UnipolMove ha raggiunto l’1,5 milioni di clienti, come ha raccontato a noi di Fleet Magazine la Direttrice generale della società che meno di due anni fa lo lanciò, ovvero UnipolTech, Paola Carrea. Nell’intervista che abbiamo registrato durante la presentazione del recente The Urban Mobility Council 2024 e che potete vedere qui sotto. Ma da dove arrivano questi clienti? Il telepedaggio è, quindi, un business interessante che sta attirando nuovi player? Ve lo raccontiamo in seguito.
Telepass, UnipolMove, MooneyGo e…
Certamente, come dice anche la Carrea, una parte dei clienti di UnipolMove arrivano dall’ex-monopolista Telepass che, per l’estate, ha aumentato i canoni del suo apparato da 1,83 a 3,90 euro al mese, “perdendo”, secondo alcune stime, circa 400-500.000 clienti.
Sui, però, circa 7 milioni che ha in pancia. Anche se alcuni li potrebbe perdere in seguito, quando “scadrà” l’offerta di un anno di Telepass Plus gratuito collegato a un cashback sui pedaggi (che, però, al massimo ridarà agli utenti 25 euro…).
Una parte saranno andati con MooneyGo che, comunque, utilizza la tecnologia Telepass. E nel futuro vi saranno altri operatori in arrivo. Beh, potrebbe arrivare la francese Ulys, che si può già acquistare e utilizzare in Italia, anche se, almeno ad oggi, con extra-costi che prevedono l’utilizzo all’estero (come succede a Telepass nei paesi stranieri), TargaGo, l’app di pagamento senza bisogno di alcun apparato che Autostrade per l’Italia ha appena lanciato e sta testando sulla tangenziale di Napoli, o, le voci si stanno moltiplicando, la possibilità di entrare nell’Arena del telepedaggio anche da parte di Poste Italiane.
Che continua a crescere su tutti i diversi servizi di pagamento e investimento che vanno aldilà della consegna della Posta. Orami diventata marginale nel suo business. E che già oggi propone allo sportello la soluzione di Telepass. Ne staranno piazzando molti?
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