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Auto aziendali: perché non differenziare le percentuali di deducibilità in base alle emissioni?

Auto aziendali: perché non differenziare le percentuali di deducibilità in base alle emissioni?
Per facilitare la decarbonizzazione delle auto aziendali la leva fiscale è fondamentale. Finora si è intervenuto sul Fringe Benefit, che colpisce il dipendente. La deducibilità impatterebbe direttamente sulla tassazione aziendale. 

IN QUESTO ARTICOLO

Dal 2013 la deducibilità per le auto assegnate ai dipendenti (uso promiscuo) è al 70%, qualsiasi sia la motorizzazione. In alcuni Paesi europei la deducibilità dei costi aziendali varia in base alle emissioni di CO2, perché in Italia no? Non sarebbe un modo per facilitare la decarbonizzazione?

Una tassazione che non premia le basse emissioni

Nella tassazione del dipendente (Fringe Benefit) la variabile ecologica è centrale: i coefficienti di calcolo per l’uso promiscuo variano in base alla motorizzazione dell’auto aziendale, premiando con aliquote ridotte i veicoli elettrici (tassazione al 10% del chilometrico ACI per le auto elettriche) e ibridi plug-in (tassazione al 20%) rispetto a tutte le altre motorizzazioni (tassazione al 50%).

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Un metodo con tanti aspetti controversi (perché penalizzare il full hybrid? Perché non considerare le emissioni invece della tecnologia?) ma, comunque, con una logica che segue a un principio di decarbonizzazione.

Invece, per quanto riguarda la deducibilità per l’impresa le percentuali sono fisse:

  • fino al 100% per i veicoli strumentali
  • 70% per le auto ad uso promiscuo
  • 20% per le auto in pool

Questo perché si calcola la destinazione d’uso del mezzo piuttosto che le emissioni.

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Non sono previsti cambiamenti a breve. Dalle bozze circolate del decreto attuativo della legge delega del 2023 sul riordino e la semplificazione dei costi parzialmente deducibili per le aziende, non risulterebbe alcuna modifica della deducibilità (aumentandola per le elettriche e plug-in).

La deducibilità rimane fissa

Si interviene sul fringe benefit, mentre la normativa sulla deducibilità è immutata da oltre un decennio. Perché questa differenza di trattamento? Ci sono delle ragioni.

  • Riconoscimento del bene strumentale: Un’auto termica utilizzata da un agente di commercio per lavorare produce le stesse emissioni di una ad uso privato, ma è uno strumento di lavoro essenziale. Penalizzarla fiscalmente aumenterebbe i costi operativi delle imprese senza modificarne l’esigenza di mobilità.
  • Minore impatto fiscale per lo Stato. La drastica riduzione della tassazione sul dipendente serve a spingere il lavoratore ad accettare o richiedere un’auto elettrica o plug-in. Per lo Stato, rinunciare a una quota di IRPEF su un benefit individuale è un sacrificio finanziario minimo, ma ha grande effetto per il dipendente, che vede azzerarsi i costi di mobilità privata. Viceversa, l’aumento della deducibilità costerebbe molto di più, il motivo risiede nella diversa base imponibile su cui si applicano le due agevolazioni e nel volume totale dei costi aziendali che verrebbero scaricati dalle tasse
  • Impatti sul mercato dell’usato: l’usato di provenienza aziendale è importante e ricercato. Legare rigidamente la deducibilità alle sole emissioni potrebbe svalutare il parco circolante aziendale, riducendo i margini di riacquisto. Viceversa, però, avere più usato “fresco” elettrico faciliterebbe l’acquisto di auto a zero emissioni anche in fasce della popolazione che non possono permettersi il nuovo.

Cosa accade in Europa

In Europa la stragrande maggioranza dei Paesi utilizza le emissioni di CO₂ per modulare le tasse sulle auto. In alcuni casi la deducibilità diretta dei costi aziendali legata ai grammi di anidride carbonica è uno degli strumenti utilizzati, in altri no.

In Germania un’azienda può dedurre il 100% dei costi legati all’auto aziendale, indipendentemente dal tipo di motorizzazione. Anche in Spagna la deducibilità standard del 50% si applica a prescindere dal tipo di motorizzazione. Altri Paesi hanno fatto scelte diverse, più o meno radicali.

Belgio

In Belgio sono deducibili al 100% le auto elettriche, tutte le altre non lo sono più. Dal 1° gennaio 2026, i costi professionali (auto, carburante e persino l’elettricità usata per la parte ibrida) non sono più deducibili (la deducibilità è passata allo 0%)

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Francia

In Francia, la deducibilità fiscale dei costi delle auto aziendali non segue una percentuale fissa come in Italia (70%), ma si basa su un sistema di tetti massimi all’ammortamento (plafond d’amortissement) legati direttamente ai grammi di CO₂ emessi per chilometro.

Regno Unito

In UK se l’azienda sceglie il noleggio a lungo termine, la CO₂ influisce direttamente sulla deducibilità dei canoni mensili: Fino a 50 g/km di CO₂: I canoni di noleggio sono deducibili al 100%. Sopra i 50 g/km di CO₂ l’azienda deduce l’85% del canone di noleggio, mentre il restante 15% diventa indeducibile.

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