Dalla corsa in avanti, slanci dei costruttori spinti da un eccesso di ottimismo verso una transizione all’elettrico forzata dal legislatore – e una visione al tempo sposata largamente dalle case -, alle decisioni obbligate di riposizionare le strategie.
Sono numerose le case automobilistiche chiamate a rivedere le strategie sulla progressiva eliminazione dal mercato dell’offerta di modelli con motori termici. La domanda globale di auto elettriche non decolla come, ottimisticamente, immaginavano i costruttori. Inadeguatezza dell’infrastruttura di ricarica e della sua reale accessibilità, prezzi di acquisto elevati dei modelli, scetticismo diffuso di molti automobilisti, sono i fattori limitanti oggi sui principali mercati europei.
AUDI RIVEDRÀ LO STOP AL 2032
Nelle previsioni dell’industria, tra 2025 e 2027 avremmo dovuto registrare sul mercato una convergenza dei prezzi di listino tra modelli termici e alternative elettriche. A rilento, la forbice di prezzo si sta sì stringendo ma non nella direzione auspicata, cioè di auto meno costose. Bensì, di modelli termici costantemente in crescita nei prezzi negli ultimi 5 anni ed elettriche progressivamente un po’ meno care. Questo il contesto e le premesse “storiche”.
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L’attualità registra, da ultimo, l’annuncio di Audi sulla progressiva eliminazione dei modelli con motore termico. Inizialmente prospettata al 2032, la loro uscita di scena è destinata a essere rinviata, a vantaggio di una pluralità dell’offerta di prodotto.
“Andremo a valutare il ciclo vitale dei motori termici su tutti i mercati globali. Avevamo comunicato la data del 2032 ma dovremo rivalutare date e scadenze“, ha commentato l’a.d. Gernot Dollner, in occasione della presentazione dei risultati finanziari Audi sul 2024. “Nel complesso, il prolungamento della vita dei motori termici avrà un impatto positivo sul nostro modello di business”.
TRANSIZIONE LENTA, LA DOMANDA GUIDERÀ LE STRATEGIE
Le previsioni iniziali avevano indicato nel 2026 il lancio dell’ultimo nuovo modello offerto anche con motori termici. Non sarà così e ci sarà spazio per altre novità o, quantomeno, per un prolungamento della vita utile sui motori termici. La transizione all’elettrico è “più lunga di quanto avessimo inizialmente programmato”, ancora Dollner, che ha rassicurato sull’offerta di modelli Audi con motori diesel.
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Le attuali unità TDI 2.0 sono omologabili Euro 7 – di fatto una riproposizione dei valori di emissioni già in vigore per gli Euro 6, al netto di sfumature e per quella che è stata una vittoria dei costruttori verso le politiche europee -. Non arriveranno nuovi propulsori, i motori diesel “resteranno finché riusciremo a produrli e portarli sul mercato. Non amplieremo la gamma di modelli diesel. Se si guardano i numeri, è una motorizzazione in declino ma per noi resta importante, perciò saremo flessibili su questo campo”.
2026, ADDIO A Q2 E A1 SPORTBACK
Spazio, quindi, ai modelli mild hybrid plus, alle nuove generazioni di ibride plug-in TFSI e, accanto alla gamma di Audi elettriche. Un fronte, quest’ultimo, che nel 2026 vedrà l’avvio della produzione a Ingolstadt di una compatta chiamata a sostituire sia la Audi A1 Sportback che la Audi Q2, entrambe fuori produzione dal prossimo anno. Il modello che le sostituirà non sarà un’erede diretta della A1 tantomeno del Q2, potrebbe rispolverare la sigla A2 e avrà la base tecnica MEB, come già avviene per Audi Q4 e-tron.
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