Dopo le concessioni di un’analisi da condurre già quest’anno, come previsto nel Piano d’azione per l’industria dell’auto presentato dal’Europa lo scorso marzo, a conclusione della prima fase del dialogo con i portatori d’interesse dell’industria, adesso c’è un nuovo passo per giungere a riesaminare il Green Deal e la messa al bando delle auto termiche nel 2035.
Si tratta dell’apertura da parte della Commissione europea della raccolta pubblica di opinioni sul tema, con anche i cittadini che potranno dire la propria sul sito Have Your Say (trovi il link in fondo). Vi sarà tempo fino al 29 settembre, dopodiché inizierà il percorso vero e proprio di rivalutazione delle tappe oggi fissate dal Fit for 55.
STOP AUTO TERMICHE 2035 E NEUTRALITÀ TECNOLOGICA
La Commissione europea dovrà decidere se e come rivedere il piano della messa al bando delle auto termiche e le soglie di riduzione della CO2 nel 2030. Segnatamente, dovrà decidere quali aperture concedere a una transizione realmente neutra sulle tecnologie. L’anticipo del processo a settembre, rispetto alle scadenze inizialmente fissate sul 2026, è in parte un successo per la linea sostenuta dal’Italia e dalla Repubblica Ceca, intorno alla quale altri 13 Paesi membri hanno dato la loro disponibilità lo scorso gennaio. Ovvero, la richiesta di riesame al 2025. L’anticipo c’è stato ma non sarà prima del 2026 che le discussioni confluiranno in un regolamento della Commissione.
TRE ANNI DOPO IL GREEN DEAL COME SIAMO MESSI?
Quando nel 2023 il Parlamento europeo ha votato la linea dura della Commissione europea presieduta anche allora da von der Leyen, venne prevista la clausola di rivalutazione del percorso nel 2026. Avrebbe dovuto verificare le condizioni reali di diffusione dell’elettrico sul mercato, le criticità e la diffusione dell’infrastruttura di ricarica. Punti essenziali per capire se fosse realizzabile la marcia a tappe forzate decisa dall’Europa e slegata dalla naturale domanda del mercato.
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Sui grandi mercati europei gli incentivi all’acquisto sono stati decisivi per sostenere la domanda, come in Germania, dove si è vissuto il crollo delle vendite di auto elettriche con lo stop del piano di incentivi. Adesso rimesso in fretta in campo. In Italia si è assistito a uno scenario ancora diverso, dove la campagna di incentivi nel 2024 ha interessato volumi ridotti di veicoli elettrici e, soprattutto, è andata esaurita in poche ore dall’apertura.
Guardando ai prossimi mesi, che saranno di confronto tra Commissione europea, istanze degli Stati membri, posizioni di lobby da un lato da parte dell’industria automobilistica, dall’altro delle associazioni non governative attive per la transizione Green, quali saranno i temi centrali?
CONCESSIONI A CARBURANTI “SOSTENIBILI” E IBRIDO
L’Italia, ad esempio, prova a far entrare i carburanti non derivati da fonti fossili nel perimetro delle eccezioni, come già riuscito agli e-fuels sostenuti dall’industria tedesca. Biocarburanti che possono abbattere le emissioni di CO2 su valori tra il 60% e il 90% rispetto a combustibili di origine fossile (petrolio) ma aprono altri scenari legati alla produzione funzionale a ottenere gli oli vegetali da trattare con processi di idrogenazione o giungere al combustibile HVO.
Sarà interessante leggere anche la posizione sulle auto ibride e, soprattutto, le plug-in, quale spazio potranno avere nel ripensare la messa al bando dell’auto termica dal 2035.
LE VOCI DELLA POLITICA
La notizia dell’avvio della consultazione pubblica aperta dalla Commissione europea e prodromica ai lavori del riesame è stata accolta favorevolmente dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Urso: “L’Europa ci dà ragione, finalmente! Occorre agire subito. La Commissione si è allineata alla nostra richiesta di anticipare la revisione del regolamento Co2. Ora si può operare nel merito introducendo il principio della piena neutralità tecnologica.
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L’Italia, con il non paper sull’auto proposto insieme alla Repubblica Ceca e con il supporto di 15 Paesi europei, ha fatto ancora una volta da apripista. Il nostro documento poneva appunto due condizioni preliminari: l’anticipo della revisione del regolamento e la rimozione dell’ostacolo delle super multe miliardarie, che avrebbero pregiudicato del tutto ogni ipotesi di ripresa della produzione automobilistica europea.
(…) È importante che ora vengano date precise indicazioni alla Commissione europea, con piena unità di intenti tra i grandi Paesi europei. Anche per questo mi recherò a Berlino il 21 luglio e poi a Parigi il 24 luglio: insieme possiamo salvare l’auto europea dalle follie del Green Deal”.
