“Part-time” al Dipartimento per l’efficienza delle strutture governative (DOGE). Così Elon Musk nel rispondere agli investitori Tesla, che fanno i conti con risultati trimestrali molto negativi, espressi dal calo del 13% delle consegne di nuove auto, il -71% di utile netto a 409 milioni di dollari e il 9% di calo dei ricavi, ben al di sotto delle stime degli analisti che prevedevano 21,1 miliardi di dollari contro il dato di 19,3 miliardi registrato effettivamente.
TESLA, VENDITE E VALORE AZIONARIO IN CALO
Ricavi impattati dal calo delle consegne dei veicoli che, nel caso della Model Y, è stato condizionato in parte dal passaggio alla produzione del modello restyling in tutti i siti produttivi. Un aspetto le cui ripercussioni sono state in diverse settimane di produzione andate perse. Un altro fattore che ha inciso sui ricavi è stato il prezzo medio di vendita inferiore dei modelli.
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L’impegno di Musk al DOGE sarà circoscritto a 1-2 giorni a settimana a partire dal mese di maggio, un annuncio che ha aiutato il rimbalzo del titolo Tesla in Borsa, chiudendo a +4,6% a New York. Il quadro d’insieme, tuttavia, registra un crollo dai 400 dollari ad azione, valore del primo gennaio 2025, ai 237,97 dollari postati dopo la comunicazione dei risultati nel primo trimestre dell’anno.
Non si tratta di un passo indietro completo dall’impegno nell’amministrazione Trump, quello di Musk. Nel corso della conference call con gli investitori, è emersa anche la domanda di un cambio al vertice.
“Penso che continuerò a dedicare un giorno o due a settimana sulle vicende legate al governo, fintanto che il presidente vorrà che lo faccia e fintanto che sarà utile. Dal prossimo mese, tuttavia, dedicherò molto più tempo a Tesla”, le parole di Musk.
FONDAMENTALI LE VERSIONI ECONOMICHE

I risultati industriali del marchio hanno visto 362.615 auto prodotte nel primo trimestre (-16%) e 336.681 consegnate (-13%), di queste sono oltre 323.800 (-12%) le Model 3 e Model Y, pesando per appena 12.881 (-24%) unità gli altri modelli a listino. Uno scenario industriale che vede la conferma della commercializzazione entro la prima metà di quest’anno di versioni economiche di Model 3 e Model Y, destinate a competere sul mercato con prezzi di listino più bassi ma anche una dotazione “essenziale”.
OBIETTIVI 2025 RIESAMINATI DOPO IL Q2
Quanto alle prospettive sui volumi produttivi, Tesla ha indicato la difficoltà a “misurare l’impatto del cambiamento della politica commerciale globale sulla catena di approvvigionamento nel settore auto e dell’energia, sulla nostra struttura di costi e sulla domanda per beni durevoli e i relativi servizi.
Sebbene stiamo facendo investimenti prudenti, improntati alla crescita del business auto ed energia, il tasso di crescita quest’anno dipenderà da una pluralità di fattori, compreso il tasso di accelerazione dei nostri sforzi sull’automazione, l’incremento della produzione nelle nostre fabbriche e il più ampio contesto macroeconomico. Riesamineremo nell’aggiornamento sui risultati del secondo trimestre le nostre linee guida sul 2025”.
Nella presentazione dei risultati finanziari, al capitolo auto Tesla ha sottolineato come “considerata l’incertezza economica derivante da politiche commerciali in cambiamento, più alternative di modelli accessibili sono più che mai fondamentali”.
MILIONI DI TESLA AUTONOME NEL 2026…
E’ classificabile tra le (molte) promesse, l’annuncio di Musk dell’introduzione nella seconda metà del 2026 di “milioni di Tesla che opereranno autonomamente, del tutto autonomamente”” su strada. In tema di sistema Full Supervised Driving, è previsto il lancio in Europa quest’anno, in attesa dell’approvazione normativa del sistema.
DAZI, NULLA PIÙ DI UN CONSULENTE
Guardando a nuovi sbocchi commerciali, è il mercato indiano che stuzzica Tesla. Tuttavia, i dazi del 70% sull’importazione più 30% di tassa sul lusso previsti in India frenano l’annuncio di un ingresso sul terzo più grande mercato globale per volumi di auto. “La stessa macchina che spediamo in India è il 100% più cara del suo valore. Questo crea molta ansia. La gente sente di pagare troppo per l’auto e noi non ci guadagniamo. Ecco perché siamo stati molto attenti nel provare a capire quando sia il momento giusto per entrare in India”, ha dichiarato Vaibhav Taneja, responsabile area Finanza di Tesla.
Fronte dei dazi sull’auto che ha visto Musk confermare un’azione persuasiva verso il presidente Trump per la loro riduzione: “Darò il mio consiglio al presidente, però è una decisione che spetta a lui. Continuerò a sostenere dazi più bassi anziché il loro incremento. È tutto quello che posso fare”.
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