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Salone di Torino e crisi dell’auto: l’unione fa…la soluzione?

L'iniziativa congiunta concepita e promossa da Unrae, con Aci, Anfia, Aniasa, Federauto e Motus-E si prefigge di "aiutare" le istituzioni ad affrontare la crisi attuale – di gravità senza precedenti – del settore e guidare, e non subire, la trasformazione del settore. Partendo da una lettera che oggi hanno inviato ai decisori politici

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In occasione del Salone di Torino, nella Sala di ballo del Palazzo Reale, si è tenuta oggi l’iniziativa concepita e promossa da Unrae e a cui hanno aderito le altre associazioni nel mondo automotive, quali Aci, Anfia, Aniasa, Federauto e Motus-E  che ha portato a redigere una lettera congiunta delle principali Associazioni del settore da consegnare alle Istituzioni, che contiene proposte urgenti per affrontare la crisi dell’auto attuale – di gravità senza precedenti – e guidare, e non subire, la trasformazione del settore. Lettera che una volta recepita dalle istituzioni verrà anche consegnata ai media.

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Crisi dell’auto: l’unione fa…la soluzione?

Le Associazioni hanno individuato sei priorità di intervento:

  1. stabilità e chiarezza delle misure incentivanti, semplici e strutturali;
  2. un piano nazionale per le infrastrutture di ricarica e le altre alimentazioni;
  3. una riforma della fiscalità sull’auto aziendale, allineata alle best practices europee;
  4. sostegno concreto alla filiera industriale e artigianale italiana;
  5. supporto chiaro e trasparente alla clientela, per accompagnarla nella transizione;
  6. una valorizzazione culturale dell’automobile e del trasporto su gomma come motore economico e sociale del Paese.

Il neo presidente Unrae Roberto Pietrantonio, da noi di Fleet Magazine intervistato ha sottolineato come “sono molto contento che siamo riusciti a fare squadra; è un segnale forte del fatto che il problema del mercato automotive sia fortemente sentito. Mai, credo, che fosse mai capitato nel passato che tutte le associazioni di settore siano salite su un palco, seppur virtuale, per scrivere una lettera a firma congiunta alle istituzioni. La volontà è quella di dare le risposte a un problema, quello dell’industria dell’auto, di cui il paese ha bisogno. Un problema che ha un impatto importante sull’economia certamente, ma anche sulla cultura, sul know-how, sull’innovazione, sul design, tutti elementi nei quali l’Italia ha avuto un ruolo importantissimo nel passato. Ecco quindi perché oggi abbiamo partorito questa lettera a firma congiunta che arriverà alle istituzioni. Noi ci proponiamo di supportarle nella ricerca di queste risposte, non vogliamo sostituire nessuno ai tavoli esistenti ma metterci a disposizione, proprio perché pensiamo che l’auto ha dato tanto al paese nel tempo e, forse, oggi è il momento in cui il paese debba ripensare un po’ di più all’auto e metterla al centro delle discussioni”.

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