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Perché i prezzi dei carburanti stanno aumentando ancora, nonostante il taglio delle accise

Perché i prezzi dei carburanti stanno aumentando ancora, nonostante il taglio delle accise
Il decreto legge per battere il caro benzina, e ancora di più il caro gasolio, non ha funzionato: gli effetti si sono visti solo tre giorni dopo l'entrata in vigore (il 19 marzo scorso), con una riduzione ben inferiore ai 24 centesimi previsti, e oggi i listini sono di nuovo al punto di partenza. In alcuni casi anche peggio.

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L’annunciato taglio delle accise non si è visto al distributore, dove benzina e gasolio hanno prezzi addirittura più alti rispetto a quelli in vigore prima dell’approvazione del decreto.

Secondo il Codacons, i gestori di impianti di rifornimento non avrebbero ricevuto dalle compagnie petrolifere indicazioni sulla riduzione delle accise, ed essendo vincolati dai prezzi indicati dai fornitori non possono autonomamente ridurre i listini praticati agli automobilisti.

Non solo, come denuncia l’Unione Nazionale Consumatori, a fronte di una misura della durata di appena 20 giorni “c’è chi attende più di 3 giorni per adeguare i prezzi, vuol dire che incassa il 15% di quello che sarebbe spettato agli automobilisti. Un fatto gravissimo contro il quale il decreto non ha previsto alcuna pena, non dando nessuna arma in più né all’Antitrust né alla guardia di finanza, che potrà solo multarli per irregolarità amministrative, laddove le riscontrasse“.

DIESEL OLTRE I 2,1 EURO/LITRO

I dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit mostrano come proprio nel giorno in cui doveva scattare il taglio effettivo di -24,4 centesimi al litro, i listini hanno continuato a salire.

Rispetto ai prezzi medi praticati il 18 marzo scorso, il giorno prima del decreto del governo, il gasolio alla pompa il 22 marzo era sceso di soli di 12,7 centesimi di euro, a fronte di un taglio delle accise di 24,4 centesimi, la benzina invece di 15 centesimi.

Ecco i prezzi registrati dal Ministero il 25 marzo 2026:

Benzina Gasolio GPL Metano
Media Self (€/l) 1,738 2,022 – –
Media Servito (€/l) 1,875 2,156 0,663 1,541

La benzina in modalità self service si attesta mediamente su 1,738 euro/litro, mentre il diesel viaggia sopra la soglia (nemmeno più così psicologica) dei 2 euro/litro in quasi tutte le regioni italiane. Il taglio da 24,4 centesimi al litro, invece, dovrebbe portare il costo del gasolio poco sopra 1,80 euro al litro e della benzina a 1,6 euro al litro.

Leggi Anche: Perché i prezzi del carburante aumentano subito, ma diminuiscono lentamente

CON LE SOLE ACCISE NON SI SAREBBE COMUNQUE RISOLTO NIENTE

Le associazioni hanno spiegato che la risoluzione al problema non poteva essere quella del solo taglio delle accise: gli aumenti che vediamo ogni giorno non dipendono certo dalla mancata applicazione del taglio delle accise (che seppur tarda è arrivata), ma sono causati dalla crescita del prezzo industriale dei carburanti, che prosegue inesorabile, e dalle forti anomalie che permangono a livello regionale nell’andamento dei listini.

“Un andamento al rialzo che rosicchia giorno dopo giorno lo sconto sulle accise, determinando un mancato risparmio da 5,85 euro su un pieno di gasolio, e che di questo passo entro pochi giorni vanificherà del tutto la riduzione della tassazione”, ricorda il Codacons.

Approfondisci: Chi decide il prezzo dei carburanti?

 

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