I problemi di omologazione degli autovelox stanno creando molta confusione e una soluzione ancora non è stata trovata.
I contenziosi nascono dall’ordinanza 10505/2024 della Corte di Cassazione, che ha stabilito che non sono valide le multe per eccesso di velocità se l’apparecchio di rilevazione (cioè l’autovelox) non è “omologato” ma solo “approvato”.
LE NUOVE SENTENZE
A complicare il tutto arrivano due nuove sentenze della Corte di Cassazione, la 13996 e la 13997 del 21 maggio 2025, entrambe firmate dalla stessa sezione e con il medesimo relatore.
Entrambe stabiliscono che le multe fatte attraverso gli autovelox non omologati sono tutte da annullare, ma la seconda in particolare stabilisce che per ottenere la cancellazione della sanzione serve anche una querela di falso contro chi ha redatto il verbale.
UN AGGRAVIO PER L’AUTOMOBILISTA
Il concetto di base resta lo stesso, ma con un aggravio in più per l’automobilista che fa ricorso.
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Ulteriore paradosso è che l’automobilista dovrebbe querelare per falso i comandanti della Stradale o della Municipale, quando l’inadempienza è originata dallo Stato. Infatti, da 33 anni manca un decreto ministeriale che metta in regola gli autovelox.
Questa ulteriore misura complica ancora la situazione: disincentiverà alcuni dal fare ricorso? O moltiplicherà i ricorsi? (Tutti, peraltro, dallo scontato esito positivo).
L’alternativa? Spegnere gli autovelox in tutta Italia in attesa del decreto del Mit sull’omologazione degli apparecchi di rilevazione della velocità, con conseguenze preoccupanti per la sicurezza stradale.
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