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Quanto tempo perdiamo davvero nel traffico? Ecco le città dove si passano più ore in auto

Quanto tempo perdiamo davvero nel traffico? Ecco le città dove si passano più ore in auto
Il rapporto Inrix 2025 misura ore perse, velocità e inefficienze della mobilità globale

IN QUESTO ARTICOLO

Il traffico non è più solo una seccatura quotidiana. È diventato un indicatore chiave della qualità della vita urbana, un costo economico nascosto e un problema strutturale che accomuna metropoli molto diverse tra loro. A fotografare questa realtà è l’Inrix Global Traffic Scorecard 2025, uno dei report più completi sul tema della congestione stradale a livello mondiale.

L’analisi prende in esame oltre 900 città in 36 Paesi, utilizzando dati reali sugli spostamenti casa-lavoro raccolti su un arco pluriennale. Il parametro più immediato — e più comprensibile — è quello delle ore perse alla guida ogni anno da un automobilista medio. Ed è su questo dato che si basa la classifica.

La top ten mondiale delle città più congestionate

1. Istanbul – 118 ore
È la città dove si perde più tempo in assoluto. La crescita urbana rapidissima, la morfologia complessa e un uso ancora massiccio dell’auto privata rendono la congestione una condizione cronica.

2. Chicago – 112 ore
Caso emblematico delle metropoli nordamericane: strade ampie e progettazione car-centric non bastano a evitare il collasso della mobilità.

3. Città del Messico – 108 ore
Qui il traffico riflette una combinazione di densità elevata, lunghe distanze e infrastrutture sotto forte pressione.

4. New York – 102 ore
Nonostante una delle reti di trasporto pubblico più estese al mondo, la domanda di mobilità resta superiore alla capacità del sistema.

5. Philadelphia – 101 ore
Meno iconica di altre città statunitensi, ma afflitta dagli stessi problemi strutturali di congestione.

6–10. Londra, Parigi, Jakarta, Los Angeles
Grandi capitali globali dove il traffico è ormai una costante. Pedaggi urbani e zone a basse emissioni hanno contenuto alcuni effetti, ma non ridotto in modo decisivo il tempo perso alla guida.

Il quadro europeo

Tra le città europee spicca Dublino, con 95 ore perse all’anno. Non rientra nella top ten globale, ma registra alcune delle velocità medie più basse, soprattutto nell’ultimo tratto urbano. Un segnale di inefficienza del sistema più che di volumi eccezionali di traffico.

Italia: Roma e Milano guidano la classifica nazionale

Roma – 76 ore (17ª al mondo)
È la città italiana più congestionata. La stratificazione urbana, la fragilità della rete viaria e un trasporto pubblico spesso non competitivo rendono il traffico un problema strutturale.

Milano – 67 ore (24ª al mondo)
Milano paga la sua attrattività. Nonostante un leggero aumento delle velocità medie nelle ore di punta, il tempo perso resta elevato, segno che il numero di veicoli in circolazione continua a essere troppo alto.

Seguono, con livelli di congestione significativi: Brescia, Bergamo, Varese, Firenze, Palermo, Genova e Torino.

Napoli – 43 ore (119ª al mondo)
Contrariamente alla percezione diffusa, Napoli registra un tempo perso inferiore rispetto ad altre grandi città italiane. Un dato legato alla densità urbana e alla prossimità dei servizi, più che a una reale efficienza del sistema.

Le città meno congestionate (relativamente)

In fondo alla classifica si collocano le città che hanno investito in trasporto pubblico capillare, riduzione dell’uso dell’auto privata e pianificazione urbana orientata alla prossimità. Nessuna città è immune dal traffico, ma alcune riescono a limitarne l’impatto sulla vita quotidiana.

Il dato forse più significativo del rapporto Inrix 2025 è che il 62% delle aree urbane analizzate ha visto peggiorare la congestione rispetto all’anno precedente. Un indicatore chiaro: il traffico non è un problema locale né temporaneo.

Tecnologie, app di navigazione e semafori intelligenti aiutano a gestire l’esistente, ma non risolvono il nodo centrale. Il traffico è una questione di scelte urbanistiche, politiche di mobilità e modello di città.

Leggi Anche: Il 30% del traffico in Italia è di chi cerca parcheggio 

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