Quelle tre auto elettriche abbandonate sulla Luna

Data l'assenza di ossigeno, l'auto degli astronauti non poteva che essere elettrica. Nel corso delle missioni spaziali sulla Luna sono stati usati tre veicoli elettrici, che hanno dovuto superare sfide difficili, dal trasporto alla forza di gravità.

Il 20 luglio 1969, 50 anni fa, lo sbarco dell’uomo sulla luna. Ma se siamo riusciti a esplorare la superficie lunare lo dobbiamo anche a un particolare prototipo di auto elettrica: il Rover lunare LRV (Lunar Rover Vehicle).

Portato sulla Luna dal Modulo Lunare della navicella Apollo, LRV era destinato al trasporto di campioni di terreno e degli astronauti. Fu utilizzato per la prima volta il 31 luglio 1971 nell’ambito della missione Apollo 15 e, in seguito, delle missioni Apollo 16 e Apollo 17. Una volta usato, veniva abbandonato sul nostro satellite: ancora oggi sulla Luna sono parcheggiati tre Rover lunari.

CON UNA AUTO ELETTRICA  SULLA LUNA

Data l’assenza di aria sulla luna, non si poteva certo usare un veicolo a combustione. Quindi il motore del Lunar Rover è elettrico, con batterie argento-zinco non ricaricabili e una autonomia di 100 km. Ognuna delle quattro ruote è motrice e dotata di un piccolo motore di un quarto di cavallo di spinta. Costruito dalla Boeing e dalla General Motors, alla vista è un biposto assolutamente essenziale, delle dimensioni standard (lungo 2,96 metri, largo 2,06 e alto 1,14), senza volante ma con una cloche simile a quella degli aeroplani per andare avanti e indietro. Le ruote erano non erano formate da uno pneumatico in gomma con camera d’aria, ma avevano all’interno un anello elastico con una fitta rete di filo d’acciaio e un battistrada in tasselli di titanio.

Come venne trasportata?

La risposta è semplice: ripiegata. Il Lunar Rover stava dentro uno degli appositi alloggiamenti vuoti a forma di cuneo predisposti nella base del Modulo Lunare. Sulla Terra pesava in tutto 200 chilogrammi. Essendo un’auto elettrica, non aveva cambio, alberi di trasmissione e assali per le ruote, che erano accoppiate direttamente ai motori, per cui poteva essere ripiegata in una forma compatta. Di fatto era poco più di un telaio d’alluminio con quattro piccoli motori elettrici per le ruote (più due per lo sterzo), un pacco batterie e due seggiolini tubolari.

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Gli effetti della bassa gravità

La velocità massima è di 13 km/h, considerando la pericolosità derivante dalla poca gravità (1/6 di quella terrestre) difficilmente superava i 4–5 km/h. La scarsa gravità obbligava anche gli astronauti ad ancorarsi con robuste cinture di sicurezza ai sedili in nylon, abbastanza grandi per accogliere gli astronauti scafandrati con tanto di zaino portatile di sopravvivenza.

In compenso, la bassa gravità consentiva alla Lunar Rover un’agilità sconosciuta sulla Terra: poteva superare pendenze del trenta per cento e saltare scarpate larghe fino a settanta centimetri.

Il primo “navigatore”

Le missioni spaziali sono sempre un grande acceleratore per la tecnologia che usiamo anche sulla Terra. Non a caso, il Lunar Rover era dotato di un sistema di navigazione automatica per viaggiare con sicurezza. Scopo del navigatore era evitare che gli astronauti si perdessero o che cercassero per troppo tempo il percorso di ritorno al lander della navicella spaziale Apollo.

L’utilità del Rover lunare

Il Rover lunare espanse di molto la capacità degli astronauti di esplorare la superficie lunare. Le prime missioni, senza il Lunar Rover Vehicle, si limitarono a compiere qualche balzo a piccola distanza dal Modulo Lunare, mentre così fu possibile allargare il raggio di azione.

Il Rover lunare dell’Apollo 15 aveva una targa simile a quella delle comuni automobili. La targa, di colore blu, recita: “Moon – LRV 001 – 1971”. Oggi esistono ancora tre modelli della jeep lunare, adoperati all’epoca dell’Apollo per gli addestramenti degli astronauti; uno di questi, di proprietà del museo di Houston, viaggia spesso in occasione  delle mostre sullo spazio.

IL PROSSIMO ROVER SARÀ GIAPPONESE?

 

Toyota, con l’agenzia spaziale giapponese JAXA,  sta progettando un Rover che consentirà agli astronauti di percorrere quasi 10mila Km utilizzando l’energia solare e la nuova tecnologia delle fuel cell. Il rover in questione utilizzerà, quindi, la tecnologia a idrogeno. Avrà sei ruote, sarà lungo 6 metri e largo 5 e garantirà uno spazio abitabile di circa 13 metri quadrati. Il sistema di pressurizzazione permetterà agli astronauti di non indossare tute spaziali all’interno del veicolo.

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La lunga road map del progetto comprende lo sviluppo di un prototipo completo entro il 2022 per poi finalizzarne lo sviluppo nel 2027. Il lancio, previsto per il 2030, permetterà l’esplorazione dei poli lunari alla ricerca di ghiaccio. Lo stesso tipo di tecnologia permetterà l’esplorazione di altri pianeti.

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