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Mercato auto: l’India è la nuova Cina?

Mercato auto: l’India è la nuova Cina?
Con il rallentamento delle vendite in Cina, le Case auto guardano con rinnovato interesse al mercato indiano, anche dal punto di vista della produzione.

IN QUESTO ARTICOLO

Secondo le stime di Standard & Poor’s, l’India già nel 2022 con 3,8 milioni di vetture è diventata il terzo mercato globale dell’auto, superando il Giappone.

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Nissan, Renault, Hyundai, Stellantis e Volkswagen, nell’ultimo anno hanno annunciato nuovi piani di espansione nel Paese che – secondo la società di consulenza Arthur D. Little – diventerà un mercato da 7,5 milioni di auto a fine decennio, il doppio di quanto era a fine 2022.

IL MERCATO AUTO IN INDIA

Cosa rende attrattivo il mercato indiano? Innanzi tutto la popolazione, che ha superato quella della Cina ed è composta per metà di under 30. Si tratta dell’economia globale a più forte espansione.

Con un aumento del +24% delle vendite di auto passeggeri nel 2022, secondo le stime di Standard & Poor’s, l’India già nel 2022 ha scalzato il Giappone come terzo mercato in termini di vendite di veicoli dopo la Cina e gli Stati Uniti. Si tratta anche in uno dei Paesi con più alta incidentalità sulle strade.

Metà delle auto vendute in India sono veicoli piccoli ed economici della Maruti Suzuki, l’unità indiana della giapponese Suzuki.  Nell’ultimo anno però Nissan, Renault, Hyundai, Stellantis e Volkswagen hanno annunciato nuovi piani di espansione in India.

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Difficile, però, imporsi con veicoli più grandi e con più alto margine, come ben sa Ford, che è dovuta uscire dal mercato indiano con miliardi di perdite.

I rapporti con l’Europa

La cooperazione tra l’UE e l’India (anch’essa una democrazia, al contrario di Cina e altre potenze autocratiche) è aumentata notevolmente negli ultimi anni, ma il margine di miglioramento è piuttosto ampio.

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L’Acea (European Automobile Manufacturers’ Association) chiede all’India di impegnarsi per una liberalizzazione sul fronte automotive, assicurando l’abbattimento di ogni dazio doganale per tutti i prodotti dell’industria Ue, sia veicoli che componenti auto.

L’india non è interessante solo come mercato interno, ma anche come possibile base strategica per produrre auto elettriche a basso costo da esportare all’estero, Europa compresa, per meglio competere con i bassi prezzi dell’elettrico cinese.

L’elettrico

Attualmente i veicoli elettrici rappresentano solo l’1% delle vendite totali in India, ma che il governo indiano vuole arrivare al 30% entro il 2030.

Da segnalare che in India tutte le vetture sono soggette ad un’imposta del 28%, cui fanno eccezione però i veicoli elettrici, sui quali si applica una tassa del 5%, e i veicoli a idrogeno, con una tassazione del 12%.

Precisazione importante visto che, come scrive l’Acea nella sua nota: ‘’alcune case automobilistiche europee stanno valutando la possibilità di effettuare in India investimenti sostanziali nella tecnologia dei veicoli elettrici nei prossimi anni, sulla scia dell’obiettivo del governo di raggiungere entro il 2030 una quota di vendita di veicoli elettrici del 30%”.

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