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Limiti di velocità variabili in autostrada: l’AI decide quando si può andare più veloci

Limiti di velocità variabili in autostrada: l’AI decide quando si può andare più veloci
In Spagna parte la sperimentazione dei limiti dinamici: la velocità cambia in tempo reale in base a traffico, meteo e sicurezza. Un modello che potrebbe arrivare anche in Italia.

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Per decenni il limite di velocità è stato un numero fisso: 130 km/h in autostrada, 110 con la pioggia, meno in caso di cantieri o situazioni particolari. Ora però la tecnologia sta cambiando il modo in cui le strade vengono gestite. L’idea è semplice: usare sensori, telecamere e intelligenza artificiale per capire in tempo reale cosa sta succedendo sull’asfalto e modificare di conseguenza la velocità consentita.

Il caso più recente arriva dalla Spagna, dove la Catalogna sta sperimentando un sistema di limiti dinamici sull’autostrada AP-7, nel tratto tra El Vendrell e Maçanet de la Selva, lungo circa 150 chilometri. In condizioni favorevoli, con traffico scorrevole e buona visibilità, il limite può salire fino a 150 km/h. Se invece piove, c’è nebbia, vento, traffico intenso o un incidente, il sistema può abbassare automaticamente la velocità a 100, 80 o 60 km/h.

Il limite non è più un cartello, ma un dato vivo

Il funzionamento è quello di una strada connessa. I dati arrivano da sensori, telecamere, sistemi di visione, stazioni meteo e pannelli a messaggio variabile. L’intelligenza artificiale li analizza e aggiorna il limite mostrato agli automobilisti. In pratica, la strada osserva il traffico, valuta il rischio e suggerisce — o impone — una velocità più adatta alla situazione reale.

Il punto non è “andare più veloci” in senso assoluto. Il vero obiettivo è rendere il traffico più fluido e sicuro. Quando molti veicoli viaggiano a velocità diverse, basta una frenata improvvisa per creare code, rallentamenti e tamponamenti. Un limite dinamico può ridurre questo effetto, abbassando la velocità prima che si formi l’ingorgo oppure alzandola quando la strada è libera e le condizioni lo permettono.

Perché può migliorare la sicurezza

La velocità, in questo modello, non viene trattata solo come un pericolo da contenere, ma come una variabile da gestire. Se il traffico è intenso, far rallentare tutti in modo graduale può evitare frenate brusche. Se il tratto è libero, asciutto e ben visibile, un limite più alto può aiutare a distribuire meglio i flussi e ridurre la congestione.

È un cambio di mentalità importante. L’autostrada non è più un’infrastruttura passiva, fatta solo di asfalto e cartelli, ma diventa un sistema digitale capace di reagire. Naturalmente, perché funzioni davvero, servono tecnologie affidabili, manutenzione costante e comunicazioni chiare. Un limite che cambia deve essere immediatamente comprensibile da chi guida, altrimenti rischia di creare confusione invece che sicurezza.

E l’Italia?

In Italia il tema è delicato, ma non del tutto nuovo. Il Codice della Strada prevede già il limite di 130 km/h in autostrada e consente, in condizioni specifiche, di arrivare fino a 150 km/h sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza, dotate di sistemi omologati per il controllo della velocità media e solo se lo permettono tracciato, traffico, meteo e dati sull’incidentalità.

Finora, però, questa possibilità è rimasta quasi sempre teorica. In Italia i pannelli luminosi vengono usati soprattutto per segnalare code, incidenti, cantieri o riduzioni di velocità. Per passare a un sistema davvero dinamico servirebbe una rete molto più digitale: sensori diffusi, telecamere smart, centri di controllo, pannelli aggiornabili in tempo reale e veicoli sempre più connessi.

Un primo test è già stato fatto sulla Tangenziale di Napoli, in un tratto di circa 3 chilometri tra Vomero e Fuorigrotta. La sperimentazione ha riguardato il sistema Dynamic Speed Limit, pensato per suggerire ai veicoli la velocità più adatta in base alle condizioni del traffico e ai dati raccolti dall’infrastruttura. Il progetto ha coinvolto anche l’auto a guida autonoma sviluppata con il Politecnico di Milano.

Leggi Anche: Il limite di velocità fa male alla salute mentale

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