Il costo giornaliero di un’auto a noleggio è calato: nel 2023 noleggiare un’auto in aeroporto costava 47,5 euro al giorno, un anno dopo ne costa 45,8. E nel 2022 (ma c’era crisi) il prezzo era di ben 54,9 euro.
Si risparmia in aeroporto, mentre il costo per noleggiare downtown (cioè nelle location ubicate all’interno delle città) il prezzo rimane stabile, anche se più basso: 34,5 euro.
Complessivamente, nel 2024 il fatturato per giorno di noleggio è sceso a 40,4 euro, nel 2023 era pari a 40,9 euro (–1,4%).
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La causa è un mercato del Rent-a-car sempre più competitivo, con un significativo incremento del numero di operatori, attivi specialmente a livello locale e con servizi low cost.
I PREZZI DEL RENT-A-CAR
I dati vengono dal Rapporto Aniasa, che ogni anno da 24 anni raccoglie i numeri del settore noleggio.
Il rent-a-car archivia un 2024 in crescita, con il giro d’affari che supera il miliardo e mezzo di euro, pari a un più 5%. Anche gli altri indicatori sono positivi:
- i giorni di noleggio aumentano del +6%
- Le singole transazioni aumentano del +10%
Nonostante questo, il fatturato per noleggio è diminuito del 4,8% passando da 340 euro nel 2023 a 324 euro nel 2024.
Ciò è dovuto alla diminuzione sia delle tariffe sia della durata media di noleggio, che è passata da 8,3 giorni del 2023 a 8 giorni del 2024 (–3,5%).
Di solito noleggi più brevi comportano un aumento del canone giornaliero, perché si ammortizzano meno i costi associati a ogni ritiro e riconsegna dell’auto da parte del cliente. Invece questo non è accaduto, e i prezzi sono addirittura lievemente diminuiti.
Si risparmia con i broker?
I broker sono le piattaforme (come Rentalcars e CarTrawler) che riuniscono le offerte dei diversi noleggiatori. Si tratta, quindi, di intermediari fra il cliente e il noleggiatore, cioè del canale B2B2C.
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Si tratta del secondo canale di vendita del noleggio a breve termine, al primo posto per numero di transazioni. Ciò sta a significare che questi intermediari, pur generando maggiori costi di noleggio per gli operatori, offrono al mercato un prezzo medio più aggressivo, nell’ordine dell’8% sul singolo giorno e addirittura del 16% sul singolo noleggio.
Attenzione però: non è detto che i broker convengano sempre al consumatore. Il prezzo per giorno di noleggio è in calo da un paio d’anni per forzare l’acquisizione di volumi, mentre nel periodo precedente, quando il prodotto era scarso a causa delle difficoltà di consegna, i broker riuscivano a stare anche molto sopra il prezzo praticato direttamente dai noleggiatori.
Non solo vantaggi
La concorrenza e il low cost, se da un lato producono effetti positivi in termini potenziali sul mercato, “dall’altro, proprio per il ridotto dimensionamento e la scarsa esperienza sul campo, producono un elevato numero di complaint da parte della clientela, fattore che va a discapito dell’immagine di tutto il comparto”, mette in guardia Alberto Viano, presidente di Aniasa, nella presentazione del Rapporto.
“Le aziende di maggiori dimensioni del renting, peraltro, hanno un parco veicoli costantemente rinnovato con un conseguente aumento per l’acquisto flotta dovuto al consistente incremento dei listini e affrontano un crescente incremento dei costi gestionali causato da vari fattori quali l’aumento esponenziale dei danni e dei furti (totali e parziali) e dei canoni concessori pagati verso gli aeroporti e le stazioni ferroviarie, con pericolose riduzioni dei margini operativi che non compensano adeguatamente gli investimenti necessari a garantire gli standard richiesti dal mercato”, spiega Viano.
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