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7 giorni con Mazda CX-80

Versione a 7 posti (o 6, come nel nostro caso) della CX-60, la CX-80 è un SUV sicuramente di nicchia per il tipo di utilizzo, ma come auto aziendale per la dirigenza, o da usare come servizio transfer fa sicuramente fare una bella figura. Senza contare che, oggi, vedere un diesel, addirittura 6 cilindri da 249 CV, è una sorta di evento.

IN QUESTO ARTICOLO

Giovedì – Design e Praticità

Mazda continua a distinguersi per le sue scelte cromatiche. La CX-80 è disponibile nelle tinte Melting Coppert e Artisan Red, quella della prova. Un rosso che parte dal celebre Soul Red Crystal, ma più scuro per rendere l’auto più elegante e meno esagerata.

Rispetto alla CX-60, la 80 è più alta di 24 mm e più lunga di 250 mm, con un passo allungato di 250 mm e sbalzi ridotti, specialmente al posteriore, che appare più smussato.

Dal punto di vista pratico, l’accesso alla terza fila è tra i migliori del segmento grazie alle ampie portiere posteriori con apertura a 90 gradi. Il sedile centrale si abbatte elettronicamente ma deve essere spostato manualmente, risultando un po’ pesante. L’ultima fila è meno adatta a chi supera i 190 cm di altezza, ma offre prese USB-C, portabicchieri e sedili ben rifiniti.

Ad ogni modo non è pensata per lunghi viaggi con 6 o 7 persone in base all’allestimento, perché con tutte le file alzate lo spazio nel bagagliaio si riduce drasticamente a 258 litri (sono 637 litri con la terza fila abbattuta, e 1971 con anche la fila centrale ribassata).

Nella seconda fila, nella versione più esclusiva a 6 posti, regna il comfort. Ci sono infatti due poltrone indipendenti, dotate di braccioli e sedile reclinabile, che rendono il viaggio sicuramente più godibile.

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