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Compensare le società di NLT
Proprio il taglio dei listini – a cui si assommano per diversi modelli (l’ultimo, ad esempio è la e-3008, che ha subito un calo dei prezzi per l’allestimento Allure) gli incentivi istituzionali – ha spinto alcune Case automobilistiche ha compensare le società di Noleggio a lungo termine. A partire da quella Ayvens che, proprio in questi giorni debutta sul mercato dopo la fusione tra Ald e LeasePlan, che, per mezzo del suo Ceo Tim Albertsen, ha fatto sapere di aver già ricevuto delle compensazioni per il forte calo dei valori di alcuni modelli elettrici che, proprio le società di NLT, hanno spinto sulle aziende molto più che i privati.
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Società di NLT che, per proteggersi da queste inusuali oscillazioni dei prezzi, chiedono sempre di più alle Case contratti di buy back per i loro modelli full electric. “Oggi i produttori devono continuare a vendere veicoli elettrici. “Abbiamo quindi bisogno di una sorta di protezione da parte dei produttori in termini di prezzi futuri” il commento di Albertsen.
Infatti i contratti di Noleggio a lungo termine si basano sulla stima del valore d’uso di un veicolo al momento della scadenza del contratto, con pagamenti destinati a coprire l’ammortamento. Se questo valore crolla, le società di leasing/lungo termine perdono denaro. E le Case automobilistiche le quali, per non pagare le multe Ue, devono continuare a vendere auto elettriche, di queste società – che ormai coprono, a seconda dei paesi, dal 30 al 50% del mercato – hanno assolutamente bisogno. Ecco quindi il perché delle “compensazioni”.
Ma i tassi salgono
Non tira una bella aria per le auto elettriche. Nel Sud Europa, ma anche nei mercati considerati più maturi, dalla Germania alla Danimarca: sono costose, costa riparale (chiedere info a Hertz su questo tema… e uno dei perché ce lo spiega BCD Travel qui), le autonomie non sono abbastanza ampie, si incendiano, non si può salire sui traghetti… basta entrare in qualsiasi forum di auto dove i detrattori delle auto elettriche scrivono questo e molto di più – dal “ci spiano” a “sono piene di radiazioni” -, a cui ora si aggiunge anche il “problema” dei valori residui. Così le società di noleggio iniziano ad applicare tassi sui veicoli elettrici più alti rispetto a quelli delle auto con motore a combustione, secondo uno studio del CAR Institute sul mercato tedesco. E chiedono alle società di assicurazioni coperture per il rischio “valori residui”.
Sap ha di recente annunciato che smetterà di offrire Tesla ai dipendenti perché i prezzi fluttuanti stanno complicando la pianificazione e la gestione del rischio, Hertz ha deciso di vendere 20.000 veicoli elettrici dalla sua flotta e anche Sixt ha dichiarato a dicembre che abbandonerà le elettriche made in Usa.
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Il mercato dell’usato
I velivoli elettrici per imporsi hanno bisogno anche di un mercato di seconda mano che proprio in questi anni dovrebbe costruirsi, anche grazie alla fine dei primi contratti a noleggio. Ma non sembra proprio esser così, a causa appunto di costi troppo alti per le elettriche di seconda mano rispetto a un nuovo incentivato e con listini in continua discesa. Come si può vedere sotto dall’analisi di Bloomberg sui dati Autotrader. Sarà il “delitto perfetto” per l’auto elettrica?

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