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Arval e l’importanza della Rete

Il network di riparatori preferenziale del noleggiatore transalpino sempre più centrali nel business del noleggio (e della nuova mobilità) del prossimo futuro

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L’importanza di una Rete aftermarket per un noleggiatore la si nota anche dalle iniziative che queste società fanno con e per i loro partner della manutenzione. E Arval ha voluto incontrare gli oltre 1600 imprenditori dell’aftermarket preferenziali del noleggiatore transalpino in Italia, grazie al Congresso Arval Preferred, con quattro tappe lungo tutta la Penisola che si è concluso ieri a Milano.

“Un’occasione fondamentale per sottolineare l’importanza della Rete per noi” afferma il neo Direttore aftermaket networks di Arval Italia Efrem Bresolin, che rivolgendosi a una sala gremita di imprenditori aggiunge: “voi siete il contatto con il cliente, siete i nostri partner”.

Partner che ad oggi sono 194 Arval Premium Center (multiservice) e 1.489 Arval Center (specialisti dei singoli servizi), e che si amplierà ulteriormente nei prossimi anni fino a raggiungere una quota complessiva di circa 2.250 strutture entro il 2025, per soddisfare le esigenze di una flotta Arval in costante crescita e a cui il noleggiatore assicura, mediamente, un 30-35% del loro fatturato ogni mese

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A tutta certificazione

Bresolin ha poi snocciolato una serie di numeri per evidenziare la qualità della propria Rete, senza, però, nascondere le aree di miglioramento: “gli indicatori di qualità ci dicono che sia gli Arval Center, sia gli Arval Premium Center arrivano mediamente a voti piuttosto alti, sopra i target che ci eravamo imposti” spiega il manager che, però, su Airepair à in particolare per gli Arval Center -, per i tempi di fermo delle auto – anche per la scarsità di ricambi, ma non solo – e per i veicoli sostitutivi – ancora più per i Center che per i Premium Center – i quali, in generale hanno però preso una votazione (alta!) ma leggermente inferiore ai Center – sono le zone di intervento da mettere a punto. Il tutto anche per far evolvere una Rete nei numeri ma che sia anche “completamente certificata (ad oggi lo sono 800 punti, ndr), una Conditio sine qua non per le gare con gli enti pubblici” spiega Bresolin.

 

Bresolin che, ancora, non nasconde come gli interventi, grazie ad Adas, velocità minori, si spera anche un po’ di educazione stradale in più, abbiano abbassato gli importi dei sinistri medi. E malgrado ciò vede un futuro luminoso per il comparto, anche grazie alle nuove sfide del settore, che vanno dalle auto connesse, alle alimentazioni alternative o alla mobilità alternativa. “Ad esempio mi piace sottolineare come il 70% della nostra Rete possa intervenire sugli Adas, contro il 30% del mercato” precisa Bresolin.

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Casa vostra!

“Questa è casa vostra!” esordisce così sul palco Dario Casiraghi, Direttore Generale di Arval Italia, sottolineando come il “network è e sarà il fondamento della nostra strategia di crescita”. Casiraghi  ha poi fatto il punto sullo scenario del noleggio a lungo termine in Italia; un settore in crescita costante che oggi ha una penetrazione superiore al 25% sul totale delle immatricolazioni in Italia, rappresentando anche un acceleratore di tendenze e innovazione per tutto il mercato automotive. “E noi vogliamo gestire da Leader un mercato che sta cambiando” commenta il manager.

Un milione di interventi

All’evento non poteva poi non partecipare Manuela Palmieri, Direttore Global Operations, Collection & Insurance di Arval Italia, che ha presentato le attività post vendita di Arval, un’area che, ogni anno, gestisce oltre 1 milione di eventi di manutenzione, 65.000 eventi sostitutivi, più di 70.000 consegne di veicoli nuovi e oltre 700.000 interazioni dei driver con il front end service. “Con un solo obiettivo, la soddisfazione dei driver. Che, ad oggi, abbiamo raggiunto nel 95% dei casi” commenta Palmieri.

La sostenibilità fa paura…ma può fare anche business

A chiudere la mattinata di lavori il presidente Unrae Michele Crisci, nonché managing director di Volvo Italia che, un po’, di paura alla platea l’ha messa quando ha detto che “le auto moderne e  le Volvo in particolare hanno subito un 50% in meno di interventi sui laminati perché si scontrano meno …” e soprattutto quando ha sottolineato come “le auto connesse e a guida autonoma del futuro prenderanno appuntamento da sole per la manutenzione, su una Rete che dovrà lavorare 7/7 24ore su 24 per assicurare un servizio continuo“. Quando queste auto non si ripareranno da sole…ma ha anche aggiunto come le tante novità in introduzione nel settore, dalla connettività alle nuove alimentazioni ai nuovi servizi, possano portare “nuovo business a tutta la filiera”.

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