In Europa le vendite di tutti i nuovi furgoni sono diminuite del -13,2% nei primi sei mesi 2025, a dimostrazione dell’incertezza che le aziende devono affrontare a causa delle turbolenze geopolitiche dei dazi e della debole performance economica delle economie nazionali.
Vendite Lcv in Europa nel primo semestre 2025
Questi i dati riportati da Acea.
| Q1-Q2, 2025 | Q1-Q2, 2024 | Differenza percentuale |
|
| Francia | 184,352 | 209,462 | -12% |
| Uk | 156,559 | 178,210 | -12% |
| Germania | 128,813 | 151,097 | -15% |
| Italia | 98,843 | 111,903 | -12% |
| Spagna | 95,154 | 85,595 | 11% |
| Belgio | 39,393 | 35,976 | 10% |
| Polonia | 33,069 | 32,884 | 1% |
| Totale UE | 729,127 | 840,384 | -13% |
Il problema della transizione
Inoltre, i dati pubblicati dall’ACEA mostrano che gli LCV elettrici hanno rappresentato solo il 10% delle vendite di furgoni nella prima metà del 2025, anno in cui i costruttori si trovano ad affrontare una nuova serie di standard sulle emissioni di CO2 a livello dell’UE.
Gli obblighi sulle emissioni
Tra il 2025 e il 2029, gli OEM dovranno ridurre le proprie emissioni medie di CO2 a 153,9 g/km, obiettivo che scenderà a 90,6 g/km tra il 20230 e il 2034.
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Dal 2035 in poi, l’obiettivo di emissione di CO2 per i furgoni a livello di flotta dell’UE è di 0 g/km.
Questo azzeramento delle emissioni entro un decennio sembra molto difficile da ottenere poiché le flotte rimangono fedeli al diesel, che rappresentava una quota di mercato dell’82% nel primo semestre del 2025 (84,3% nel primo semestre del 2204).
Le vendite di furgoni elettrici in calo
Negli Stati europei con la maggiore domanda di veicoli commerciali leggeri, le vendite diminuiscono in doppia cifra:
- -14,7% in Germania,
- -12% in Francia,
- -11,7% in Italia
- -79% nei Paesi Bassi
Solo la Spagna ha invertito la tendenza, aumentando le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri dell’11,2% nella prima metà dell’anno.
Le vendite di veicoli commerciali leggeri sono un indicatore affidabile della fiducia delle aziende e il loro calo significativo segnala la riluttanza delle aziende a investire, soprattutto considerando l’inflazione che ha avuto un impatto sui prezzi dei nuovi veicoli commerciali leggeri negli ultimi quattro anni.
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In condizioni commerciali incerte, il rischio di investire in nuove tecnologie, con il costo aggiuntivo di installazione di infrastrutture di ricarica per supportare i più costosi e-LCV, rappresenta un rischio eccessivo per molte aziende.
Le immatricolazioni di furgoni elettrici nell’UE sono aumentate del 42,1% nella prima metà dell’anno, ma la percentuale è risente del basso punto di partenza. Nel complesso, i volumi restano estremamente limitati e le flotte continuano a lamentarsi dei compromessi in termini di carico utile, autonomia, costi e complessità di ricarica.
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