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Arval: ricavi in calo del 20%, ma è una “buona” notizia

Arval: ricavi in calo del 20%, ma è una “buona” notizia
La ragione del calo dei profitti è la normalizzazione dei prezzi delle auto usate, che era ampiamente attesa.

IN QUESTO ARTICOLO

Arval, azienda di noleggio del Gruppo BNP Paribas, ha pubblicato i risultati del secondo trimestre del 2025: i ricavi sono scesi del -20,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Un risultato atteso, dovuto alla normalizzazione dei prezzi delle auto usate, che hanno raggiunto in questi ultimi anni altissime quotazioni.

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Crescono, invece, i ricavi organici provenienti dall’attività di noleggio.

I NUMERI DI ARVAL

Arval segnala una crescita dell’8,3% dei suoi “ricavi organici” e un aumento del 4,6% delle dimensioni della flotta finanziata (1.828.000 veicoli), ma ciò non è stato sufficiente a compensare un calo dei ricavi complessivi.

Arval & Leasing Solutions 2Q25 2Q24 variazione
Ricavi 791 999 -20.8%
Margine operativo lordo (GOI) 395 620 -36.3%
Risultato operativo 350 562 -37.7%
Utile ante imposte 326 549 -40.6%
Cost/income 50.1% 38.0% +12.1 pt

I risultati pubblicati dalla società madre BNP Paribas mostrano che l’utile operativo lordo di Arval è sceso del -36,3%, mentre il suo utile ante imposte è sceso del -40,6%  nel secondo trimestre di quest’anno.

I dati evidenziano l’impatto del progressivo calo dei contributi al fatturato dovuti al remarketing dell’usato, dopo due anni a livelli eccezionalmente elevati. Erano €263 milioni nel primo trimestre del 2024, €265 milioni nel secondo trimestre del 2024, €147 milioni nel terzo trimestre del 2024, €52 milioni nel quarto trimestre del 2024, €28 milioni nel primo trimestre del 2025 e €13 milioni nel secondo trimestre del 2025.

Il grafico di BNP Paribas illustra bene l’evoluzione del peso dei profitti delle auto usate dopo il Covid:

Arval valuta che l’impatto della normalizzazione dei prezzi delle auto usate ad Arval si sentirà meno nel terzo trimestre di quest’anno. Arval aveva già avvertito che gli extra profitti derivanti dall’usato stavano per finire, ma prevede che i suoi ricavi cresceranno nel 2026.

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