Giunto alla sua quarta edizione, lo scorso 6 marzo a Milano, il Pink Motor Day 2025 è tornato ad accendere i riflettori sulle tematiche dell’inclusione nel mondo del lavoro. Una serata ricca di interventi e testimonianze, che hanno mostrato numeri, raccontato storie reali e proposto soluzioni concrete a sostegno della parità e di un mercato del lavoro più aperto alla diversità e interessato al benessere personale dei dipendenti.
Di tutto questo, e di tanto altro, si è parlato proprio durante il secondo talk della serata, incentrato sulle politiche di inclusività attuate dalle aziende del mondo automotive e della mobilità. Ecco cosa ci siamo detti.
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La mobilità è per tutti?
Cristina Reduzzi, Gi Group
Cristina Reduzzi, Division Manager Manufacturing & Industry 4.0 Gi Group ha presentato i dati della survey internazionale Automotive Global HR Trends, che mostrano come il mondo automotive sia ancora poco attraente per le lavoratrici donne.

“Se dovessi sintetizzare le sfide del settore automotive oggi, una delle più grandi è quella di compiere una vera rivoluzione per rendersi attrattivi anche per quella parte del cielo che è il mondo femminile. – ha affermato Reduzzi – Purtroppo è emerso che la percezione delle donne del mondo dei motori è quella di un ambiente non molto attrattivo. Diversi sono i fattori che scoraggiano l’inserimento e quindi l’invito è quello alle aziende del settore di investire su politiche e stravolgimenti che rendano veramente l’ambiente più inclusivo e stimolante per arricchire la propria popolazione aziendale”.
Federica Bertoldi, LKQ RHIAG

La Head of Communications Federica Bertoldi ha portato sul palco il caso di LKQ RHIAG, la prima azienda della distribuzione aftermarket b2b ad ottenere la certificazione per la parità di genere. Bertoldi è nel settore da quasi 25 anni e ha visto il mondo cambiare in maniera radicale: “Se una volta la donna aveva un ruolo sempre e solo di contorno, ormai siamo protagoniste, abbiamo ruoli di leadership, abbiamo ruoli di responsabilità all’interno delle aziende. Ho visto cambiare questo settore in maniera estremamente positiva”.
Simone Brown, Car Clinic
Come si fa dunque ad aprire il mondo dell’automotive alle giovani donne? Con azioni concrete e programmi di apprendimento specializzati, come la Pink Academy di Car Clinic, illustrataci da Simone Brown, HR & Organization Director.

“Quello dell’automotive, e in particolare della carrozzeria, è un settore dove i pregiudizi e gli stereotipi legati a una professione tipicamente maschile sono molto forti”. E proprio per sconfiggere i pregiudizi è nato questo progetto di formazione, “rivolto a tutti i giovani e in particolare alle giovani donne. Abbiamo scoperto che l’evoluzione tecnologica e digitale hanno avvicinato notevolmente le donne alla professione del carrozziere. Così, un ruolo che sembrava molto lontano dall’universo femminile, si è rivelato invece molto affine e compatibile”.
Ilaria Bono, Toyota Motor Italia

Ha espanso il discorso a un’inclusione a 360° Ilaria Bono, People, Legal & Compliance General Manager di Toyota Motor Italia, che ci ha spiegato cos’è e a cosa serve un Diversity Board in azienda. “Il Diversity Board – ha spiegato Bono – è composto da dipendenti che si candidano a dedicare il loro tempo a queste tematiche ed è un ottimo strumento per capire di che cos’è che le nostre colleghe e i nostri colleghi sentono la necessità, quali sono i loro feedback in maniera diretta e i suggerimenti che ci vogliono dare”.
Gli esempi virtuosi di Fratelli Giacomel e Car Crash Solution
Alle testimonianze sul palco si affiancano casi di successo che abbiamo avuto modo di vedere con i nostri occhi. È il caso della concessionaria Fratelli Giacomel dove, ha spiegato Marco Olcelli, responsabile commerciale B2B, Logistica e Controlling: “Tutti in azienda e fin dal primo giorno abbiamo le stesse opportunità di crescita e di esprimere le proprie idee indipendentemente dall’età, dal sesso, dalla provenienza o dalla esperienza lavorativa o personale che hanno fatto. Il valore prescinde da chi sei o chi sei stato ed è la dimostrazione di quello che puoi e vuoi fare”.
Si chiama Ripartiamo, invece, il progetto di Car Crash Solution per dare una seconda possibilità a coloro ritrovatisi sbalzati fuori dal mondo del lavoro. “La nostra azienda – ci ha raccontato il responsabile marketing Gian Marco Mazza – affianca profili che sono estremamente deboli sotto il lato economico ma soprattutto sotto il lato personale e li forma, creando delle figure professionali capaci di essere inseriti nelle nostre aziende o in quelle competitor, ottenendo la possibilità di diventare figure di spicco nel mondo automotive”.
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