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Smart Mobility e auto connesse in Italia: facciamo il punto con il Politecnico di Milano

Smart Mobility e auto connesse in Italia: facciamo il punto con il Politecnico di Milano
Mentre la tecnologia avanza nell’ambito della Smart Mobility (con il 65% dei comuni italiani che hanno avviato progetti nell’ultimo triennio), restiamo indietro nell’analisi dei dati (solo il 29% li analizza).

IN QUESTO ARTICOLO

Nonostante le difficoltà del settore, il mercato italiano delle auto connesse e della mobilità smart ha raggiunto 3,3 miliardi di euro nel 2024, con una crescita del 16% rispetto al 2023, allineandosi ai trend dei maggiori Paesi occidentali (crescita 10-20%). La maggior parte degli investimenti hanno riguardato soluzioni per auto connesse: 1,66 miliardi (+7%), ma la crescita maggiore è stata registrata dai sistemi ADAS integrati, +26% a 1,2 milioni, seguono le soluzioni di Smart Mobility, che valgono 500 milioni (+25%).

La fotografia del comparto è stata scattata dall’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, che ha presentato i risultati della sua ricerca durante il convegno “Essere o non essere: il dilemma della mobilità tra innovazione e adattamento” il 20 maggio 2025.

Il mercato italiano delle auto connesse e mobilità smart: un settore in espansione

Il settore della mobilità intelligente in Italia sta vivendo una fase di notevole espansione, nonostante le sfide economiche generali. Nel 2024, il mercato ha raggiunto un valore di 3,3 miliardi di euro, segnando una crescita del 16% rispetto all’anno precedente. Questo andamento positivo rispecchia il trend osservato nei principali paesi occidentali, dove la crescita si attesta tra il 10% e il 20%.

Questo mercato in espansione comprende diversi segmenti tecnologici. Le soluzioni dedicate all’auto connessa costituiscono la parte più consistente, con 1,66 miliardi di euro e una crescita del 7%. Parallelamente, i sistemi di assistenza alla guida avanzati (ADAS) integrati nei nuovi veicoli – come la frenata automatica d’emergenza o il mantenimento di corsia – hanno raggiunto 1,2 milioni di euro, crescendo del 26%. Completano il quadro le soluzioni di Smart Mobility nelle aree urbane, come i sistemi di gestione dei parcheggi e la mobilità condivisa, che rappresentano 500 milioni di euro con un incremento del 25%.

Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano
Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano

Quante auto connesse abbiamo in Italia

A fine 2024, nel nostro paese circolavano circa 17,7 milioni di automobili connesse, quasi la metà del parco circolante (44%). Questo significa che nel territorio italiano c’è un’auto connessa ogni tre abitanti.

Di queste vetture:

  • 5,6 milioni connesse nativamente con SIM (+10%)
  • 1,6 milioni sono auto aziendali connesse per sfruttare servizi di fleet management (+7%)
  • 10,5 milioni con box GPS/GPRS per localizzazione e parametri di guida (+2%)
Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano
Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano

Il settore sta rapidamente evolvendo anche sul fronte dei servizi, con un numero crescente di aziende capaci di raccogliere e valorizzare i dati provenienti dai veicoli connessi. Il fatturato generato dalla vendita di questi servizi ha raggiunto 750 milioni di euro, rappresentando il 22% del valore totale del mercato.

Questa crescita coinvolge anche l’ambito normativo. Dal 1 febbraio 2025 è entrata in vigore anche in Italia la certificazione europea “Sermi” per l’accesso ai dati su riparazione e manutenzione (RMI), valida per officine e autoriparatori. Dal 1 gennaio 2025, inoltre, i veicoli commerciali pesanti devono dotarsi della seconda generazione di tachigrafo digitale, una “scatola nera” avanzata.

Smart Mobility nelle città italiane

La Smart Mobility rappresenta ormai una priorità per le amministrazioni locali italiane: il 78% dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti la considera fondamentale o molto rilevante. Le iniziative in questo ambito stanno progressivamente aumentando, con il 36% dei comuni che ha avviato progetti concreti nel 2024 (un incremento del 4% rispetto al 2023 e del 18% rispetto al 2022).

Le applicazioni più diffuse riguardano la mobilità elettrica (70% dei comuni), la sharing mobility (57%) e la gestione del traffico (49%). Tuttavia, esiste ancora un significativo divario nell’utilizzo dei dati: il 29% dei comuni non sfrutta i dati generati dai progetti, sebbene il 25% intenda farlo in futuro. Inoltre, nessun comune utilizza ancora i dati in modo predittivo attraverso l’Intelligenza Artificiale, e quasi la metà (48%) non prevede di implementare soluzioni di IA in futuro.

Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano
Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano

Quando viaggeremo su Smart Road?

Le sperimentazioni in ambito Smart Road stanno diventando sempre più diffuse e innovative, con 46 nuovi progetti lanciati nel 2024 a livello globale (dal 2017 ad oggi sono stati censiti un totale di 166 progetti, quelli lanciati nel 2024 hanno rappresentato una forte accelerazione: nel 2023 erano stati due meno, 44, e 28 nel 2022). In Italia, sono state attivate 21 iniziative nel triennio 2022-2024, dimostrando un crescente interesse nazionale per questo settore.

In Italia, la Smart Mobility è inclusa nella Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e nel Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile (PSNMS), ed è oggetto di più di una Missione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

In tale scenario, l’evoluzione delle tecnologie V2X, che consentirebbe a veicoli e infrastrutture di condividere in tempo reale grandi volumi di dati, giocherà un ruolo chiave aumentando la capacità di coordinamento in scenari complessi di mobilità, come appunto le Smart Road

I principali obiettivi delle iniziative avviate riguardano la sicurezza stradale, il maggior comfort per chi guida, l’ottimizzazione dei flussi di traffico, la possibilità di ottimizzare la manutenzione dell’infrastruttura stradale e la riduzione dell’inquinamento.

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