L’inclusione non è uno slogan, ma una responsabilità collettiva che tocca ogni ambito della società. Dal mondo del lavoro ai trasporti, fino all’accoglienza turistica, l’urgenza di creare un sistema più equo è evidente. Il Pink Motor Day 2025, giunto alla sua quarta edizione, ha acceso i riflettori su queste tematiche, portando alla luce numeri, storie e soluzioni concrete. Un confronto serrato tra istituzioni, aziende e associazioni ha evidenziato come, dietro le dichiarazioni d’intenti, permangano ancora troppe barriere.
Quest’anno, il Pink Motor Day ha allargato il proprio sguardo a 360 gradi, superando il focus esclusivo sulla condizione femminile per abbracciare il tema dell’inclusione in tutte le sue forme. Non solo donne, ma anche persone con disabilità, lavoratori appartenenti a categorie protette e chiunque incontri ostacoli nell’accesso al lavoro, alla mobilità e alle opportunità di crescita personale e professionale.
Organizzato da LabSumo, con il supporto di aziende leader del settore come Athlon, BWH Hotels Italia & Malta, CarClinic, Fleet Support, Fratelli Giacomel, Lexus, LKQ Rhiag, W-Planet, e con il patrocinio del Comune di Milano, ANIASA, UNRAE e Valore D, l’evento si è svolto presso lo STEP FuturAbility District di Milano, un luogo scelto per dare voce alle sfide dell’inclusione.

Qui, attraverso un percorso digitale immersivo, i partecipanti hanno potuto vivere direttamente il tema, esplorando dati concreti, ascoltando testimonianze aziendali, per comprendere sia le barriere ancora presenti sia le soluzioni percorribili. Il messaggio è chiaro: l’inclusione non è un concetto astratto, ma un impegno che deve tradursi in azioni tangibili.
Istituzioni e inclusione: dalla teoria alla pratica
L’apertura dei lavori è stata affidata a Luca Zucconi, Managing Director di Fleet Magazine, che ha introdotto l’evento e sottolinea l’importanza di affrontare il tema dell’inclusione in maniera concreta e senza retorica: «L’inclusione non è solo una questione etica, ma una leva per la crescita economica e sociale. È tempo di passare dalle parole ai fatti».
A seguire, il contributo delle istituzioni ha delineato le iniziative messe in campo per promuovere un’inclusione lavorativa e sociale concreta. Elena Lucchini, Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità della Regione Lombardia, intervenuta con un videomessaggio, ha ribadito l’impegno della Regione: «Abbiamo finanziato 57 progetti per un totale di 5,5 milioni di euro. Il lavoro è il primo strumento di autonomia per le persone con disabilità».
PizzAut, il lavoro che abbatte le barriere
Uno dei momenti più toccanti dell’evento è stato il collegamento con Nico Acampora, fondatore di PizzAut, la pizzeria interamente gestita da ragazzi autistici. Il suo intervento ha squarciato il velo sulle contraddizioni del mondo del lavoro: «Il lavoro non è un favore, è un diritto. Noi dimostriamo che le persone autistiche possono eccellere».

