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Pink Motor Day 2025: perché il mondo del lavoro deve essere inclusivo

Ecco cosa ci siamo detti durante il primo talk della serata sul ruolo di aziende e istituzioni nel promuovere politiche di diversity & inclusion, al quale ha partecipato anche l'Assessora alla Mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi.

IN QUESTO ARTICOLO

Pink Motor Day 2025, giunto alla sua quarta edizione lo scorso 6 marzo a Milano, ha riacceso i riflettori sulle tematiche dell’inclusione nel mondo del lavoro, della sicurezza e del benessere personale dei dipendenti, mostrando numeri (come quelli presentati da Melissa Crespi del Centro Studi Valore D e dalla giornalista del Corriere della Sera Rita Querzè), storie (quella di Fleet Support, che ha rivitalizzato un piccolo borgo, Spedino, in provincia di Rieti) e soluzioni concrete (testimoniate tra le altre dalla certificazione per la parità di genere ottenuta da Athlon Car Lease Italia).

Un confronto serrato tra istituzioni, aziende e associazioni ha evidenziato come, nonostante oltreoceano molte aziende si stiano tirando indietro dagli impegni DEI – Diversità, Equità e Inclusione presi, nel nostro Paese sono ancora tantissime le realtà che hanno tenuto fede alle promesse fatte ai propri dipendenti e colleghi, sebbene ci sia ancora spazio per crescere.

Di tutto questo, e di tanto altro, si è parlato proprio durante il primo talk della serata sul ruolo delle istituzioni nel promuovere politiche di diversity & inclusion, al quale ha partecipato anche l’Assessora alla Mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi. Ecco cosa ci siamo detti.

Leggi Anche: Perché l’inclusione non può più aspettare.

Il lavoro è per tutti?

Arianna Censi, Assessora alla Mobilità del Comune di Milano

Censi, ospite dalla seconda edizione del nostro evento, è tornata a parlare di mobilità, ma anche di cosa significa includere a tutto tondo “perché è utile alla società, all’economia, al Paese, alla qualità della vita delle persone. Le donne, gli uomini, sono differenti e la differenza produce un vantaggio. C’è una un’economista bravissima, Luisa Rossi che insegnava all’Università di Pavia, che ha detto una cosa una volta che mi è rimasta impressa: l’intelligenza è come il colore dei pesci rossi, è distribuito secondo un principio statistico. Se ci sono 100 pesci pesci rossi, di questi 100 pesci rossi per il 50% hanno una caratteristica, per 50% hanno un’altra caratteristica. L’intelligenza è distribuita nella stessa maniera – ha spiegato l’Assessora – Quindi se togli una quantità di donne a rappresentare la ricerca, l’innovazione, il lavoro, la specializzazione, la politica, tu stai togliendo l’intelligenza alla società. E se metti una maggioranza di uomini, naturalmente, alcuni di loro alcuni sono un po più scemi, per quel ragionamento statistico di prima. Stai togliendo energia, forza, economia alla società quindi è un problema di vantaggio complessivo“.

Arianna Censi, Assessora alla Mobilità del Comune di Milano

Melissa Crespi del Centro Studi Valore D

Melissa Crespi ha rappresentato sul palco di Pink Motor Day Valore D, che ha presentato la ricerca “Oltre le generazioni: esperienze, relazioni, lavoro”, il più ampio studio in Italia con oltre 18.000 rispondenti che indaga a fondo la realtà delle 4 generazioni attualmente attive nel mercato del lavoro: Baby Boomers (BB), Gen X, Millennials e Gen Z.

Il progetto ha mostrato non solo “quanta” e “quale” diversità generazionale è presente nelle organizzazioni italiane, ma ha anche aiutato i presenti a comprendere le differenze e i punti di contatto tra le generazioni per coinvolgere le imprese in azioni di inclusione e valorizzazione più efficaci. Qui è possibile visionare lo studio completo.

Melissa Crespi, Centro Studi Valore D

Rita Querzè, giornalista del Corriere della Sera

“In materia di diversità e inclusione, non nascondiamocelo, siamo in una fase veramente delicata – ha esordito, con onesta preoccupazione Rita Querzè, giornalista del Corriere della Sera – Vediamo tutti la bomba che è partita dagli Stati Uniti, dove Elon Musk ha detto ‘La DEI deve morire’. E ci sono molte aziende, appunto negli Stati Uniti, che stanno facendo passi indietro su diversity e inclusion. In Italia e in Europa, al momento, questo non sta accadendo, diciamo che le posizioni sono abbastanza guardinghe, ma c’è un punto fondamentale di cui anche le aziende devono rendersi conto: contributo femminile allo sviluppo e alle attività delle imprese è fondamentale per la crescita“.

Rita Querzè, giornalista del Corriere della Sera

I casi di successo: Athlon Italia e Fleet Support

Oltre alle testimonianze di esperte, studiose e politiche, abbiamo anche avuto modo di vedere con i nostri occhi dei casi di successo. Tra questi, Sabrina Forte, HR Manager di Athlon Car Lease Italy, ci ha parlato del percorso intrapreso dalla società di noleggio che, a dicembre scorso, ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022,per l’adozione di politiche e misure concrete per valorizzare le diversità, garantire pari opportunità e ridurre ilgapdi genere nel mondo del lavoro.

Barbara Brambilla, Responsabile Commerciale Italia Fleet Management Fleet Support, invece, ha portato con sé la testimonianza di un’esperienza unica nel suo genere, quella di Spedino, una frazione di Borgorose (provincia di Rieti): un territorio “dimenticato” per troppo tempo e con scarsi sbocchi occupazionali. “Ci siamo chiesti: perché non provare a portare il lavoro li, invece che costringere i tanti ragazzi del luogo che hanno studiato all’emigrazione?“. Da qui l’idea di aprire la sede di Fleet Support nella Valle del Salto, un territorio dove non ci sono i problemi di spazio di Roma o Milano e dove l’azienda ha sostanzialmente azzerato la disoccupazione. Non è stato semplice, ma oggi l’emigrazione dal territorio si è fermata e l’occupazione è stata azzerata grazie alla visione della famiglia Costantini.

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