Nonostante le tante difficoltà di penetrazione all’interno del mercato, i veicoli elettrici stanno diventando una realtà sempre più importante nel panorama automotive mondiale. Pur con un tasso di adozione da parte dei driver ancora basso, le case automobilistiche continuano a fare massicci investimenti nello sviluppo degli EV.
Secondo la Electric Vehicle Experience Ownership Study, una ricerca compiuta da J.D. Power, solo il 26% dei consumatori statunitensi sta attualmente considerando l’acquisto di un EV nei prossimi dodici mesi. Numeri che, nonostante sia ancora molto lenta, sono in costante crescita.

Nonostante le nette differenze che si frappongo fra il mondo delle vetture elettriche e quelle endotermiche, i driver di EV e ICE cercano ormai le stesse cose nei veicoli che guidano tutti i giorni. J.D. Power sottolinea infatti come il cost of ownership e la qualità siano fattori fondamentali per che influenzano la soddisfazione tra i proprietari di auto elettriche.
Giunta al suo quarto anno, la ricerca ha sottolineato come la disponibilità della ricarica pubblica non solo rimane l’aspetto meno soddisfacente per chi possiede un BEV, ma che, nel corso del tempo, è diventata notevolmente peggiore.
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I risultati dello studio sui veicoli elettrici di J.D. Power
“L’aumento della quota di veicoli elettrici nel mercato dei nuovi veicoli – ha commentato Brent Gruber, executive director of the EV practice di J.D. Power – è un passo notevole nella transizione verso l’elettrificazione dei veicoli“.
Molte vetture “stanno colpendo nel segno – ha sottolineato Gruber – e piacciono agli acquirenti, ma, allo stesso tempo, il calo della soddisfazione per la disponibilità di ricarica pubblica dovrebbe servire da avvertimento perché la preoccupazione per l’accesso alla public charging è un motivo chiave per cui molti acquirenti attualmente rifiutano i BEV”.
La ricerca di J.D. Power, compiuta in collaborazione con PlugShare, produttore di app per conducenti di veicoli elettrici, ha coinvolto 4.650 proprietari di BEV e PHEV (model year 2023-2024), intervistati tra agosto e dicembre 2023. Ecco i punti principali rilevati dall’EVX Ownership Study.
La ricarica pubblica non solo è cattiva… Ma sta anche peggiorando!
Secondo lo studio di J.D. Power, l’esperienza di ricarica pubblica continua a essere una delle principali fonti di frustrazione del proprietario di veicoli elettrici. Una situazione che si aggrava per chi possiede EV che non sia Tesla, che vengono quindi tagliati parzialmente fuori dalla rete Supercharger.
È soprattutto chi non guida possiede un veicolo del brand di Elon Musk, a lamentarsi del deterioramento delle condizioni della ricarica pubblica.

Tra i proprietari di BEV del segmento mass market, la soddisfazione per la disponibilità del caricabatterie pubblico è di 32 punti in meno rispetto a un anno fa.
“L’industria automotive – ha sottolineato l’executive director of the EV practice di J.D. Power – dovrebbe considerare questa mancanza di miglioramento come una questione critica che richiede un’azione decisiva“.
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I veicoli elettrici “popolari” offrono una qualità superiore rispetto a quelli premium
I proprietari di veicoli elettrici “popolari”, con prezzi più economici e che appartengono alla fascia mass market, hanno meno problemi con il loro veicolo rispetto a chi guida BEV premium.
Ben 11 dei 14 modelli del “mercato di massa” presenti nella classifica di J.D. Power (e che vedremo fra breve) superano la media del mercato del marchio premium in termini di total problems.
“La qualità e l’affidabilità sono i fattori più importanti di un’esperienza positiva per chi possiede veicoli elettrici – ha affermato Gruber – mentre gli EV si estendono al mercato più ampio, ridurre al minimo i problemi sarà fondamentale per soddisfare le aspettative dei consumatori”.
Per la prima volta, i nuovi proprietari di BEV sono meno soddisfatti dei “veterani”
Chi ha acquistato recentemente un veicolo elettrico è meno soddisfatto rispetto a chi ha precedentemente posseduto un BEV. Durante la fine del 2023, il divario di soddisfazione tra i due gruppi è di 28 punti, mentre un anno fa, il divario era di 14 punti.
La overall satisfaction tra first-time BEV owners è diminuita di 16 punti rispetto al 2023. L’autonomia delle batterie e la disponibilità di punti di ricarica pubblica sono i due fattori in cui il divario tra i “veteran” e i nuovi proprietari di BEV è maggiore.
Aumenta l’indecisione fra veicoli elettrici, ibridi ed endotermici
La maggior parte dei proprietari di auto elettriche dice che prenderà in considerazione l’acquisto futuro di un nuovo BEV. Tuttavia chi ha comprato per la prima volta un EV è molto meno sicuro su questo tipo di scelta.
Stando alla ricerca di J.D. Power, i neo-proprietari di BEV per la prima volta hanno affermato di essere aperti anche ad acquistare un veicolo non elettrico come prossimo mezzo. Quasi la metà (48%) di loro, afferma infatti che prenderà in considerazione un veicolo ibrido plug-in, mentre il 39% afferma di essere disposto a prendere in considerazione veicoli ibridi o endotermici.

