Auto Mild Hybrid: è boom, ma per quanto ancora saranno considerate ibride?

Nel primo quadrimestre 2021 le Mild Hybrid hanno immatricolato oltre 125mila unità, superando il 20% di quota, con numeri in crescita anche sui canali del noleggio a lungo termine e delle flotte aziendali. Solo qui in Italia, però, vengono considerate alla pari delle altre ibride.

La scalata delle auto Mild Hybrid: potremmo definire così il trend in crescita delle ibride leggere, un fenomeno evidente se si analizzano i più recenti dati di mercato.

auto Mild Hybrid crescita mercato

Inizialmente considerate una sorta di escamotage per abbracciare la tecnologia ibrida, oggi stanno conquistando consensi tra privati e aziende (guarda i risultati della nostra survey) e l’offerta dei Costruttori è in crescita esponenziale. Si tratta, se vogliamo, della nuova frontiera dei motori benzina e diesel, con un “aiutino” elettrico (ci sono sistemi da 12 o 48 Volt) che contribuisce a ridurre consumi ed emissioni.

Ma per quanto saranno ancora considerate ibride? La domanda è lecita, visto che all’interno dei dati di mercato degli altri principali Paesi europei non vengono considerate alla pari delle altre elettrificate (in effetti, non percorrono nemmeno un metro in sola modalità elettrica) e, in molti casi, non sono state coinvolte negli incentivi green.

Leggi Anche: come funzionano i motori ibridi?

I NUMERI DELLE MILD HYBRID

Le statistiche di Dataforce testimoniano che già lo scorso anno, su un totale di 250.000 auto ibride immatricolate, 156.000 (ovvero più del 60%) sono state auto Mild Hybrid. Anche quest’anno, da gennaio ad aprile, sono state già immatricolate 103.869 Mild Hybrid a benzina e 21.611 Mild Hybrid diesel. Oltre 125mila unità in meno di metà anno. In totale, la quota di mercato delle ibride leggere supera il 20%.

Nuova Fiat 500 ibrida e nuova Fiat Panda ibrida 2020 con sistema mild hybrid
Fiat Panda e 500 Mild Hybrid sono tra i modelli ibridi leggeri più popolari.

Le Mild Hybrid nelle flotte aziendali

I numeri di Dataforce testimoniano che anche sul canale “true fleet” (noleggio a lungo termine e acquisti delle aziende) le auto Mild Hybrid stanno crescendo: da inizio anno parliamo di 15.193 Mild Hybrid benzina e 10.923 Mild Hybrid diesel, contro un totale di poco più di 4.000 dello scorso anno, condizionato ovviamente dal lockdown.

Il Mild Hybrid comincia a “far sentire” la sua presenza anche nel mondo dei veicoli commerciali (leggi il nostro approfondimento sugli LCV): parliamo infatti di 1.255 LCV Mild Hybrid benzina immatricolati nel canale “true fleet” da gennaio ad aprile e 1.267 veicoli commerciali Mild Hybrid diesel.

LA DIREZIONE DEL MERCATO

Ai numeri si contrappone però la direzione che il mercato dell’elettrificazione sta intraprendendo e dovrà sempre di più seguire, in particolare guardando le medie di emissioni imposte dall’Unione Europea: il futuro sarà sempre più dell’ibrido plug-in e dell’elettrico (le uniche due alimentazioni in grado di contenere le emissioni sotto i 60 g/km). Già oggi, in realtà, gli altri Paesi europei non considerano le Mild Hybrid alla stregua delle altre ibride e, ad esempio, la Germania le ha escluse dagli incentivi in quest’ultima tornata.

Anche l’offerta futura delle Case si sta spostando sempre più verso l’ibrido con la spina. La sensazione è che tra qualche anno le Mild Hybrid potranno rappresentare una grossa fetta dell’offerta “termica” dei Costruttori, ma a quel punto potrebbero perdere il loro status di ibride. Torniamo alla domanda iniziale: per quanto saranno ancora considerate ibride? Per avere una risposta occorrerà aspettare, ma intanto i vantaggi in termini di consumi ed emissioni continueranno anche nei prossimi mesi a spingere questa tecnologia.

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