22 Luglio 2020

Test drive Mazda MX-5 Roadster, un sogno possibile

Abbiamo provato la nuova Mazda MX-5 Roadster. Rombo potente e guida esaltante, ma anche consumi ai vertici della categoria. Decisamente piacevole da guidare, specie in curva.

Bella, sportiva, potente, scoperta. La nuova Mazda MX-5 Roadster è l’ideale per una fuga estiva. Noi siamo salite alla guida della versione Sport con il nuovo motore 2.0 e 184 Cavalli.

TEST DRIVE MAZDA MX-5 ROADSTER

Finalmente siamo al volante di questa roadster limited edition. Il motore è uno Skiactiv- G da 184 cavalli con cambio manuale a 6 marce e la potenza al volante si sente tutta. Un motore a iniezione diretta, compressione elevatissima e privo di turbo.

Rombo potente e guida esaltante, ma anche consumi ai vertici della categoria. Il prezzo per questa versione Sport 2.0 è a partire da 38.600 euro. Ed è un buon prezzo, perché la dotazione è piuttosto ricca.

COME VA

Il motore è molto rapido nella risposta, grazie anche a un cambio molto fluido e preciso. La posizione di guida è naturalmente bassa, “attaccata” alla strada, ma questo non dà problemi alla schiena, grazie all’ottimo lavoro delle sospensioni e alla cura dei sedili, la cui forma è pensata per abbracciare il guidatore, nel rispetto della filosofia Jinba Ittai, che professa la fusione perfetta tra cavallo e cavaliere. Particolarmente piacevole nelle curve, dove la Mx-5 rivela tutta la sua agilità.

Non è necessario correre per godersi questa spider – anche se naturalmente è un’auto che consente di farlo, nel rispetto delle normative – il motore spinge anche ai bassi giri e si può sempre apprezzare la ripresa eccellente e la fluidità di marcia.

Non che non si possa portare agevolmente in città, ma lo scenario ideale per godere appieno di questa Mazda sarebbe una strada panoramica in costiera, così come qualunque contesto che sappia di tempo libero e libertà. 

IL DESIGN

La Mazda MX-5 è bella anche da ferma. Grazie a un un gioco di curve e angoli, comunica un senso di dinamismo che invoglia a mettersi alla guida. Una sensazione a cui possiamo affibbiare un altro nome in giapponese: Kodo, cioè anima del movimento.

Anche il caratteristico colore Polymetal Grey contribuisce a dare questa sensazione. È ispirato da una particolare lavorazione del metallo, che da un blocco unico di alluminio crea i cerchi in lega Rays, leggeri e resistenti.

Questa Roadster non appaga solo gli occhi ma anche il tatto. Tutti gli interni sono prodotti artigianalmente, la texture morbida dei sedili si contrappone alle solide cuciture. La plancia è pulita e si sviluppa in orizzontale.

Il baule (130 litri) si sviluppa in verticale, ma non è molto ampio ma neanche minuscolo. In ogni caso non è il punto di forza che ci si aspetta in un’auto del genere. Unico neo: impossibile riporre, non dico una borsetta, ma anche solo un paio di occhiali o lo smartphone: non c’è il portaoggetti davanti al sedile del passeggero e nemmeno lungo le portiere.

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