All’indomani del botta-e-risposta a distanza tra governo e Gruppo Stellantis, in merito alla produzione italiana e l’ambizione di tornare a 1 milione di veicoli assemblati negli stabilimenti dello Stivale, vale riassumere i siti produttivi italiani di Stellantis e i modelli destinati a ciascuno di essi. Puntare a raggiungere la produzione di un milione di veicoli rappresenta un sostanziale incremento dei volumi rispetto al valore raggiunto nel 2023, di 752 mila unità prodotte (+9,6% sul 2022). Rispetto al periodo pre-Covid, al 2019, mancano ancora all’appello 67 mila unità all’anno.
Stellantis replica con i numeri alla posizione espressa alla Camera dalla presidente del Consiglio Meloni: oltre 474 mila unità prodotte in Italia sono state oggetto di esportazione nel 2023. La produzione è cresciuta di quasi il 10% sull’anno precedente, mentre la componentistica (motori, trasmissioni) conta quasi 1,5 milioni di unità prodotte nel 2023 (1,49 mln).
PRODUZIONE STELLANTIS IN ITALIA
TAVARES E GLI INCENTIVI IN RITARDO

Numeri e un affondo deciso di Carlos Tavares, a.d. del Gruppo, che ha sottolineato: “Abbiamo più di 40 mila dipendenti in Italia che lavorano molto duramente per adattare l’azienda alla nuova realtà che è stata decisa dai politici (Fit for 55 e transizione al solo elettrico in Europa dal 2035; ndr). In questo momento stiamo investendo moltissimo nelle tre gigafactory europee, di cui una è in Italia a Termoli, dove stiamo trasformando lo stabilimento in una gigafactory. E cosa otteniamo? Critiche. Non credo che i dipendenti italiani lo meritino.
Chiediamo al governo da nove mesi di sostenerci nella produzione di veicoli elettrici. Se vogliamo raggiungere il traguardo di un milione di veicoli prodotti, dobbiamo avere sostegni alla produzione. Vorrei ringraziare il governo che lancerà a febbraio i nuovi incentivi, ma abbiamo perso nove mesi. A Mirafiori, dove si fanno solo auto elettriche, avremmo potuto produrre di più”.
UN MILIONE DI VEICOLI. QUANDO?
Sull’ambizione del ritorno a 1 milione di veicoli, dopo l’ultimo Tavolo automotive organizzato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – altri incontri sono in programma in queste settimane -, la posizione Stellantis è stata chiara: è un obiettivo da raggiungere verso il 2030.
Replicando al deputato Richetti, durante la seduta del Question time alla Camera, la presidente Meloni ha commentato sullo stato attuale degli impegni Stellantis e gli obiettivi di produzione: “Noi vogliamo, come sempre, difendere l’interesse nazionale e instaurare un rapporto equilibrato con Stellantis.
Il ministro Urso ha incontrato più volte le persone in questione per difendere la produzione in Italia, i livelli occupazionali e tutto l’indotto dell’automotive. Con questo scopo è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Ministero delle Imprese e del made in Italy e l’associazione della filiera dell’automotive. E’ stato istituito un tavolo permanente di sviluppo del settore – al quale partecipano tutti i soggetti istituzionali e produttivi, che si relazionano anche con Stellantis – e per questo ancora abbiamo previsto degli incentivi, come l’ecobonus per sostenere la domanda e misure di sostegno per attrarre nuovi investitori e nuovi costruttori.
Abbiamo modificato le norme, da una parte incentivando chi torna a produrre in Italia e, dall’altra, scoraggiando chi delocalizza, che dovrà restituire ogni beneficio o agevolazione pubblica ricevuta negli ultimi dieci anni. Vogliamo, cioè, tornare a produrre in Italia almeno un milione di veicoli l’anno con chi vuole investire davvero nella storica eccellenza italiana. Ciò significa anche che, se si vuole vendere un’auto sul mercato mondiale pubblicizzandola come gioiello italiano, allora quell’auto dev’essere prodotta in Italia. Questa è un’altra questione che intendiamo porre, perché con l’attuale governo queste sono le regole, e valgono per tutti”.
COSTI E SINERGIE TECNICHE

In questo scenario, quali modelli produce Stellantis in Italia? Considerare la strategia sul prodotto di serie è fondamentale. Le sinergie (leggi: risparmi) annunciate all’atto della creazione del Gruppo Stellantis, una fusione a trazione francese con l’acquisizione da parte di PSA di FCA, chiamavano in causa la razionalizzazione della produzione per auto progettate sulla medesima base tecnica.
Così, ecco un’Alfa Romeo Milano che verrà prodotta in Polonia, dove già nascono Fiat 600 e Jeep Avenger. Tre suv urbani, Milano, Avenger, 600, potenzialmente dagli elevati volumi produttivi. A Tychy nasce anche la Fiat 500 benzina, reduce a metà 2023 dal record di 2,5 milioni di esemplari prodotti nel sito polacco dal 2007.
CHI FA/FARÀ COSA: STABILIMENTI E MODELLI
La produzione italiana di Stellantis vede, soprattutto, i poli di Melfi (170 mila auto nel 2023) e di Pomigliano d’Arco (215 mila auto) realizzare modelli ad alto potenziale sul mercato. Melfi (170.120 auto prodotte, +3,9% sul 2022) subirà il taglio della produzione di un modello come la 500X ma continuerà a produrre Jeep Renegade e Compass, oltre ad avviare la produzione di auto elettriche e ibride su base STLA Medium – con i marchi DS, Opel, Jeep e Lancia, tra 2024 e 2026 -.
A Pomigliano d’Arco, la produzione dell’Alfa Romeo Tonale e del gemello Dodge Hornet è affiancata dalla Fiat Panda che tutti conosciamo, la mild hybrid destinata a proseguire la propria vita utile. Nel 2023 non è un caso che lo stabilimento sia cresciuto nei volumi del 30%, con 215 mila unità realizzate. È stata assegnata a Kraguyevac (Serbia), invece, la produzione della Panda elettrica.
Il più importante stabilimento produttivo Stellantis in Italia, relativamente ai volumi dei veicoli assemblati, è Atessa. Nel 2023 ha prodotto oltre 230 mila veicoli commerciali dei marchi Stellantis su piattaforma X50.

Quanto a Cassino, si dovrà attendere ancora a lungo prima che arrivino i modelli su base STLA Large di Alfa Romeo e Maserati (il Levante, visto il taglio della Quattroporte a batteria). Oggi la produzione registra 48.800 unità tra modelli come Alfa Romeo Giulia e Stelvio, Maserati Grecale. Un calo superiore all’11% nel 2023 sull’anno precedente. Poi c’è Mirafiori, con quasi 86 mila veicoli prodotti nel 2023. Modelli come Fiat 500e e Abarth 595e, Maserati Granturismo, Grancabrio e Levante.
Diverso è lo scenario legato alla componentistica, produzione in crescita del 10,5% nel 2023, a un milione 494 mila unità. Si spazia da Torino con i cambi elettrificati eDSC, a Cento con i motori marini e applicazioni industriali, a Termoli: casa dei motori V6, Fire, dei modulari GSE e GME, oltre alle trasmissioni. A Pratola Serra, “casa” dei diesel 1.6, 2 e 2.2 litri.
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