Con il patrocinio di

Dacia Bigster Mild Hybrid GPL: 1.450 km di autonomia, ecco come va su strada!

Sono ormai anni che, purtroppo, il caro e amato GPL non è più nei cuori e nelle concessionarie di noi italiani. L’elettrificazione la fa da padrona, ma è proprio in questo contesto che nasce la Dacia Bigster mild-hybrid GPL, l’eccezione che conferma la regola. Con lei avrete 1.450 km di autonomia in combinato (benzina + GPL) e tanta, tanta, sostanza. Il prezzo? Tipicamente Dacia.

IN QUESTO ARTICOLO

Se l’obbiettivo è quello di mantenere i costi d’esercizio il più basso possibile, la Bigster GPL sa davvero il fatto suo: 24.800 euro come prezzo d’ingresso, offre tanto spazio a bordo per le persone e le cose, e i consumi fanno invidia a modelli ben più blasonati e costosi. Verrebbe da chiedersi cosa volere di più da un automobile, nonostante alcuni dettagli potrebbero essere migliorati, soprattutto a bordo.

Dacia Bigster

Dacia Bigster, un nome azzeccato

Il primo aspetto che salta alla mente guardando la Bigster è che questo nome è davvero quello giusto: stilisticamente è palesemente una Duster più lunga, dato che non ci sono differenze né davanti né dietro rispetto la sorellina. Lo stile mi piace, è spigoloso e ha abbastanza personalità, nonostante le forme siano semplici e forse non così moderne, questa Dacia ha una bella presenza su strada grazie a fiancate scolpite e muscolose. Gli inserti in plastica riciclata sui passaruota, le linee spigolose, e una discreta altezza da terra fanno sembrare l’auto anche più grande di quello che è in realtà.

Leggi Anche: Tutte le novità di Dacia attese per il 2026

Dacia Bigster

Con una lunghezza complessiva di circa 4,57 metri, la Bigster si colloca nella fascia dei SUV di segmento C, il generoso passo di 2,70 m invece, agevola una buona abitabilità interna sia per le persone che per i bagagli. Personalmente trovo tutte le ultime Dacia più audaci e curate nell’estetica, un aspetto che prima rimaneva più in secondo piano, oggi finalmente le auto romene dimostrano più cura e attenzione anche nello stile. In particolare la fanaleria led a forma di “Y” rovesciata che contraddistingue tutta la gamma, è un diventato un  vero tratto distintivo che rende una Dacia subito riconoscibile. Anche la scelta di non posizionare al posteriore il classico led che corre da parte a parte, è il manifesto della volontà di distinguersi rispetto la concorrenza, mi piace.

Una moderna “vecchia scuola”

Sotto il cofano della Bigster trova spazio un piccolo motore 1.2 turbo benzina con elettrificazione leggera mild-hybrid a 48 volt che viene supportato da una batteria da 0,84 kWh, per un apporto di potenza di circa 14 CV. Si tratta di un sistema che non permette all’auto di muoversi in solo elettrico: la parte elettrica ha infatti solo una funzione di supporto al motore termico, come nel caso venga richiesta una maggiore potenza in fase di sorpasso. Il cambio è un manuale a sei rapporti, è preciso ma la corsa è leggermente lunga, e viene coadiuvato da una frizione morbida che non affatica.

Leggi Anche: Arriva la C-Neo, la station wagon di Dacia a meno di 20 mila euro

Dacia Bigster

Ma il segreto della Dacia Bigster Eco-G è un altro: il suo serbatoio da 50 litri per il GPL sistemato sotto il piano di carico del bagagliaio, che affianca quello di benzina da altrettanti 50 litri. L’autonomia massima combinata dichiarata? Fino a 1.450 chilometri complessivi, davvero niente male. Si tratta di una percorrenza che permette (almeno sulla carta) di fare Milano-Roma andata e ritorno senza mai doversi fermare a fare rifornimento, un bel valore aggiunto per chi percorre tanti chilometri.

Abitacolo spazioso e confortevole ma niente superfici morbide

L’ambiente di bordo è accogliente ed è studiato per farti sentire subito a tuo agio. Qui lo spazio non manca, sia davanti che dietro, e tutto è a portata di mano. C’è tanto spazio sia per le persone che per gli eventuali bagagli (il bagagliaio passa da 609 a 1.887 litri) e c’è anche una buona visibilità in tutte le direzioni, dettagli che possono fare la differenza nella vita quotidiana, soprattutto in città. L’abitacolo è il manifesto perfetto della filosofia costruttiva delle auto firmate Dacia: funzionale, semplice, e pulito, costruito con materiali robusti che però non sono particolarmente piacevoli al tatto essendo tutti rigidi al tocco.

