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Le auto italiane che oggi sono diventate icone [FOTO]

Facciamo una panoramica sulle auto italiane che sono diventate vere e proprie icone: dalle supercar alle vetture più popolari.

IN QUESTO ARTICOLO

LE AUTO DEI FILM

Alfa Romeo Montreal

Ci sono poi auto che hanno conquistato i registi dei film e, di conseguenza, il pubblico. Come non ricordare l’Alfa Romeo Montreal, linea mozzafiato e seducente, protagonista del film “Il contratto marsigliese”, dove viene guidata da Michael Caine? Un esemplare marrone luci di bosco, con interni tabacco, insegue una Porsche 911, dando vita ad una sorta di danza tra bolidi.

Alfa Romeo Montreal

In questo caso, il grintoso otto cilindri Alfa assicurava alla Montreal prestazioni da vera sportiva purosangue. Un simbolo degli anni Settanta sopravvissuto fino ad oggi.

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Fiat Ritmo

La Fiat Ritmo, invece, che nacque negli anni Ottanta come concorrente della Golf, è diventata un’icona anche per merito di molti film che la consacrarono come un mito delle quattro ruote made in Italy: commedie popolari come “Acqua e Sapone”, con Carlo Verdone“Viulentemente mia”, con Diego Abatantuono, “Il ragazzo di campagna”, con Renato Pozzetto, e “Fracchia e la belva umana”, con Paolo Villaggio e Lino Banfi, la scelsero come protagonista.

Fiat Ritmo

La Ritmo, però, non fu solo popolare: oltre alle tranquille versioni benzina, da 60, 70 e 85 Cv, rispettivamente con cilindrate 1.1, 1.3 e 1.5, c’era la più sportiva 105 (1.6 litri di cilindrata) e, ma soprattutto la mitica Ritmo Abarth 130 TC, in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 8 secondi.

Autobianchi Bianchina

Viene identificata da tutti come l’auto di Fantozzi, ma in realtà l’Autobianchi Bianchina, che ha accompagnato tutti i celebri film di Paolo Villaggio, è molto di più: un’icona per il mix tra l’aspetto da utilitaria e l’eleganza “da damina”, come la definirono i giornalisti dell’epoca. 

Autobianchi Bianchina Fantozzi

La sua storia si esaurisce negli anni Sessanta, con due serie caratterizzate da una piccola cilindrata che la rendevano ideale per i neopatentati. Il cinema, però, ne ha portato in auge il mito fino ad oggi.

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