaramente che l’approccio basato solo su target di CO2 per auto nuove non è fattibile e che è necessario affrontare anche le emissioni del parco circolante esistente.

Leggi Anche: Anche i cittadini europei possono dire la loro riguardo la revisione del piano 2035, ecco come.

Cosa chiedono le Case auto

I firmatari – Ola Källenius, presidente della European Automobile Manufacturers’ Association (ACEA) e CEO di Mercedes-Benz, e Matthias Zink, presidente della European Association of Automotive Suppliers (CLEPA) e CEO Powertrain and Chassis di Schaeffler –  chiedono incentivi più ambiziosi e coerenti sul lato domanda, tecnologie multiple per accelerare la decarbonizzazione e una regolamentazione più flessibile, che includa anche soluzioni ibride e carburanti alternativi, per salvaguardare la competitività industriale europea e la resilienza delle filiere. 

Chiedono inoltre una revisione urgente degli standard di CO2 per autocarri e autobus e misure per mantenere in Europa la capacità produttiva e il know-how tecnologico. L’invito è a sfruttare il prossimo Strategic Dialogue del 12 settembre, quando Von der Leyen accoglierà i rappresentati delle associazioni e delle Case, come occasione per un cambio di rotta nelle politiche UE, proponendo flessibilità, realismo industriale, neutralità tecnologica e supporto all’innovazione come chiavi per una transizione efficace e competitiva del settore automobilistico europeo.

Nel documento si legge:

“Vogliamo far funzionare questa transizione, ma siamo frustrati dalla mancanza di un piano politico olistico e pragmatico per la trasformazione dell’industria automobilistica. Attualmente l’UE regola i produttori sulla fornitura di veicoli nuovi, ma non riesce a fornire le condizioni per abilitare la transizione.

L’Europa si trova in una quasi totale dipendenza dall’Asia per la filiera delle batterie, una distribuzione disomogenea delle infrastrutture di ricarica, costi di produzione più elevati—compresi i prezzi dell’elettricità—e tariffe gravose da parte di partner commerciali chiave, come il dazio del 15% sulle esportazioni di veicoli UE verso gli Stati Uniti.

Ci viene chiesto di trasformarci con le mani legate dietro la schiena. Di conseguenza, la quota di mercato dei veicoli elettrici a batteria è ancora lontana da quella necessaria—circa il 15% per le auto, il 9% circa per i furgoni e il 3,5% per i camion. Alcuni mercati dell’UE mostrano segnali di progresso, ma una larga parte dei clienti resta diffidente nel passare a propulsioni alternative.”

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