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Stellantis punta sul rent a car: nuovi modelli su strada e valori residui sotto controllo

Per il Gruppo il noleggio a breve termine non è solo un canale commerciale: serve a far conoscere i nuovi modelli, generare “effetto strada” e gestire il ciclo dell’usato attraverso il buy back. Focus anche sui veicoli commerciali, cresciuti dell’88%.

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Per Stellantis il rent a car è sempre meno un canale tattico e sempre più una leva strategica. Non solo volumi, ma visibilità dei nuovi modelli, presidio dei valori residui e gestione controllata del ciclo di vita del veicolo. Lo ha spiegato Giorgio Labate, Head of Short Term Rental di Stellantis Italy, nel corso dell’incontro Fleet&Business Solutions dedicato ai clienti business, tra cui anche gli operatori del noleggio a breve termine.

La strategia, chiarisce Labate, ha una dimensione internazionale e viene poi declinata nei singoli mercati. L’Italia, in questo quadro, ha un ruolo rilevante all’interno del perimetro europeo. «L’importanza di questi clienti è trasversale a tutti i brand», spiega, perché l’offerta viene costruita «brand by brand e segmento per segmento».

Il tema, però, non è solo mettere vetture nelle flotte dei noleggiatori. Per Stellantis il canale va governato con attenzione, soprattutto per evitare squilibri sul mercato dell’usato. «È una strategia che prevede di preservare i valori residui ed evitare effetti distorsivi di mercato», sottolinea Labate.

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Il buy back crea valore dal nuovo all’usato

Il perno della strategia è il buy back. Stellantis vende le vetture nuove agli operatori del rent a car, le riacquista al termine del periodo di utilizzo e le ricolloca come usato attraverso la propria rete. In questo modo il Gruppo controlla non solo la prima fase commerciale, ma anche il rientro e la seconda vita del prodotto.

«Creiamo una catena del valore all’interno dell’azienda: vendiamo le auto nuove, le ricompriamo quando diventano usate e le rivendiamo alla nostra rete», sintetizza Labate. Una logica che consente di alimentare il mercato dell’usato senza comprimere i valori residui e senza creare eccessi di offerta.

C’è poi un secondo aspetto, legato ai nuovi lanci. Il noleggio breve permette di portare rapidamente le vetture su strada e di farle incontrare con un pubblico ampio, composto sia da clienti italiani sia da turisti stranieri. «Quando ci sono nuovi lanci, prendiamo le vetture e le offriamo immediatamente ai nostri clienti per creare effetto strada», racconta Labate.

In questa prospettiva, il rent a car diventa una forma di prova prodotto su larga scala. Non un test drive tradizionale, ma un’esperienza reale, spesso di più giorni, nei punti di noleggio e nei principali flussi turistici. «Facciamo sì che chi noleggia le vetture presso i nostri clienti possa provare le nostre auto», aggiunge Labate, definendo il canale «un veicolo di test drive commerciale».

Il mercato italiano resta però fortemente stagionale. «È un mercato leisure», osserva Labate, con una domanda concentrata soprattutto nel periodo turistico. La fase più intensa parte tra febbraio e marzo, con il periodo pasquale, e prosegue fino a settembre-ottobre, quando si chiude la stagione estiva e iniziano le restituzioni.

Diversa la dinamica dei veicoli commerciali. Anche le rent a car dispongono di business unit dedicate agli LCV, ma la stagionalità si sposta soprattutto nel secondo semestre, sostenuta anche dalla distribuzione dell’ultimo miglio e dal picco di attività nei mesi che precedono il Natale.

Su questo fronte Stellantis registra una crescita rilevante. «Non vi dirò le cifre, ma vi darò il dato di crescita: siamo cresciuti dell’88%», afferma Labate nel confronto tra 2026 e 2025. Anche per i veicoli commerciali resta valida la logica del buy back, pur con tempi di detenzione più lunghi rispetto alle passenger car. «Non sono i classici sei mesi, ma periodi un po’ più estesi», spiega.

Il rent a car, dunque, non è più soltanto una destinazione temporanea per le vetture. Nella strategia Stellantis diventa uno strumento per sostenere i lanci, aumentare la presenza su strada, intercettare nuovi clienti e mantenere sotto controllo il valore dell’usato. Una leva commerciale, certo, ma anche industriale e finanziaria.

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