Il 38% dei “veterani” BEV afferma di essere disposto a prendere in considerazione un PHEV e solo il 19% prenderebbe in considerazione un veicolo ibrido o ICE come prossimo acquisto.
Gli ibridi plug-in non sono buona alternativa ai veicoli elettrici
Un pensiero comune, soprattutto fra chi non è ancora convinto dell’effettiva affidabilità dei veicoli elettrici, è quello secondo il quale i veicoli ibridi plug-in potrebbero risolvere molti dei problemi che affliggono i BEV, soprattuto per quanto riguarda i limiti di autonomia e la mancanza di disponibilità di ricarica pubblica.
Lo studio di quest’anno di J.D. Power rileva tuttavia che i proprietari di auto ibride sono, nel complesso, molto meno soddisfatti del loro veicolo rispetto ai proprietari di elettriche. La overall satisfaction con i PHEV si ferma a 629, mentre i BEV sia mass market che premium hanno un punteggio molto più alto, rispettivamente a 718 e 750.
“Gli ibridi plug-in – ha commentato Gruber – potrebbero non essere la soluzione per risolvere i problemi legati ai veicoli full-electric. Pur mantenendo i costi di gestione più bassi, simili a quelli di un’auto endotermica. i PHEV non garantiscono un’autonomia di guida guida in elettrico estesi come i BEV“.
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Quali sono le migliori auto elettriche?
Oltre a raccontare dei pregi e difetti legati al loro EV, i driver intervistati da J.D. Power hanno anche valutato il loro indice di soddisfazione complessiva anche per quanto riguarda la marca e il modello dell’auto acquistata.
Il punteggio complessivo dell’indice di proprietà EVX misura la soddisfazione del proprietario EV sia nei segmenti del mercato premium che in quello di mass market. La ricerca si è basata su 10 fattori principali:
- Precisione sull’autonomia della batteria dichiarata dalla casa
- Disponibilità di stazioni di ricarica pubbliche
- Range della batteria
- Costo di proprietà
- Divertimento di guida
- Facilità di ricarica a casa
- Stile interno ed esterno
- Caratteristiche di sicurezza e tecnologia
- Esperienza del service offerto dal brand
- Qualità e affidabilità del veicolo
La BMW i4 si è classificata più in alto sia a livello assoluto che per quanto riguarda il segmento BEV premium, grazie al suo punteggio complessivo di 800 punti.

Il pick-up Rivian R1T è al secondo posto con 789 e la sua controparte SUV Rivian R1S è al terzo posto con 778. Questi ultimi sono disponibili in Europa solo attraverso canali di importazione.
La Mini Cooper Electric si è invece piazzata al primo posto nel segmento BEV mass market per il secondo anno consecutivo, con un punteggio di 770.

La Ford Mustang Mach-E è al secondo posto appena dietro con 764 punti mentre la Hyundai IONIQ 6 chiude il podio con 759.
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