Mentre in Europa contiamo i primi modelli con range extender, visione di un ibrido alternativo al plug-in e con la peculiarità della trazione sempre e unicamente mediante il motore elettrico, a Pechino e “dintorni” sono state definite le linee guida tecniche che dovranno migliorare la tecnologia.
Detta in termini molto semplici, mentre oggi guidiamo i modelli progettati secondo gli standard definiti nel 2017, in una programmazione pluriennale che, per le caratteristiche delle elettriche con range extender si era focalizzata a fissare dei parametri qualitativi dei sistemi, con la normativa QC/T1086-2026, della quale i media cinesi hanno diffuso i contenuti presenti in una bozza di documento, fissa i parametri quantitativi che dovranno essere ala base dei sistemi range extender del prossimo quinquennio e oltre. Entrerà in vigore il primo novembre e puntella una serie di caratteristiche cruciali dei sistemi range extender.
ELETTRICHE RANGE EXTENDED, COME CAMBIERANNO
L’obiettivo? Sviluppare vetture migliori nell’integrazione tra elettrico e termico, più silenziose nel funzionamento ibrido e con un’erogazione della potenza caratterizzata da minori oscillazioni.
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Il metodo alla base del nuovo standard per i sistemi range extender è partito dall’analisi di dati reali dalla flotta di veicoli circolanti in Cina, dove nel 2024 si è registrato un volume di vetture Erev – Extended Range Electric Vehicle immatricolate pari a 1 milione e, nel 2025, di 1,5 milioni. Da qui, dagli indicatori delle performance dei principali costruttori e dei fornitori di componenti, si è proceduto nel fissare nuovi target che abbiano l’obiettivo di migliorare le caratteristiche dei sistemi Erev e superare le progettazioni meno performanti.
RIDURRE LA RUMOROSITÀ
In termini molto concreti, iniziamo con la previsione di specifici valori di NVH, una sigla che riassume la rumorosità, le vibrazioni e la ruvidità di funzionamento di un veicolo. Dei primi schemi range extender uno dei limiti, non solo dei costruttori cinesi, ma anche giapponesi, ha spesso interessato la rumorosità di funzionamento del motore termico nella fase di funzionamento quale generatore d’energia per la batteria. Regimi di rotazione anche nell’ordine dei 4.000 giri/min per produrre energia generano una rumorosità da filtrare adeguatamente perché non entri in abitacolo. I valori NVH entrano a far parte del nuovo standard per le auto range extended cinesi.
AFFIDABILITÀ SIMULATA SU 300.000 KM
Detto della compatibilità elettromagnetica, le future progettazioni dovranno rispettare due riferimenti legati all’affidabilità. Il primo prevede dei test di 750 ore di fasi di carico alternato, il secondo un ciclo di 100 mila fasi di start and stop. Un funzionamento tipico della guida urbana, in città congestionate dal traffico ed equivalenti, di fatto a simulare l’uso dell’auto su 300 mila chilometri.
POTENZA SEMPRE COSTANTE
Sul dato specifico della potenza prodotta, saranno concessi degli scostamenti non superiori al 3%, in difetto o in eccesso, quando il valore assoluto è superiore ai 50 kW (circa 69 cavalli). Sotto ai 50 kW sarà ammesso uno scostamento ancora minore, pari al’1,5%. Dettagli che puntano a garantire un’uniformità delle prestazioni, senza contare l’obiettivo di offrire modelli con range extender su piattaforme elettriche a 800 volt e non solo 400 volt. Maggiore tensione dell’architettura elettrica vuol dire poter ridurre le dispersioni e garantire la ripetibilità delle prestazioni della parte elettrica, riducendo i fenomeno di calo di potenza dovuti, ad esempio, a limiti legati alla gestione termica della batteria e dell’inverter.
Ci attende, in sintesi, una nuova generazione di modelli elettrici con range extender made in Cina contraddistinti da un’integrazione superiore tra parte termica ed elettrica, prestazioni più elevate, nuove architetture e rumorosità ridotta.
Ai player europei il compito di farsi trovare pronti su un terreno di sfida destinato ad affiancare le ibride plug-in nel percorso di decarbonizzazione verso il 2035.
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