Il governo ha deciso di prorogare il taglio delle accise ancora per quattro settimane, fino al 3 luglio: confermato il taglio di 5 centesimi per la benzina, mentre è stato dimezzato (da 10 a 5 centesimi) quello per il diesel, pareggiando la riduzione.
Questa operazione che costerà alle casse dello Stato circa 150 milioni, coperti grazie all’extra-gettito Iva derivante dai rincari dei prezzi.
Dal 7 giugno al 3 luglio quindi le accise saranno così composte:
- 622,90 euro per mille litri sulla benzina con lo sconto di 5 centesimi;
- 622,90 euro per mille litri (dai 572,90 del 6 giugno), per il diesel.
Alle minori entrate derivanti dal taglio, come spiega il Governo nel decreto, si compenserà “con quota parte, pari a 149,4 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal primo maggio al 31 maggio 2026 in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto”.
ASSOCIAZIONI CONTRO IL TAGLIO
“Una pessima idea”, un “autogol” spiega l’Unione nazionale consumatori, perché comunque il diesel è salito sopra i 2,10 euro in autostrada, e due euro nei distributori su strade urbane.
La riduzione allo sconto sul gasolio “costerà agli automobilisti italiani 17,1 milioni di euro a settimana solo a titolo di maggiori costi di rifornimento”.
COME FUNZIONA IL MECCANISMO DELLE “ACCISE MOBILI”
Il meccanismo delle accise mobili sfrutta le maggiori entrate Iva del mese precedente (dovute al rincaro dei carburanti) per finanziare gli sconti alla pompa.
Le accise mobili possono essere attivate solo dopo la prima settimana di ogni mese, quando viene contabilizzata la cifra definitiva del periodo precedente. Ad esempio, a maggio il decreto ministeriale apposito è arrivato il 10 maggio, confermando un extragettito Iva di 191,2 milioni di euro.
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