12 Marzo 2021

Primo contatto con Seat Leon Sportstourer eTSI: a prova di giganti

Il rosso dona alla Leon, così come il Mild Hybrid. Ecco il nostro primo contatto con la Seat Leon Sportstourer FR eTSI.

Seat Leon è un nome che indica un modello a due carrozzerie distinte, e ben 5 tipologie di motorizzazione, per un numero grande di “coppie possibili”. Ho fatto un giro di qualche ora sulla Seat Leon Sporstourer eTSI, con motore Mild Hybrid a benzina da 150 CV. 

Un giro breve, ma intenso, che ci è stato utile per capire l’anima della vettura: tanto divertimento alla guida, assemblaggio ottimale, e soprattutto tanto spazio, sia per i passeggeri che per i bagagli.

LE TANTE SEAT LEON SPORSTOURER

La gamma Seat Leon Sportstourer è davvero molto ricca: comprende motorizzazioni benzina, diesel, mild hybrid, plug-in hybrid e metano, in arrivo nei prossimi mesi. 

Una famiglia per tutti i gusti e necessità, che può quindi giovare anche alle flotte aziendali. Il Mild Hybrid che ho provato, in particolare, sembra piuttosto adatto anche ad un utilizzo di tutti i giorni e per lunghe percorrenze.

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UN MOTORE CHE NON SI SENTE

Uno degli aspetti più interessanti di questa Leon Sportstourer Mild Hybrid a benzina è la silenziosità. Intendiamoci: soprattutto mettendola in modalità sport, se lo si desidera, il motore si fa sentire. Ma è in generale mi ha stupito per la silenziosità non solo ai bassi regimi, ma anche alle alte velocità. Tanto che, inizialmente, pensavo fosse un diesel.

Dato che sono andato anche in strade extraurbane, ho notato come a velocità sostenute, fino a 100, 110 km/h, l’unica cosa che si sente è il fruscio aerodinamico. Oppure la musica, visto che il sistema audio è molto buono. Il motore è comunque molto reattivo, già in modalità eco. Nessun problema quindi in ripresa e in partenza.

L’unica cosa che ho notato sono le plastiche delle maniglie interne, che forse potrebbero migliorare. Il resto della plancia, invece, è ottimo, funzionale e pratico.

VIAGGI COMODI PER 5 PERSONE

La Leon Sportstourer è un‘auto a prova di giganti, merito sia del passo allungato (2,8 m) e della lunghezza generale (4,6 m), sia del bagagliaio capiente, ai vertici della categoria: si parte infatti da 620 litri, senza sedili abbassati. Per fare una prova, ci ho messo un po’ di scatoloni del mio trasloco.

E per verificare la volumetria del piano anche coi sedili abbassati, mi ci sono completamente e comodamente sdraiato, senza arrivare nemmeno ai sedili anteriori. Anche con gli schienali reclinati, il piano si mantiene piatto, e l’altezza di carico non è elevata: ne conseguono operazioni di carico e scarico molto semplici e veloci.

L’abitabilità è ottima per 5 persone, e dietro ci si sta bene anche in 3. Io che sono alto 1,94 m non ho problemi né alle ginocchia né in altezza. Se le persone dietro non sono tutte alte così, si può fare un viaggio lungo in tutta tranquillità.

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TECNOLOGICA E IPER-CONNESSA

Uno dei cavalli di battaglia della Leon riguarda certamente la tecnologia. Seat infatti propone una segmento C giovanile, sia hatchback che Sportstourer, che abbia sempre tutte le più recenti tecnologie, sia multimediali che ADAS, a un prezzo e a canoni di noleggio sempre contenuti.

Un impegno che è valso alla Leon diversi riconoscimenti: 5 stelle EuroNCAP per la sicurezza, e il titolo di “best buy car in Europe“. In effetti la sicurezza è tanta e garantita dalla tecnologia, ma è il modo con cui il conducente viene avvisato la parte che preferisco.

Faccio un esempio molto semplice: il sensore di angolo cieco. Pur essendo presente un LED sulla cornice di entrambi gli specchietti retrovisori esterni, la Leon avvisa anche facendo illuminare dei LED interni, sulle portiere. Una scelta che preferisco, sia perché in giornate di pioggia il LED si vede di meno, sia perché a livello di prospettiva è più immediato.

Il sistema di infotainment della Leon è molto intuitivo, e permette di gestire velocemente qualsiasi cosa. Aiuta molto la connessione wireless ad Apple CarPlay e Android Auto, che prima di tutto ci liberano dai cavi – anche perché ci sono USB solamente di Tipo C. 

Il sistema, come detto, è molto fluido. Tuttavia, almeno per la gestione del clima, io personalmente preferisco le vecchie bocchette fisiche, perché le reputo più immediate. Ma credo sia una questione di preferenze.

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IL DESIGN

Per il resto è sempre la Leon, quella che abbiamo già imparato a conoscere nei precedenti test drive. In questo caso, però, lasciatemi dire che questo rosso fiammante, tipico della FR, le dona tantissimo.

Gli elementi stilistici sono quindi tutti quelli dell’ultima generazione: fari anteriori Full LED con la nuova firma Seat, e i fari posteriori Coast to Cast, con la lunga firma a LED più volte apprezzata.

Tipici della FR, invece, sono i cerchi bruniti da 19”, così come bruniti sono anche la griglia, gli alloggiamenti dei fari fendinebbia e gli specchietti retrovisori.

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