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Sixt è già premium e ora vuole diventare più internazionale. Continuando a crescere

Sixt è già premium e ora vuole diventare più internazionale. Continuando a crescere
Il noleggiatore tedesco vuole continuare a internazionalizzare, puntando forte sugli Usa. E su un servizio premium, a partire anche dalla forza lavoro

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Terzo trimestre da record per Sixt, che chiude con il fatturato trimestrale più alto di sempre, a quota 1,13 miliardi di euro. Per l’intero anno fiscale 2023 il consiglio di amministrazione prevede ricavi consolidati di circa 3,6 miliardi di euro e un EBT compreso tra 460 e 500 milioni di euro. E se Sixt nel 2008 faceva il 72% del suo fatturato in Germania e il 28% in Europa, lo scorso anno “solo” il 28% è stato in Germania – comunque market leader con il 37% -, il 42% in Europa e ben il 30% negli Stati Uniti. Con, però, solamente il 2,8% di quota di mercato, con il 22% in Europa: “l’obiettivo è di arrivare al 10% in un mercato iper-concorrenziale come quello statunitense” commenta il Vice President e Ad di Sixt Italia con responsabilità nel Finance, Legal & HR Massimiliano Maini. Una internazionalizzazione per il noleggiatore tedesco che si continua a basare sul fatto di posizionarsi nel segmento più alto del noleggio a breve termine, ovvero il Premium: “secondo una survey fatta in Italia, infatti, ben il 94% degli interpellati ci vede come un brand Premium” afferma Maini.

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Com’è bello lavorare in un noleggiatore… premium

Brand Premium certamente, visto anche la flotta, le location delle branch e i servizi erogati, ma che, come tutti i noleggiatori, non sono “sexy” per chi cerca lavoro. Così, la delegazione italiana del noleggiatore tedesco si è inventato, sin dal 2017, la Sixt University, “qualcosa di unico in Italia e certamente anche in Europa” dice con orgoglio Maini, che sottolinea come questa iniziativa sia 10%% italiana. Il corso viene proposto “a tutti, dopo due colloqui esplorativi” è composto da 100 ore online, il 50% registrate e il 50% con un insegnante, per il 50% di teoria e il 50% “on the job”. “E in più assicuriamo un’esperienza all’estero, con studio della lingua compresa, chiedendo loro però di ritornare. Anche se non obblighiamo nessuno. Anzi potrebbero andare anche a lavorare per la concorrenza. E’ un rischio che ci prendiamo. Perché comunque abbiamo visto che il 75% di coloro che abbiamo formato sono rimasti da noi. Con ottime possibilità di carriera, visto che il 70% dei posti di management sono riservati agli interni”. 

Italia, crescita continua

Dal 2017 in Italia, Sixt in questi anni è cresciuto esponenzialmente. Ce lo ha raccontato Angelo Ghigliano, Vice President e ad Sixt Italia con responsabilità dei settori Operations, Fleet, Performance & skills Sales& Marketing: “ormai offriamo tutti i nostri servizi – +, Rent, Ride e Micro -, meno il car sharing di Share” dice Ghigliano, che sottolinea di aver raggiunto il 20% di market share nel 2022, co n un +46% sul 2021, grazie a una crescita del 75%. Che dal 2017 è stata del 615%. 

Perciò Sixt continua a investire sul mercato italiano dove, Ghigliano dice soddisfatto, “abbiamo il 100% dei punti di noleggio di proprietà“. Con 10 nuove in arrivo nel 2024: tre in aeroporti, Pescara, Trieste e Trapani, che si aggiungono ai 23 già esistenti, più alle dieci nelle maggiori stazioni ferroviarie e alle 10 in centro città, “dove cresceremo ulteriormente, con 13 nuovi branch in progetto, tra cui due in apertura a Milano già a gennaio: a Citylife e in Viale Pasubio, vicino a Gae Aulenti“. 

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