Il 6 ottobre è stato presentato il 9º Osservatorio Nazionale Sharing Mobility. Lo studio, redatto dalla Sezione mobilità della Fondazione per lo sviluppo sostenibile con il coordinamento di Massimo Ciuffini nel quadro dell’iniziativa promossa da Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, mostra una domanda di mobilità condivisa in Italia in crescita (sia nel 2024, anno di riferimento dello studio appena presentato, che nei primi mesi del 2025), come dimostrano l’aumento dei noleggi e delle percorrenze, ma con un’offerta in contrazione (sulla scia di quella già avviata nel 2023), con una diminuzione del numero di veicoli, servizi e operatori.
Secondo le stime dell’Osservatorio il vehicle sharing italiano — che comprende car sharing, bike sharing, scooter sharing e monopattino sharing — raggiungerà quasi 60 milioni di noleggi annui nel 2025, segnando una crescita del 20% rispetto al 2024.
Insomma, come avevamo già detto in questo articolo con particolare riferimento al car sharing, la mobilità in sharing è ormai una realtà consolidata, pur senza i picchi di crescita degli anni dello sviluppo, ma che soprattutto si sta ritagliando un ruolo nuovo nel mix di mobilità degli italiani.
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Come sta la sharing mobility italiana?
Questa dinamica, apparentemente contraddittoria, segnala appunto il consolidamento della sharing mobility: nonostante la riduzione dell’offerta, l’utilizzo rimane elevato e stabile, indice di una maggiore efficienza del settore. A fare eccezione è proprio il car sharing in modalità free-floating, con cui la mobilità in condivisione aveva “conquistato” le nostre strade, che registra un calo significativo su tutti i principali indicatori di performance.
L’evoluzione del settore riproduce il “ciclo di Gartner” delle tecnologie emergenti: entusiasmo iniziale e crescita rapida, seguiti da una fase di disillusione e infine da un consolidamento maturo.
Oggi, la sharing mobility italiana si trova proprio in questa fase di maturità, la crescita esplosiva è terminata, ma l’utilizzo è stabile e riconosciuto. L’entusiasmo dell’inizio lascia spazio a una domanda più consapevole e a un mercato che tende a razionalizzarsi, anche a causa di vincoli regolatori e strategie di concentrazione.
Perché cala l’offerta se i viaggi aumentano?
Il calo dell’offerta deriva da due fattori principali:
- Strategie degli operatori, che si concentrano sulle città più grandi e redditizie, riducendo la presenza nei centri minori, soprattutto del Centro-Sud.
- Interventi regolatori locali, che limitano le flotte e riducono il numero di operatori attivi.
A ciò si aggiunge il rallentamento dei flussi di venture capital in Europa nel biennio 2023–2024, dopo anni di forte espansione, soprattutto nella micromobilità.
Il nodo centrale diventa dunque capire se questa fase di maturità potrà evolvere in una nuova stagione di sviluppo, con servizi più accessibili, integrati e sostenuti dalle politiche pubbliche, oppure se il fenomeno tenderà a concentrarsi esclusivamente nei grandi centri urbani, riducendo la capillarità territoriale.
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Infine, l’Osservatorio segnala un rischio sistemico: mentre la sharing mobility rallenta e il trasporto pubblico locale non ha ancora recuperato i livelli pre-pandemia, il parco auto italiano ha superato i 40 milioni di veicoli (701 ogni 1.000 abitanti). Se questa tendenza proseguirà, potrebbe accentuarsi lo squilibrio tra mobilità individuale e condivisa, aggravando i divari territoriali e sociali e allontanando gli obiettivi di transizione ecologica della mobilità urbana.
La sharing mobility in numeri
Passiamo quindi ai numeri: nel 2024, il monopattino sharing si conferma il segmento più rilevante della mobilità condivisa, rappresentando il 50% dei noleggi totali e fungendo da principale motore della domanda complessiva. Il bike sharing segue con il 32% dei noleggi, in aumento di quattro punti percentuali rispetto al 2022.
Il car sharing mantiene una quota stabile del 12%, mentre lo scooter sharing scende leggermente dal 9% al 7%, pur mostrando una buona performance in relazione alla dimensione contenuta delle flotte.
Percorrenze e distanze medie
Come detto le percorrenze totali risultano in lieve crescita: nel 2025 si stimano 200 milioni di chilometri complessivi e variano anche di molto in base al mezzo:
- circa 2 km per bici e monopattini,
- 4,5 km per scooter,
- 13 km per auto in modalità free floating e 24 km per quelle station based. Il car sharing da solo rappresenta circa la metà delle percorrenze totali, confermando la sua centralità in termini di distanza coperta.
Offerta di veicoli e operatori
Il numero complessivo di operatori attivi nel 2024 scende a 37, nove in meno rispetto al 2022, e il numero totale di veicoli in sharing disponibili in Italia nel 2024 è pari a circa 96.000 unità, con un calo del 15% rispetto al 2022.
Dopo un temporaneo aumento delle flotte di monopattini, biciclette e auto, le previsioni per il 2025 indicano una riduzione complessiva di oltre 4.000 veicoli, dovuta principalmente al -6% dei monopattini e al -17% delle automobili.
Un fattore determinante è stata la contrazione del servizio Enjoy, storico operatore di car sharing, insieme al ridimensionamento di vari player del monopattino sharing.
Parallelamente, anche il numero di servizi attivi nelle città italiane diminuisce: 170 nel 2024, in calo del 26% rispetto al 2022, e 166 ad aprile 2025. La flessione è imputabile soprattutto alla riduzione dei servizi di monopattino sharing, che tra il 2022 e il primo quadrimestre 2025 sono diminuiti di 37 unità.
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