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Maas For Italy: la “mobilità come servizio” in Italia è più avanti di quanto ci sembra

Maas For Italy: la “mobilità come servizio” in Italia è più avanti di quanto ci sembra
Oltre al MaaS, il programma ha attivato due Living Lab dedicati alla mobilità connessa a Milano e Torino, dove si è iniziata la sperimentazione di servizi a guida autonoma.

IN QUESTO ARTICOLO

MaaS for Italy, il primo programma nazionale su larga scala dedicato al modello “Mobility as a Service”, si avvia verso la conclusione con risultati che superano gli obiettivi inizialmente fissati e disegnano scenari concreti per il futuro della mobilità urbana ed extraurbana nel Paese.

Il programma, promosso dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri in collaborazione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, rientra tra le misure finanziate dal PNRR e dal Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari, con una dotazione complessiva di 56,9 milioni di euro. Lanciato nel 2021, MaaS for Italy coinvolge 13 città e territori distribuiti lungo tutta la penisola: i comuni di Bari, Firenze, Milano, Napoli, Roma, Torino, sei Regioni (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia, Veneto) e la Provincia autonoma di Bolzano.

Per chi ancora non sapesse cos’è il MaaS, o Mobility-as-a-Service: tutto ruota intorno all’idea permettere ai cittadini di pianificare, prenotare e pagare viaggi multimodali (ovvero che vengono effettuati con diversi messi, treno, bus, taxi, sharing mobility, oltre al pagamento dei parcheggi) attraverso un’unica App, superando la frammentazione di servizi e sistemi di pagamento.

I numeri di MaaS for Italy

Al 31 dicembre 2025, con la conclusione del programma fissata per la metà del 2026, i dati raccontano un’adozione superiore alle attese. Quasi 700 mila viaggi sono stati realizzati attraverso le app aderenti al progetto, mentre circa 48mila persone hanno già utilizzato le piattaforme MaaS per almeno uno spostamento, con una media di oltre 14 viaggi per utente.

A sostenere questa crescita ha contribuito un programma di incentivi economici dedicato: bonus d’ingresso e meccanismi di cashback per chi sceglie di spostarsi tramite le app MaaS coinvolte nel progetto, pensati per ampliare il pubblico raggiunto e abbassare la barriera d’ingresso verso il nuovo modello.

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IL DSRM, L’INFRASTRUTTURA CHE RENDE POSSIBILE L’INTEGRAZIONE

Al cuore tecnico del programma c’è il Data and Services Repository for MaaS (DSRM), piattaforma pubblica nazionale attiva dal 2023 che raccoglie e uniforma, secondo gli standard europei NeTEx e SIRI, i dati statici e dinamici provenienti dagli operatori di trasporto e mobilità di tutto il territorio. Prima della sua introduzione, ogni MaaS Operator doveva interfacciarsi singolarmente con decine di fornitori di dati, in assenza di standard comuni — una complessità che frenava lo sviluppo di soluzioni scalabili.

Con il invece DSRM gli operatori registrati possono elaborare dati di servizio locali e proporre soluzioni di viaggio integrate, mentre la Pubblica Amministrazione mantiene un ruolo di regolazione e garanzia di accesso equo, senza sostituirsi agli operatori privati.

Il risultato è un ecosistema che oggi conta 14 app di MaaS Operator coinvolte nel progetto (da URBI a MooneyGo, da Tabnet a Wetaxi, tra le più note, fino a realtà territoriali come Trabocchimob, MIA e Dolomitibus) ciascuna con caratteristiche e servizi differenziati per rispondere a esigenze diverse sul territorio.

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I PROGETTI DI MILANO E TORINO

Oltre al MaaS, il programma ha attivato due Living Lab dedicati alla mobilità connessa, cooperativa e autonoma, veri laboratori urbani a cielo aperto che coinvolgono la “quadrupla elica” di governo, industria, ricerca e società civile.

A Milano, il progetto si è concentrato sulla linea filobus 90-91, una delle tratte più frequentate della circonvallazione esterna, trasformata in una strada intelligente grazie a telecamere, sensori e semafori connessi che dialogano in tempo reale con i veicoli, ottimizzando velocità e fermate.

A Torino, il Living Lab ToMove ha sviluppato tre progetti distinti: un Digital Twin della città per simulazioni e previsioni sul traffico AuToMove, la prima navetta a guida autonoma per trasporto pubblico su richiesta in Italia, attiva da ottobre 2025 nell’area del Campus Luigi Einaudi, e un robot autonomo per le consegne dell’ultimo miglio.

Al 31 dicembre 2025 le 8 soluzioni sperimentali realizzate hanno coinvolto 1.544 cittadini, 54 ricercatori, attivando 14 partnership con il mondo della ricerca e dell’innovazione, coinvolgendo oltre 200 aziende e start-up. I due Living Lab hanno attratto 1,5 milioni di euro di investimenti aggiuntivi, segno della capacità del progetto di agire da catalizzatore per ulteriori iniziative sul territorio.

COSA NE SARÀ ORA DEL MAAS FOR ITALY

Avendo già raggiunto gli obiettivi del PNRR, il programma ora passa alla fase di consolidamento e diffusione nazionale: tra le priorità individuate per i prossimi sviluppi spicca la sostenibilità economica dei MaaS Operator, che spesso operano con margini limitati, attraverso nuovi modelli di business.

Tre gli ambiti di sviluppo identificati per il futuro del modello: la personalizzazione, con l’integrazione di intelligenza artificiale e assistenza virtuale per trasformare le app MaaS in veri assistenti di viaggio; l’estensione verso eventi e tempo libero, con la mobilità integrata come valore aggiunto all’acquisto di biglietti per spettacoli e manifestazioni sportive (la cosiddetta Mobility-as-a-Feature); e la mobilità sistematica, con accordi tra aziende, atenei e mobility manager per integrare il MaaS negli spostamenti casa-lavoro quotidiani.

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