Con il patrocinio di

Nessuno vuole più fare l’autista

Nessuno vuole più fare l’autista
È emergenza autisti: mancano i nuovi professionisti e, con i pensionamenti dei prossimi anni, i posti vacanti in Europa potrebbero diventare un milione.

IN QUESTO ARTICOLO

La logistica è in crisi, e se ne parla ormai da tempo. Pesano le tensioni geopolitiche e l’aumento del costo del carburante. Ma ancor di più pesa la mancanza di professionisti del settore. In Europa i posti vacanti sono 500mila, in Italia mancano all’appello circa 25.000 camionisti e 12.000 autisti di mezzi pubblici. Un paradosso considerato l’aumento di mezzi sempre più moderni, ecologici e ipertecnologici.

Leggi Anche: La crisi della logistica in Italia

In Italia mancano 400.000 lavoratori della logistica

Secondo le stime più recenti, per sostenere il settore dei trasporti e della logistica in Italia servirebbero almeno 400.000 professionisti in più. La maggior parte dei posti di lavori vacanti si registra nel settore dell’autotrasporto merci su gomma – in Italia viaggia su strada il 90% delle merci. All’appello mancano ben 22.000 camionisti. 10.000 sono gli autisti di autobus mancanti, con picchi del 98% nelle regioni del Nord. E le posizioni scoperte non solo soltanto quelle alla guida: irreperibili sono anche magazzinieri specializzati, carrellisti e addetti alla movimentazione merci.

E col tempo la situazione potrebbe peggiore, considerato che la maggior parte dei lavoratori oggi in servizio ha una media di 55 anni e si avvicina alla pensione. Gli under 25 rappresentano appena il 2,2% della forza lavoro. Nei prossimi 5 anni, segnala uno studio di Federtrasporti, saranno 86.255 gli autisti che andranno in pensione, pari al 28% dell’attuale forza lavoro. A questi si aggiungono i quasi 25.000 autisti tra i 30 e i 50 anni che hanno lasciato la professione nell’ultimo biennio.

Per compensare le fuoriuscite servirebbero più di 17.000 nuovi conducenti all’anno, ma negli ultimi due anni i nuovi professionisti al volante di mezzi pesanti sono aumentati di appena 2.000 unità.

Perché nessuno vuole fare l’autista?

Se sempre meno giovani sono interessati alla carriera di autisti è per via di stipendi decisamente inadeguati e poco competitivi rispetto al resto d’Europa. In Italia lo stipendio medio di un autista ci aggira attorno ai 1.300/1.600 euro netti al mese. Mentre costa fino a 7.000 euro ottenere la patente e il CQC necessari ad accedere alla professione.

Vi sono poi turni sempre più lunghi e tempi di consegna ridotti al minimo. Il 90% dei lavoratori dichiara a Federtrasporti di soffrire le aree di sosta desolate e spesso insicure, oltre alle lunghe attese e alla lontananza da casa e dagli affetti. Quello di autista è un lavoro che richiede sacrificio e le nuove generazioni non sono disposte a sacrificarsi senza richiedere un equa ricompensa in cambio.

Leggi Anche: Speciale Distribuzione & Logistica: l’importanza del fattore umano

Le politiche per attrarre nuovi talenti

Di fronte all’irreperibilità di talenti locali, sempre più aziende si rivolgono all’estero. In Germania già da oggi sono previsti corsi di formazione e integrazione linguistica e sociale per autisti in arrivo da paesi extra-Ue. Lo stesso ha fatto l’Atm di Milano che, negli ultimi mesi, ha reclutato 30 autisti in Tunisia. I lavoratori sono stati avviati a un percorso di formazione linguistica e, in seguito, a esercitazioni su strada nel traffico di Milano. Li aspetta un’assunzione a tempo pieno con contratto a tempo indeterminato.

Chi cerca in Italia punta invece su bonus e maggiori incentivi UPS, ad esempio, offre un contratto a tempo indeterminato da 4.300 euro al mese, di cui 1.000 netti e 3.300 lordi. Ma forse non è abbastanza considerata la necessità di essere già in possesso di un titolo di guida superiore, un passaporto UK valido e della conoscenza delle procedure di transito in Svizzera.

Più in linea con i tempi (e con l’emergenza) pare l’offerta di Ferrovie Nord Milano Autoservizi, disposta a coprire i costi della patente di livello superiore e offrire un corso di formazione retribuito 800 euro al mese. Il contratto prevede un premio iniziale di 3.000 euro e un pacchetto di welfare che include buoni pasto, servizi per la salute e l’educazione dei figli e garanzia del giusto tempo libero.

***

CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM

Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter e aggiungici alle tue fonti preferite di Google per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.

 

Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato

Con la newsletter di Fleet Magazine ricevi anteprime, news e approfondimenti dal mondo della Mobilità

Condividi
Leggi anche

CASE AUTOMOBILISTICHE