Quando l’avevo provata in occasione del lancio, la MG3 Hybrid+ mi aveva fin da subito convinto per un rapporto prezzo-prestazioni-qualità davvero interessante. Ora ho anche avuto modo di approfondirla una settimana, e confermo queste mie impressioni, soprattutto in termini di consumi.
La MG3 Hybrid+, prima motorizzazione con cui la compatta anglo-cinese ha debuttato (ora è disponibile anche solo benzina), parte da 19,490 € in allestimento Comfort, ricco già di tutto. Io ho provato la Luxury, l’allestimento top a 21,490 € inclusivo della tinta “Diamond Red” da 800 € e di tutti i sistemi di sicurezza, incluso MG Pilot.
Interessante anche il noleggio con MG Rent, che vede canone di 360 € + IVA e anticipo 0 per la versione in prova, durata 36 mesi o 45,000 km.
Leggi Anche: MG supera le 100mila auto vendute in Italia
DESIGN
Non mi concentrerò molto sul design, anche perché l’avevo già approfondito bene nel primo contatto. Resta comunque una vettura moderna, sobria e con un design che non invecchia presto. È una di quelle auto destinate, secondo me, a rimanere piacevoli anche nel lungo periodo. Le linee sono equilibrate, pulite e ben sfruttabili, con proporzioni che trasmettono solidità e una certa eleganza.

Forse pecca un po’ nel bagagliaio, poiché è stata privilegiata l’abitabilità posteriore: la capacità è nella media, ben sfruttabile, ma con un’apertura leggermente piccola. Nonostante ciò, l’aspetto complessivo resta sobrio ma non anonimo. Anzi, secondo me la MG3 è un’auto dal carattere personale, soprattutto all’anteriore, dove spicca il muso appuntito con un tocco sportivo dato dalla grande griglia, che visivamente allarga la vettura insieme ai fari.

Questo corso stilistico deriva dalla MG7, che in Europa non è commercializzata, e con questo rosso metallizzato – tipico dell’allestimento Luxury – acquista ancora più personalità. In generale, è una vettura che nasce per essere giovanile e accessibile, pensata per chi cerca un’auto pratica, curata e moderna nel linguaggio stilistico.
Leggi Anche: La MG Cyberster è un’auto pensata per chi ama guidare
Interni
Gli interni sono ben realizzati, solidi e curati nei dettagli. È vero, alcune plastiche rigide ci sono, ma considerando il prezzo e l’attuale standard del mercato, è perfettamente comprensibile. Anzi, ci sono auto ben più costose che ne utilizzano di più.

Mi piace molto il volante: ben sagomato, corposo, con un design curato e tutti i comandi principali a portata di mano. Il layout dell’abitacolo è lo stesso visto sulla MG4, e convince la presenza di numerosi vani portaoggetti e di prese USB-C Thunderbolt per la ricarica, mentre la proiezione dello schermo è affidata a una presa tipo A. Non ho mai compreso fino in fondo questa differenziazione, che non è un’esclusiva MG, ma resta comunque funzionale.
Sul tunnel centrale, oltre al doppio portabicchieri e agli altri vani, si trova il rotore del selettore di marcia – anche questo mutuato dalla MG4 – insieme al freno di stazionamento elettronico, alla funzione Auto Hold e alle tre modalità di guida: Normal, Eco e Sport. Ci sono poi alcuni comandi fisici per la regolazione del volume, il ritorno alla home e la gestione del clima.

Il sistema operativo dell’infotainment è migliorato molto rispetto alla MG4: oggi è più fluido, con una grafica moderna e piacevole. La compatibilità con Apple CarPlay è disponibile solo via cavo, mentre Android Auto funziona in modalità wireless. Anche se l’interfaccia può ancora essere affinata, i passi avanti sono evidenti.
I materiali meritano una nota positiva: in questa versione troviamo rivestimenti in pelle con cuciture a contrasto, un tocco che conferisce un aspetto curato e un senso di qualità superiore alla media del segmento. I sedili, comodi e ben profilati, risultano adeguati anche per viaggi lunghi.
Leggi Anche: I 10 segreti della MG S5
OTTIMI CONSUMI
Sono contento di aver potuto riprovare la MG3 per un periodo più lungo rispetto al primo contatto, perché ho avuto modo di comprendere meglio il suo sistema ibrido, davvero interessante che oggi si trova anche su ZS Hybrid+ e, da qualche mese, anche su HS Hybrid+.

