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Nei piani di Stellantis per il futuro ci sono 60 miliardi di investimenti, anche per l’Italia

Nei piani di Stellantis per il futuro ci sono 60 miliardi di investimenti, anche per l’Italia
Lancerà oltre 60 nuovi modelli e 50 aggiornamenti di prodotto, con una gamma che comprenderà 29 BEV, 15 plug-in hybrid o range extender, 24 ibride e 39 modelli termici o mild hybrid.

IN QUESTO ARTICOLO

La“FaSTLAne 2030 è il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l’azienda ed è progettato per guidare una crescita redditizia di lungo termine, mettendo il cliente al centro di tutto ciò che facciamo”: così Antonio Filosa, CEO di Stellantis, ha presentato il nuovo piano strategico quinquennale del Gruppo, che prevede investimenti complessivi per 60 miliardi di euro entro il 2030.

Nel dettaglio il Piano si basa su sei che prevede tra le alte una gestione più efficiente del portafoglio marchi, con un focus particolare sull’implementazione di RAM, Fiat, Peugeot e Jeep.

A questo si aggiunge l’accelerazione sugli investimenti tecnologici e sulle piattaforme globali e il rafforzamento delle partnership industriali,

L’obiettivo dichiarato è sostenere crescita e redditività in un mercato automotive sempre più competitivo e frammentato.

FaSTLAne 2030 punterà sulle piattaforma multi energia

Per il settore flotte, FaSTLAne 2030 rappresenta soprattutto un’accelerazione sul fronte dell’offerta multi-energia e della razionalizzazione industriale.
Entro fine decennio Stellantis lancerà oltre 60 nuovi modelli e 50 aggiornamenti di prodotto, con una gamma che comprenderà:

  • 29 BEV,
  • 15 plug-in hybrid o range extender,
  • 24 ibride,
  • 39 modelli termici o mild hybrid.

Una strategia che potrebbe piacere ai fleet manager garantendo alle flotte una discreta  libertà di scelta in funzione delle esigenze operative, dei costi di esercizio e dell’evoluzione normativa nei diversi mercati europei.

Leggi Anche:Cosa si sa della e-Car europea di Stellantis.

La centralità della scala globale emergerà anche sul fronte tecnologico. Il Gruppo investirà oltre 24 miliardi di euro in piattaforme, powertrain e software, con l’obiettivo di concentrare entro il 2030 metà della produzione mondiale su tre architetture globali, tra cui la nuova STLA One.
Parallelamente arriveranno le tecnologie proprietarie STLA Brain, STLA SmartCockpit e STLA AutoDrive, che debutteranno dal 2027 e che avranno il compito di migliorare connettività, esperienza digitale e guida assistita.

Ampio spazio sarà riservato anche alle partnership industriali e tecnologiche. Stellantis rafforzerà le collaborazioni già avviate con Leapmotor, Dongfeng, Tata e Jaguar Land Rover, oltre ad ampliare gli accordi con player tecnologici come NVIDIA, Qualcomm, Wayve, Uber e Mistral AI per accelerare lo sviluppo di software, intelligenza artificiale e batterie.

Il piano per l’Italia

Particolarmente rilevante il focus dedicato all’Italia e all’Europa allargata. Nel continente Stellantis punta a una crescita dei ricavi del 15% con margini AOI compresi tra il 3% e il 5%, sostenuti da una revisione del portafoglio marchi e da una nuova offensiva nel segmento C.
Per il mercato italiano, il piano individua un ruolo strategico nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, destinato a produrre la nuova generazione di E-Car elettriche urbane “eleganti e accessibili”, modello chiave per democratizzare la mobilità a zero emissioni in Europa.
Contestualmente, il Gruppo punta a incrementare l’utilizzo degli impianti europei dal 60% all’80% entro il 2030, attraverso maggiore saturazione produttiva, riconversione industriale e condivisione della capacità con partner esterni.

Secondo Filosa, il successo del piano dipenderà soprattutto dalla capacità esecutiva dell’organizzazione: “Eseguiremo come un unico team, concreto e operativo, per offrire una crescita incrementale e redditizia a beneficio di tutti i nostri stakeholder”.

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