Il duplice ruolo di presidente del CdA Porsche e, contemporaneamente, a.d. del Gruppo Volkswagen, in capo a Oliver Blume era da tempo contestato dagli azionisti e dal Consiglio dei lavoratori, a chiedere una figura che si dedicasse unicamente alla casa di Zuffenhausen. Quella figura adesso c’è, sarà operativa dal primo gennaio e dovrà guidare Porsche nel percorso di riposizionamento strategico annunciato negli ultimi mesi.
Michael Leiters torna in Porsche dove ha trascorso 13 anni tra il 2000 e il 2013, una fase nella quale ha – tra le varie posizioni – operato quale responsabile del progetto Cayenne ibrido plug-in. Quell’ibrido plug-in che torna a essere centrale nella strategia Porsche, che si riposizionerà rispetto ai programmi di modelli ex termici e trasformati in full electric. Vedi Macan, che avrà di nuovo una versione ibrida, oppure, il maxi suv progetto K1: inizialmente immaginato come un modello elettrico, debutterà in versione ibrida plug-in, poi si vedrà quando introdurre l’alternativa a batterie.
MICHAEL LEITERS NUOVO A.D. PORSCHE
- Ingegnere tedesco, nel curriculum un ruolo di punta (CTO) in Ferrari
- Succede a Blume, dal 2015 a.d. Porsche
- Il marchio ha realizzato nel 2023 i migliori risultati finanziari e industriali
- Da due anni in sofferenza sul mercato cinese
- Davanti, la sfida dei dazi USA dove Porsche non ha siti produttivi
Leiters succede a Blume, che manterrà il ruolo di a.d. del Gruppo Volkswagen. Nella fase successiva all’uscita da Porsche, Leiters – ingegnere tedesco, cinquantaquattrenne – ha diretto la divisione Technology in Ferrari, operando a Maranello tra il 2014 e il 2019. Una fase nella quale ha diretto lo sviluppo dei primi modelli ibridi plug-in del Cavallino rampante, la SF90 Stradale e la 296 GTB. L’ultimo incarico, rivestito fino allo scorso aprile, ha visto Leiters amministratore delegato di McLaren Automotive. Un’esperienza protrattasi tra il 2022 e il 2025.
Approfondisci le novità di prodotto (e i dietrofront) decisi da Porsche
L’avvicendamento Blume-Leiters è accompagnato dal saluto del presidente del Comitato di sorveglianza Porsche, Wolfgang Porsche, all’ex a.d.: “In qualità di CEO di Porsche AG, il Dr. Oliver Blume ha assunto una grande responsabilità in tempi difficili e ha gestito con successo l’azienda. Il Consiglio di sorveglianza di Porsche AG desidera ringraziare il Dr. Blume per il suo forte impegno. Siamo lieti di poter continuare a lavorare con lui in stretta collaborazione e fiducia come CEO del Gruppo Volkswagen“.
CINA ED ELETTRICO, DUE SFIDE COSTOSE PER PORSCHE
Sotto la guida di Blume, il marchio è arrivato a ottenere i migliori risultati finanziari e industriali nel 2023, fino alla quotazione sui mercati della casa automobilistica. Dopodiché, un 2024 molto difficile soprattutto per le sfide sul mercato cinese, dove tutti i costruttori europei della fascia delle auto di lusso sono andati in sofferenza con le vendite. La domanda del cliente-tipo Porsche, ma anche Mercedes e BMW, è diminuita sull’onda della crisi del mercato immobiliare. Su un altro piano, dell’offerta di prodotto, la scelta di una transizione verso l’elettrico per molti modelli – Macan e la futura gamma 718 – è stata una mossa errata e non ripagata dalla domanda del mercato. Da qui il passo indietro, il ritorno a versioni termiche accanto all’elettrico. Un “dietrofront” che costerà 31 miliardi di euro a bilancio nel 2025.
BLUME, UN OCCHIO INTERESSATO DA A.D. VOLKSWAGEN
L’uscita di Blume da Porsche avviene dopo 10 anni di direzione del marchio, gli ultimi 3 coincisi con il ruolo occupato in Volkswagen: “Dopo dieci anni di responsabilità presso Porsche AG, ho deciso di cedere il mio incarico al mio successore alla fine dell’anno, nell’interesse del Gruppo Volkswagen. Ho avuto il privilegio di sviluppare una grande azienda con un team fantastico. Sono lieto che Michael Leiters, un professionista esperto nel settore delle auto sportive, assuma questo ruolo. Lui e il nuovo team dirigenziale hanno la mia piena fiducia. Auguro loro ogni successo”. Saluti istituzionali a parte, non è mancato un commento sulle sfide che attendono Porsche in Cina e negli Stati Uniti: “I profondi cambiamenti avvenuti nei mercati che sono di gran lunga i più importanti per Porsche, ovvero Stati Uniti e Cina, hanno posto nuove sfide al nostro modello di business. Per questo motivo quest’anno abbiamo riorganizzato strutturalmente l’azienda e ampliato in modo significativo la nostra strategia di prodotto. Grazie alla piena flessibilità sul fronte delle trasmissioni e a una struttura dei costi migliorata, Porsche è ora pronta ad affrontare il futuro con grande solidità. Nel mio ruolo all’interno del Gruppo Volkswagen, seguirò da vicino e sosterrò l’ulteriore sviluppo di Porsche”.
La notizia dell’avvicendamento è arrivata venerdì, a mercati europei chiusi. Le prime reazioni registrate già sul finire della scorsa settimana sono state positive e la crescita del titolo alla riapertura dei mercati si è attestata a oltre il 3% negli ultimi 5 giorni. Un segnale di apprezzamento sulla nomina di un a.d. che seguirà esclusivamente le sorti del marchio Porsche.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.
