TOYOTA, PEUGEOT E ASTON MARTIN
Resta da dire ancora della presenza Toyota, in Formula 1 tra il 2002 e il 2009. Mai una vittoria, un ottimo propulsore e una piazzamento del 2005 quale miglior risultato nel mondiale: quarto posto. Con Toyota, tra il 2004 e il 2009, sarà Jarno Trulli a ottenere risultati apprezzabili per il team.

Continuando la carrellata di case automobilistiche presenti in Formula 1, vale dire di Peugeot Sport, che motorizzò la Prost GP tra il 1998 e il 2000: anni caratterizzati da molte rotture del motore V10 e qualche buon piazzamento.
Il marchio che più di recente è tornato in Formula 1 è Aston Martin. L’acquisizione da parte di Lawrence Stroll della casa britannica ha portato il brand in Formula 1, sostituendo l’iscrizione Racing Point a partire dal campionato 2021: due stagioni molto difficili, corse con la collaborazione Mercedes quale fornitore di power unit. Un progetto adesso che si candida a essere il protagonista dal 2026, grazie ai copiosi investimenti prodotti, sulle strutture e sulle figure di tecnici ingaggiati.

FORD E JAGUAR
Ford è stato per decenni il motore simbolo dei garagisti, dei team inglesi, cioè, che assemblavano un telaio intorno a un motore facilmente reperibile. Ford che ha portato anche al primo titolo iridato di Michael Schumacher, con la Benetton nel 1994. L’impegno semi-ufficiale, quale costruttore, è stato vicinissimo quando Jackie Stewart diede vita al proprio team. Siamo tra il 1997 e il 1999.
Una fase nella quale anche Jaguar si tuffò in Formula 1. Rilevò proprio le attività della Stewart Grand Prix nel 2000 e andrà avanti fino al 2004; in seguito venderà la struttura alla Red Bull Racing, da 20 anni sulla scena del campionato.
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