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La Spagna sarà la nuova Norvegia? 1,3 miliardi per le auto elettriche

La Spagna sarà la nuova Norvegia? 1,3 miliardi per le auto elettriche
Il premier Pedro Sanchez punta a fare della Spagna il numero 1 in Europa per la quota di auto elettriche: pioggia di incentivi e finanziamenti.

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Per far sì che le auto elettriche diventino la normalità sono necessari incentivi statali. Lo dicono tutti, dai costruttori ai sindacati, dai concessionari agli automobilisti. La Spagna sembra aver colto l’antifona e prepara il nuovo “Piano Spagna per l’Auto 2030” con l’obiettivo di raggiungere il 95% di quota mercato per gli EV entro i prossimi cinque anni.

Il Piano Spagna per l’Auto 2030

Pedro Sanchez vuole farsi notare e lanciare un messaggio chiaro all’Europa: la Spagna punta sulla sostenibilità, a cominciare dalle automobili. Il premier iberico ha parlato di una “rivoluzione della mobilità” da attuarsi nel Paese tramite l’appoggio concreto delle istituzioni. L’idea di Sanchez è quella di raggiungere la quasi totalità di veicoli elettrici sulle strade entro il 2050. Pura utopia se si pensa che, ad oggi, in Spagna gli EV rappresentano il 10% del parco auto circolante – il doppio dell’Italia ma ben sotto la media europea.

La volontà, tuttavia, non manca e il Piano Spagna per l’Auto 2030 è tra i più massici dell’Unione Europea. Si parla di un investimento di circa 1,3 miliardi di euro. 400 milioni saranno destinati agli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici. 300 milioni per la realizzazione di nuovi punti di ricarica. 580 milioni, infine, andranno al PERTE, il programma di Madrid per la produzione autoctona di veicoli elettrici, dalle batterie all’assemblaggio.

Perché Sanchez è un esempio (che riesca o meno)

Di incentivi ed ecobonus, più o meno sostanziosi e più o meno frequenti, ce ne sono in tutta Europa. Gli sconti sui listini, però, non bastano. Non è quel che serve per tener testa alla concorrenza dei brand cinesi, né per far risalire l’ammaccata industria automotive europea.

Leggi Anche: La lista completa degli incentivi per le elettriche in Europa

Ed è in questo che la visione di Sanchez, che gli obiettivi si compiano o meno, risulta interessante. Ciò a cui il premier spagnolo punta non è semplicemente aumentare il numero di EV immatricolati in spagna ma aumentare il valore aggiunto dell’intero settore. Nello specifico, passare dagli 85 attuali ai 120 miliardi di valore; mantenere gli 1,9 milioni di posti di lavoro oggi attivi e incrementare la produzione fino a 2,7 milioni di veicoli l’anno.

Certo, la Spagna, sede di numerosi stabilimenti di pertinenza a diversi costruttori, è in questo avvantaggiata. L’Italia, escluse le fabbriche dell’ex FCA e la Motor Valley del lusso in Emilia-Romagna, non vanta una così ampia rete produttiva. Ciò non significa, però, che una nuova prospettiva alla transizione energetica non possa tornare utile anche a noi.

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