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L’assurdità del Decreto Accise: i biocarburanti pagano 5 volte più di benzina e gasolio

L’assurdità del Decreto Accise: i biocarburanti pagano 5 volte più di benzina e gasolio
Il decreto accise lascia invariata l’accisa ridotta per il biocarburante in purezza. Ciononostante, se consideriamo la CO2 emessa, il biodiesel paga più del quintuplo delle accise del corrispondente prodotto fossile.

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Con il decreto accise, il governo aumenta le accise sul gasolio, riducendo contemporaneamente quelle sulla benzina.

L’obiettivo finale è ridurre i sussidi ambientalmente dannosi (Sad), la richiesta arriva direttamente dall’Unione europea, che per erogare i fondi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza chiede una serie di riforme, compreso lo stop alle agevolazioni fiscali sul gasolio.

E i biocarburanti? La buona notizia è che il decreto legislativo di “Revisione delle disposizioni in materia di accise” lascia invariata l’accisa ridotta per il diesel per il biocarburante in purezza. Un riconoscimento, quasi simbolico, al valore ambientale del biocarburante. Ma è abbastanza?

LE ACCISE SUI BIOCARBURANTI

Oggi un litro di biocarburante sconta un livello di accise che in termini di euro per kg di CO2 emessa è oltre 5 volte quello del corrispondente prodotto fossile.

Infatti, 1 tonnellata di gasolio emette 3 tonnellate di CO2 e paga un’accisa di circa 600 €/tonnellata. Una tonnellata di biodiesel con GHG saving (risparmio di gas serra) del 70% emette 1 tonnellata di CO2 ma paga la stessa accisa e quindi le 2 tonnellate rimosse valgono 600 euro.

Un biocarburante avanzato con un GHG saving del 90% emette 0,5 tonnellate e paga più o meno 1.200 euro le 2,5 tonnellate rimosse.

Considerato che il prezzo della CO2 sul mercato ETS (il mercato delle emissioni di CO2 in Europa) oggi vale intorno ai 65 euro, 2 tonnellate di CO2 costerebbero 130 euro nel primo caso (circa 1/5 in meno rispetto al fossile puro) e circa 163 nel secondo (1/8 in meno).

In pratica: converrebbe comprare i certificati sul mercato piuttosto che fare biocarburanti (che sono però soggetti ad obbligo).

UN CENTESIMO NON BASTA

L’iniziativa del Governo di lasciare invariata l’accisa ridotta per il diesel per il biocarburante in purezza (come l’HVO) è un segnale, ma il “risparmio” è di un centesimo al litro.

Gli aumenti delle accise riguarderanno, invece, i biocarburanti miscelati nei prodotti tradizionali, che aumenteranno di pari passo col diesel.

Leggi Anche: Carburanti: esiste una vera alternativa “zero emissioni” all’elettrico?

In un contesto politico che punta tutto sull’elettrificazione, la fiscalità dei biocarburanti continua a essere penalizzanti, malgrado la CO2 risparmiata.

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