Insieme a ID.3, ID.4 e ID.5 hanno fatto parte della prima ondata di elettriche di nuova generazione di Volkswagen progettate su architettura MEB. Per moltissimi aspetti, quella linea è in fase di riorganizzazione e dopo la ID.3 Neo tocca a Volkswagen ID. Tiguan rinnovare il presidio nel segmento C-suv.
Dove finora hanno operato due modelli diversi nelle sfumature del design in coda, dal 2027 agirà esclusivamente ID.Tiguan, che anzitutto porta l’elettrico all’interno della famiglia Tiguan con motori termici e ibridi. È un primo segnale del cambiamento di rotta e si inserisce nel solco tracciato da ID.Polo e ID.Cross: abbandonare sigle numeriche per valorizzare nomi familiari al pubblico, con il loro passato (e presente) termico affiancato dall’elettrico.
VOLKSWAGEN ID. TIGUAN, COSA CAMBIA DA ID.4
Poi, un importante elemento di novità arriverà sulla qualità percepita a bordo, dove ci aspettiamo un importante passo in avanti, a cominciare dai rivestimenti in plancia. A gran voce i clienti della prime ID. Volkswagen avevano chiesto il ritorno dei comandi fisici, più immediati, pratici e sicuri rispetto al doversi districare tra sottomenu e tasti touch. ID.Tiguan, come già ID.3 Neo, ha dato ascolto e ha rinnovato il volante, i comandi sulle razze e quelli al centro della plancia, sotto il nuovo infotainment.

I muletti di sviluppo che precedono la presentazione di inizio ottobre, dalla quale il suv elettrico procederà in direzione Salone di Parigi, per la prima uscita in pubblico, rivelano un maxi-schermo che potrebbe arrivare a 15 pollici, dove oggi è proposto un display da 12,9 pollici.
STILE DI SCUOLA ID.CROSS
A cinque anni dal debutto e dopo oltre 950 mila esemplari venduti, ID.4 e ID.5 cedono il passo a un modello radicalmente diverso sullo stile. Paradossalmente c’è un’influenza marcata delle recenti ID., specialmente ID.Cross per il trattamento ordinato e rigoroso della fascia alta che raggruppa i fari sul frontale. Addio alle linee più ondulate della prima ora, spazio a un volto completamente ripensato e che ha nella fascia paraurti un elemento improntato alla sobrietà.
In coda ritroviamo la stessa filosofia stilistica, dal blocco dei fari alti e inseriti in una fascia a tutta ampiezza, al vezzo di un paraurti un po’ più elaborato nelle geometrie. Le novità che porta al debutto Volkswagen ID. Tiguan sono tali che non è possibile classificare il modello alla categoria restyling, pur arrivando formalmente nel tipico periodo di metà ciclo vitale, se consideriamo i 5 anni dal debutto di ID.4. anche le portiere sono state modificate, dalle maniglie al trattamento in corrispondenza del montante posteriore.
MOTORI E BATTERIE, TUTTO COME PRIMA?
Progettata su piattaforma MEB+, non sono previste sostanziali variazioni sui livelli di potenza né per le taglie di batteria disponibili. In Italia la gamma ID.4 parte con una potenza di 190 cavalli a trazione posteriore e batteria da 61 kWh lordi, per un’autonomia di 361 km. È il modello d’attacco, a 40.150 euro; un gradino più su, spazio al motore da 286 cavalli con batteria da 84 kWh, per 554 km di autonomia e un prezzo che parte da 46.650 euro.
Le alternative dual motor prevedono il livello da 299 cavalli e 530 km di autonomia, mentre la GTX è il top di gamma con 340 cavalli e 524 km di autonomia. Se le batterie, LFP da 61 kWh lordi e NMC da 84 kWh continueranno a essere abbinate alla ID.Tiguan, altre ottimizzazioni al sistema di gestione termica e dell’energia potrebbero portare un’autonomia leggermente diversa, superiore, rispetto alla ID.4 uscente.
Il posizionamento nel segmento C-suv vedrà ID.Tiguan operare ancora sui 4,60 metri di lunghezza e un passo intorno ai 2,80 metri: oggi misura 2,77. Non è da escludere che il nuovo modello si posizioni un po’ al di sopra degli attuali prezzi di listino.
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