Leggi Anche: Come va la nuova Dacia Duster full-hybrid da 140 cavalli

Dacia Bigster

Il climatizzatore ha comandi fisici a pianoforte che sono anche portata di mano, in questo modo non ci si distrae durante la guida per utilizzarlo. La strumentazione è digitale e sfrutta uno schermo da 7 pollici mentre il sistema multimediale utilizza un display da 10 pollici ed è dotato di connessione senza fili per lo smartphone tramite Apple Car Play ed Android Auto; c’è anche un comodo porta telefono affianco allo schermo che è molto pratico. Non c’è niente di superfluo in abitacolo, e non ci sono neanche soluzioni stilistiche particolarmente moderne, ma non manca proprio niente: la Bigster bada al sodo riuscendo a far sentire bene chi siede a bordo, niente male.

Come va su strada

In ambito urbano ho trovato la frizione morbida e il cambio manuale preciso, anche se ha una corsa un pochino lunga. Partiamo subito con la domanda delle domande: ma la guida di un’auto a GPL è diversa da quella di un auto a benzina? Assolutamente no, è impossibile capire quale alimentazione la macchina stia usando perché la guida a GPL non ha nessuna differenza rispetto quella a benzina. La posizione di guida della Bigster è alta e regala una piacevole sensazione di dominare la strada, tuttavia l’aspetto che mi ha convinto maggiormente è stata l’agilità di un auto che nasconde molto bene le sue dimensioni. Immagino quanti possano storcere in naso pensando al cambio manuale, ma non c’è da temere: sulla Bigster GPL arriverà un delizioso cambio automatico a doppia frizione che sarà sicuramente molto apprezzato.

Leggi Anche: Tutte le auto GPL in vendita nel 2026

Dacia Bigster

La guida in generale non mi ha lasciato proprio a bocca aperta: il piccolo 1.2 3 cilindri turbo da 140 CV scatta da 0-100 km/h in 10 secondi e ha una bella spinta ai medi regimi, ma agli alti aumenta la rumorosità e perde un po’ di brio, quasi come le mancasse qualche cavallo. Trovo invece ottimamente calibrato lo sterzo che ho percepito leggero e diretto quanto basta sia in città, che in ambito autostradale. L’assetto è morbido ed è pensato per garantire il massimo comfort per chi siede a bordo, una scelta che va a discapito di un po’ di precisione di guida in curva dove si percepisce un po’ rollio. La Bigster è leggera, pesa circa 1.500 kg, e questo la rende un auto agile e anche facile da guidare, nonostante una lunghezza di quasi 4,60 metri.

Dacia Bigster

Maciniamo chilometri e facciamo due conti

Con questa Dacia ho percorso circa 500 km, tra città, tangenziali ed un pochino di autostrada, insomma in tutte le situazioni più comuni di guida. Al termine della prova il consumo medio di GPL è stato di circa 12-13 km al litro, mentre per quanto riguarda il consumo di benzina il computer segnava circa 15 km ogni litro consumato. Si tratta di valori in linea con l’autonomia massima dichiarata da Casa Dacia, un bella sorpresa visti i dati troppo ottimistici che molto spesso si vedono alla voce consumi da parte di altri marchi.

Leggi Anche: Chi ha ucciso il metano in Italia?

Dacia Bigster

Se consideriamo poi che il prezzo del GPL in media è di 0,70 euro al litro, contro l’1,72 euro della benzina, e che i distributori di gas sono molto più diffusi rispetto le colonnine di ricarica, acquistare una vettura a GPL vi permette di risparmiare un bel po’ di soldini. In sostanza questa Bigster bi-fuel ha costi di gestione bassi, soprattutto se si sfruttano tutti i 50 litri della bombola di gas, e ha tutto quello che serve veramente, compresa una buonissima qualità costruttiva.

Leggi Anche: Il GPL conviene ancora?

A questo prezzo difficile trovare di meglio

La Dacia Bigster GPL ha un listino che parte da 24.800 euro, proprio lo stesso prezzo della versione a benzina con lo stesso motore 1.2 turbo, nell’allestimento d’ingresso Essential che non è certo il più completo in gamma, anzi è proprio basico. Aggiungendo 3.000 euro si può scegliere tra i due allestimenti top di gamma Extreme e Journey, decisamente più completi ed in linea con le necessità dell’automobilista medio. Trovo che quasi non abbia senso non scegliere questa versione bi-fuel, ad eccezione di chi ha necessità della trazione integrale, non disponibile con questa motorizzazione. A conti fatti la Dacia Bigster mild hybrid a GPL è un auto molto intelligente e di sostanza che mi ha convinto a 360 gradi in ogni aspetto.

***

CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM

Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.

Abbiamo parlato di:
Dacia
Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato

Con la newsletter di Fleet Magazine ricevi anteprime, news e approfondimenti dal mondo della Mobilità

Condividi
Leggi anche

CASE AUTOMOBILISTICHE