Si percepisce che la vettura è stata pensata per il mercato europeo. Non solo per la presenza dell’ibrido, ma anche perché l’assetto della versione europea non è stato sviluppato in Cina bensì nel Regno Unito, e questo si sente chiaramente alla guida. L’auto non è morbida né cedevole: ha un assetto ben piantato a terra, stabile e preciso, che mantiene la vettura sempre composta anche in curva. Anche quando si affrontano pieghe più veloci, il beccheggio resta contenuto e mai fastidioso.
Il comportamento generale è piacevole e comunicativo, e ricorda alcune vetture del segmento B di qualche anno fa, quando questa categoria offriva auto più sincere e accessibili, oggi spesso trascurate dai costruttori. Le sospensioni lavorano bene, filtrano le asperità con efficacia e lo sterzo è preciso. Solo un leggero ritardo nel ritorno in curva, ma davvero marginale.

Il sistema ibrido funziona con doppia modalità: in serie e in parallelo. A basse velocità – intorno ai 60-70 km/h, su percorsi extraurbani – è la parte elettrica a dominare. Il motore elettrico da 136 cavalli, lo stesso montato su alcune vetture elettriche pure, garantisce una spinta energica e silenziosa, alimentato da una batteria da 1,8 kWh, tra le più capienti del segmento B full hybrid. Quando si richiede più potenza, i due motori – termico ed elettrico – lavorano insieme, mantenendo bassi i consumi e contenuta la rumorosità, anche grazie alla particolare trasmissione termoidraulica a tre rapporti, una soluzione insolita ma efficace.
Il rumore del motore termico si percepisce poco, perché raramente sale di giri. E a differenza della prima prova, questa volta il cambio si è dimostrato fluido, reattivo e sempre coerente, segno che il precedente esemplare pre-serie aveva qualche difetto di gioventù.

Ottimi i consumi: la media generale è di 20 km/l, con punte di 21 in città, dove la vettura procede spesso in elettrico per diversi chilometri. In extraurbano si possono toccare i 25 km/l, mentre in autostrada, a 130 km/h, si resta sui 22-23 km/l, valori che rendono la MG3 molto efficiente e conveniente nell’uso quotidiano.
La frenata rigenerativa funziona come su un’elettrica, cosa rara su un full hybrid, ed è piuttosto potente, sebbene non modulabile. Lo stesso vale per il freno tradizionale, che è dolce ma un po’ difficile da dosare se non ci si abitua. L’auto, comunque, tende a frenare da sola in stile one-pedal drive, riducendo la necessità di intervenire manualmente.

Questa versione Luxury rappresenta l’allestimento più completo della gamma. Manca solo il tetto panoramico, ma include sistemi di sicurezza avanzati e funzioni di guida autonoma di livello 2, come cruise control adattivo, mantenimento di corsia, sensore dell’angolo cieco e un sistema di telecamere a 360° con visione tridimensionale. È un equipaggiamento raro in questa categoria e molto utile in manovra, anche se la visibilità anteriore è già buona e gli specchietti hanno la giusta dimensione. Solo la parte posteriore risente di un lunotto piccolo e montanti spessi, ma le telecamere compensano efficacemente.
Al di là di questo, è notevole trovare una dotazione così completa in un’auto che resta sotto i 23.500 euro. Alcuni hanno criticato la qualità dei materiali, ma a me sembra ben assemblata e coerente con il prezzo. Il vero test sarà la tenuta nel tempo, ma la sensazione attuale è positiva. Ci sono anche superfici morbide, come sul volante e sulla plancia, con cuciture a contrasto che donano un aspetto curato.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.