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Volkswagen, passa la ristrutturazione: i posti di lavoro, lo stop a 4 siti in Germania e i rumors su Seat

Volkswagen, passa la ristrutturazione: i posti di lavoro, lo stop a 4 siti in Germania e i rumors su Seat
Varato il radicale piano di ristrutturazione Future Plan 2030, che dovrà riportare Volkswagen a risultati finanziari sostenibili. Cosa vuol dire per posti di lavoro, modelli, produzione e futuro dei marchi

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Altri 50 mila posti di lavoro verranno tagliati, quattro stabilimenti in Germania cesseranno di produrre automobili e le partecipazioni in asset non considerati strategici e finanziariamente non sostenibili verranno dismesse. Sono solo alcuni dei 12 punti del Future Plan 2030 discusso giovedì dal Consiglio di sorveglianza del Gruppo Volkswagen, all’interno del quale sono rappresentati il sindacato IG Metall e il governo della Bassa Sassonia.

L’approvazione del piano, che non è un semplice programma industriale ma, come presentato dal Gruppo, una ristrutturazione completa di un pilastro dell’industria automobilistica, ha ottenuto l’unanimità dei voti. “Questo è un segnale forte per il futuro del Gruppo Volkswagen. Ci assumiamo la responsabilità nei confronti di tutta la nostra forza lavoro, dei nostri partner e dei posti di lavoro nel settore in tutto il mondo. Nei prossimi anni investiremo una somma a tre cifre in miliardi per rendere i nostri marchi iconici ancora più attraenti, più forti e più competitivi”, le parole dell’a.d. Blume.

VOLKSWAGEN, I TAGLI AI POSTI DI LAVORO

Rispetto alle anticipazioni di stampa, documentate, che nei mesi scorsi si sono susseguite, il taglio dei posti di lavoro si attesta complessivamente a 100 mila unità (50.000 già deliberati nel 2025 e ulteriori 50.000 presentati al Consiglio di sorveglianza) e non ai 140.000 paventati.

Sulla chiusura delle fabbriche tedesche, tra 2031 e 2034 Emden, Zwickau, Neckarsulm e Hannover, non produrranno più auto e verranno valutati altri impieghi. Scansata la chiusura, resta il nodo sulle nuove attività industriali. “Svilupperemo prospettive a lungo termine per i nostri siti. Anche la politica deve svolgere un ruolo di sostegno: abbiamo bisogno di un quadro normativo competitivo e di una politica commerciale che rafforzi la nostra base industriale in un contesto di concorrenza globale sempre più agguerrita”, ha commentato il presidente del Bundesländer della Bassa Sassonia, Olaf Lies.

FABBRICHE EUROPEE, ENTRO GIUGNO UN PIANO PER TUTTE

Un percorso che, guardando a tutti gli impianti produttivi europei del Gruppo, porterà entro il giugno del 2027 a un piano per rendere la produzione “sostenibile e competitiva”. In numeri, il Gruppo Volkswagen si ritrova con una sovraccapacità produttiva di ben 500 mila veicoli all’anno in Europa, da qui la necessità di dismettere, progressivamente, la produzione auto negli impianti tedeschi individuati e allineare la rotta sui 9 milioni di veicoli prodotti all’anno, contro i 12 milioni del 2025.

In questa situazione di crisi, ci siamo impegnati a fondo per trovare soluzioni valide. Ora che il Future Plan 2030 è stato adottato, affrontiamo insieme al Consiglio di Amministrazione e agli azionisti le enormi sfide che ci attendono. È positivo che il Consiglio di Amministrazione disponga ora delle basi necessarie per affrontare i grandi compiti che ci attendono. Ciò include esplicitamente lo sviluppo di scenari futuri per tutti gli stabilimenti, le parole di Christiane Benner, prima presidente di IG Metall. 

LE ANTICIPAZIONI SUI SITI TEDESCHI

Secondo un documento trapelato a ridosso della riunione del Consiglio di sorveglianza, nel 2031 cesserebbe la produzione della Volkswagen ID.Tiguan, in arrivo quale profondo aggiornamento dell’attuale ID.4, e verrebbe spostata a Mlada Boleslav. 

Da Zwickau, tra gli altri modelli, l’Audi Q4 e-tron passerebbe a Bratislava, sempre dal 2031. Nel 2034, la destinazione ad altre attività di Neckarsulm porterebbe il modello erede dell’Audi A8 a Lipsia. Sul fronte dei veicoli commerciali, nel 2032 il Volkswagen T8 migrerebbe da Hannover a Poznan. Piani che andranno elaborati e concordati con il Consiglio di sorveglianza nei prossimi mesi.

SINERGIE E RIDUZIONE DEI COSTI: SEAT VERSO LA CHIUSURA?

Tra i punti destinati a essere approfonditi e concettualmente classificabili nell’obiettivo del Gruppo di concentrarsi su “modelli urgenti, redditizi e sui quali generare più sinergie possibili”, c’è il capitolo Seat. La casa spagnola, già nel 2023 indicata verso un percorso di chiusura, scenario che venne allora smentito, pare dirigersi stavolta verso il capolinea. La chiusura del brand potrebbe arrivare entro il 2029, per concentrarsi il Gruppo Volkswagen sulla crescita di Cupra, in grado di realizzare i volumi (500-600 mila unità) che nel 2025 ha totalizzato insieme a Seat. La casa spagnola ha una gamma che conta Ibiza e Arona, ristilizzati a inizio anno, oltre a Leon: il loro progressivo esaurimento del ciclo vitale potrebbe segnare l’addio al marchio, fatta salva la possibilità che Leon prosegua a marchio Cupra e con un aggiornamento tra 2028 e 2029.

La bussola alla base del Future Plan 2030 è il raggiungimento di una “crescita e investimenti dettati da costi competitivi e strutture molto più efficienti”, che dovranno portare a un ritorno di margini operativi sostenibili, dopo che nel 2025 il Gruppo è crollato al 2,9%

Sono in programma investimenti in ricerca e sviluppo per 137 miliardi di euro tra 2027 e 2031 e i singoli interventi verranno presentati al Consiglio di sorveglianza. Dimezzare il numero di modelli, abbattere del 75% gli allestimenti, permetterà di ottenere maggiori volumi di vendita da meno modelli, a fronte di costi più bassi ed economie di scala superiori. In quest’ottica, la presenza Seat accanto a Cupra è difficile da sostenere. Coerentemente con lo sviluppo di sinergie interne, verranno raggruppate le competenze sull’attività di ricerca e sviluppo, la fornitura e approvvigionamento dei componenti, produzione, qualità, vendita e sulle spese generali. L’obiettivo è di arrivare a “maggiore efficienza dei processi, attività più fluide, rapide e con un aumento misurabile della competitività”.

VOLKSWAGEN, TAGLI ANCHE SULLE PARTECIPAZIONI

Dal Consiglio di sorveglianza è uscito anche l’impegno del Gruppo a rivedere il portafoglio delle partecipazioni: verranno mantenute solo quelle ritenute strategiche e con un chiaro contributo al business centrale del Gruppo, la produzione auto. 

Tra i 12 punti del piano, il meccanismo di bonus e misurazione delle performance delle figure apicali verrà unificato tra tutti i brand e gli executives verranno ritenuti “responsabili dei risultati e delle prestazioni collettive”.

La reazione dei mercati all’accordo sul Future Plan 2030 raggiunto in Consiglio di sorveglianza è stata positiva e il titolo Volkswagen ha aperto con oltre il 7% di guadagno.

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