Acampora ha raccontato la difficoltà che ancora oggi le persone con autismo incontrano persino nell’accesso all’istruzione: «Un ragazzo autistico ha visto rifiutata la sua iscrizione da 31 scuole di Milano. Se l’istruzione è un problema, come possiamo pensare che il mondo del lavoro sia più inclusivo?».
Ma il dato più sconcertante riguarda le aziende che, invece di assumere persone con disabilità come previsto dalla legge, preferiscono pagare sanzioni: «79 milioni di euro di multe in un solo anno: significa che per molte aziende è più conveniente pagare piuttosto che includere». Un paradosso che svela una realtà in cui il problema è prima di tutto culturale, ben oltre il quadro normativo.
Lavoro mobilità e turismo: tre sfide per un mondo più accessibile
Nel primo talk, moderato da Marina Marzulli, si è discusso delle difficoltà di accesso al mondo del lavoro per le categorie protette. Melissa Crespi, Board Member di Valore D, ha evidenziato come il gender gap e la disabilità creino una doppia discriminazione per molte donne. Rita Querzè, giornalista del Corriere della Sera, ha puntato il dito contro la discrepanza tra normativa e realtà: «Le aziende hanno l’obbligo di assumere persone con disabilità, ma spesso preferiscono pagare sanzioni piuttosto che rispettare la legge».
A concludere il panel è stata Arianna Censi, Assessora alla Mobilità del Comune di Milano, che ha sottolineato il legame tra trasporti e occupazione: «Non possiamo permettere che la mancanza di trasporti accessibili sia un ostacolo per chi vuole lavorare». Ha quindi illustrato le strategie messe in campo dal Comune per migliorare il trasporto pubblico e le infrastrutture urbane.
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Il secondo panel, moderato da Marina Marzulli e Maria Francesca Moro, ha affrontato la questione della mobilità inclusiva. Federica Bertoldi, Marketing Manager di LKQ RHIAG, ha sottolineato l’importanza di abbattere le barriere infrastrutturali e culturali. Cristina Reduzzi, Senior Director di Gi Group, ha parlato delle difficoltà che le persone con disabilità incontrano nell’accesso al lavoro, mentre Simone Brown, CEO di CarClinic, ha descritto soluzioni innovative per rendere i trasporti più accessibili. Ilaria Bono, People, Legal & Compliance General Manager di Toyota Motor Italia ha presentato i progetti dell’azienda per una mobilità senza barriere: «Abbiamo il dovere di garantire il diritto di muoversi a tutti».
Il terzo e ultimo panel, moderato da Alberto Vita, ha affrontato il tema del turismo accessibile. Roberta Billè, Presidentessa di GBTA Italy, ha illustrato le difficoltà che i viaggiatori con esigenze specifiche incontrano quotidianamente, sottolineando la necessità di infrastrutture realmente inclusive. Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italia & Malta, ha posto l’accento sull’importanza della formazione del personale alberghiero per garantire un’accoglienza adeguata a tutti gli ospiti. Infine, Mattia D’Adda, Head of Corporate Sales di Gruppo FS, ha evidenziato gli investimenti di Ferrovie dello Stato per migliorare l’accessibilità nelle stazioni e a bordo dei treni, garantendo un’esperienza di viaggio priva di barriere.
Le voci dell’inclusione
A chiudere l’evento sono state due testimonianze d’eccezione, che hanno reso ancora più tangibile il significato dell’inclusione. Ilaria Galbusera, Diversity & Inclusion Manager e capitano della Nazionale Italiana di Pallavolo Sorde, ha raccontato il proprio percorso con grande intensità, evidenziando come l’inclusione sia un processo che va oltre l’abbattimento delle barriere fisiche: «L’inclusione è una scelta quotidiana, un cambiamento di prospettiva che deve partire da ciascuno di noi». Ha sottolineato quanto sia fondamentale riconoscere il valore della diversità e trasformarla in un punto di forza.

In conclusione, Daniele Cassioli, pluri-campione del mondo di sci nautico e formatore, ha portato una testimonianza di straordinaria determinazione. Ha raccontato come, nonostante la cecità, abbia trovato nello sport una via per esprimere il proprio talento e abbattere i pregiudizi: «Non è la vista che ci permette di vedere davvero, ma la nostra volontà di affrontare il mondo». Con parole potenti, ha ricordato che le vere barriere non sono quelle fisiche, ma quelle mentali e culturali che limitano le opportunità di chi ha talento e determinazione. Il suo intervento ha evidenziato come le difficoltà non siano solo nei limiti imposti dalla disabilità, ma nelle barriere sociali e culturali che rendono più arduo il percorso di chi ha talenti da esprimere.
L’evento si è dunque chiuso tra riflessioni e confronto, ma il vero lavoro inizia ora. Le testimonianze ascoltate, i numeri emersi e le strategie discusse tracciano un quadro chiaro: l’inclusione non può più essere rimandata. Non bastano più buone intenzioni o dichiarazioni di principio: servono impegni concreti, soluzioni applicabili e un cambiamento culturale profondo.
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