Con la Mazda CX-60, il brand nipponico ha consacrato il suo ingresso nel segmento premium. Con la CX-80, che ne rappresenta la versione allungata, si espande nello stesso segmento, puntando ancora più in alto.
Sicuramente lunga e imponente, impegnativa per le dimensioni, è un’auto da famiglia, oppure funziona ancora di più come auto di rappresentanza, sia per andare a prendere clienti e ospiti di un certo livello, sia anche come dotazione per la dirigenza.
E se la normativa sul fringe benefit oggi premia il plug-in hybrid da 327 CV, è col diesel da 249 CV (qui non esiste quello da 200 come su CX-60) che dà il meglio di sé. Ecco come sono andati i nostri 7 giorni.
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I NOSTRI 7 GIORNI CON LA MAZDA CX-80
Lunedì – Un motore più unico che raro
La nuova Mazda CX-80 si distingue per il motore 3.3 diesel sei cilindri in linea mild hybrid, lo stesso apprezzato sulla CX-60 diesel. Questo propulsore, grazie alla sua configurazione longitudinale e alla trazione posteriore, garantisce una guida fluida e reattiva, andando in controtendenza rispetto alla predominanza di motori a quattro cilindri con disposizione trasversale nel mercato odierno.

Nonostante le dimensioni e il peso della vettura, il motore risulta perfettamente adeguato grazie anche al supporto del sistema elettrico M-Hybrid Boost da 48V e 17 CV. Questo sistema interviene particolarmente in fase di frenata e decelerazione, ottimizzando i consumi e spegnendo quasi completamente il motore termico.
La CX-80 vanta un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,4 secondi, con una coppia di 550 Nm che assicura una risposta pronta all’acceleratore.
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