Con il patrocinio di

Carburanti: i benzinai frenano la riforma della rete di distribuzione

Carburanti: i benzinai frenano la riforma della rete di distribuzione
Il disegno di legge presentato al governo dovrebbe regolare i rapporti tra distributori di carburanti e compagnie petrolifere e favorire la mobilità green. Tuttavia, sono parecchi i dubbi sollevati dagli operatori di settori verso questa riforma.

IN QUESTO ARTICOLO

Slitta la riforma della rete di distribuzione dei carburanti. Il disegno di legge, che sarebbe dovuto approdare al Consiglio dei ministri dopo oltre un anno di confronto tra gli operatori del settore e il ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato temporalmente bloccato dopo i dubbi presentati dagli stessi benzinai. 

Una decisione, quella di rinviare l’approvazione del ddl, che riflette la necessità di esaminare più dettagliatamente alcuni aspetti chiave della riforma, che ha sollevato preoccupazioni e dibattiti sia tra gli operatori che tra i rappresentanti delle istituzioni.

Tra i primi a scagliarsi contro la riforma del governo sono stati i gestori dei carburanti della Faib Confesercenti, della Fegica e della Figisc/Anisa Confcommercio. Questi ultimi, oltre a ventilare una serie di iniziative e manifestazioni, minacciando persino la chiusura degli impianti, hanno infatti definito la riforma come “incauta” e “la peggior da quando in questo paese sono cominciati i rifornimenti ai veicoli”.

palazzo-chigi-governo

Una proposta, quella arrivata sul tavolo del Cdm, con la quale ” si distrugge l’ultimo anello della catena – i gestori – per premiare le compagnie petrolifere che nel corso degli ultimi 3-5 anni hanno chiuso bilanci con utili mostruosi, anche a scapito dei margini degli stessi gestori e sulle spalle dei clienti”. 

A preoccupare maggiormente è la precarizzazione dei contratti tra le compagnie e i gestori. In caso di approvazione della riforma, questi avrebbero infatti “una durata quinquennale“ ma potranno “essere disdettati con 90 giorni di preavviso. Quindi contratti che, nella realtà, durano 90 giorni”.

Leggi Anche: Aggiornamento sul prezzo dei carburanti

Una riforma che divide 

Di parere praticamente opposto è Unem, l’associazione delle aziende del settore petrolifero, che definisce il testo del disegno di legge come “un passo importante per la razionalizzazione della rete carburanti e vedrà il Parlamento impegnato a rendere concrete, ed eventualmente affinare dove necessario, le misure proposte dal Governo”.

Unem ha inoltre sottolineato come il ddl “mira ad un sistema autorizzativo sempre più qualificato, così come introduce premialità per la dismissione degli impianti carburanti e la loro trasformazione in stazioni dedicate alla mobilità green, non solo elettrica ma aperta a tutti i carburanti alternativi”.

Infine, la riforma che sarebbe dovuta andare oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri “ha il merito di fare chiarezza e normare le varie forme contrattuali per garantire piena legalità nella rete carburanti”.

Leggi Anche: Ecco dove si trovano le colonnine di ricarica sulle autostrade italiane

Carburanti e non solo 

Oltre ai rapporti tra gestori e compagnia petrolifere il disegno di legge presentato (e bloccato) al Consiglio dei ministri mira a qualificare i punti vendita e ad accompagnare la riconversione verso la mobilità verde.

Una bozza prevede incentivi fino a 60.000 €, coprire il 50% delle spese per le colonnine di ricarica e un Fondo per la trasformazione della rete carburanti verso la mobilità elettrica, con una dotazione di 47.000.000 € l’anno per il triennio 2025-2027.

Per i nuovi impianti, dal 1° gennaio 2025, sarebbe necessario prevedere la distribuzione di “almeno un altro vettore energetico alternativo ai combustibili fossili“, come i biocombustibili o le colonnine elettriche altrimenti non saranno rilasciate autorizzazioni. Al cessare di questo requisito decadrebbero anche i permessi, così come in caso di gravi inadempienze degli obblighi di legge.

Una stretta alle autorizzazioni riguarderebbe anche la richiesta di dimostrare “capacità tecnico-organizzativa ed economica necessaria a garantire la continuità e la regolarità nell’espletamento del servizio“, l’insussistenza di condanne con sentenza definitiva e il rispetto della legislazione in materia contributiva, con il documento unico di regolarità contributiva (Durc)

***

CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM

Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.

 

Abbiamo parlato di:
Carburante
Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato

Con la newsletter di Fleet Magazine ricevi anteprime, news e approfondimenti dal mondo della Mobilità

Condividi
Leggi anche

CASE AUTOMOBILISTICHE