Come (spesso) accade un emendamento non è nient’altro che un suggerimento inascoltato: così è stato quello, depositato il 4 luglio scorso e discusso nella giornata di lunedì 7, riguardo un possibile aumento dei pedaggi autostradali che sarebbe dovuto diventare operativo già il 1 agosto 2025.
I viaggiatori italiani quindi, per il momento, sono salvi: nessun rincaro. Dalla legge di conversione del decreto Infrastrutture è stato escluso infatti l’emendamento che avrebbe comportato un aumento di 1 millesimo di euro a chilometro per le classi di pedaggio A e B e a 1 millesimo di euro a chilometro per le classi di pedaggio 3, 4 e 5.
Quanto volevano farci pagare l’autostrada
La proposta prevedeva infatti che il canone annuale che le concessionarie autostradali versano ad Anas sia integrata con queste maggiorazioni, appunto: 1 millesimo di euro per scooter, moto e automobili fino a 1,3 metri, e a furgoni, camper e Suv: calcolatrice alla mano ogni mille chilometri percorsi si pagherà un euro in più di autostrada. E a pagare sarebbero stati i viaggiatori.
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Se l’emendamento avesse ricevuto l’ok della Camera, sarebbe stato attivo “A decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di entrata in vigore”: il decreto scade il 20 luglio e il 1 agosto sarebbero scattati gli aumenti.
Scampata anche la possibilità che l’aumento diventasse permanente, comportando una integrazione ogni due anni con decreto del Mit con adeguamento agli indici di inflazione.
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