Carlo Azeglio Ciampi non mancò mai di sottolineare il suo amore per le Lancia, non solo facendo restaurare tutte le Flaminia “dormienti” nei garage del Quirinale, ma scegliendo anche le versioni limousine delle più recenti Lancia K e, soprattutto, Lancia Thesis.

Quest’ultima fu un’auto innovativa ma anche molto complicata per il gruppo: fu una delle prime vetture mondiali a fare largo uso di elettronica, che causò un ritardo nella messa in produzione e tanti disagi ai clienti. Anche lo stile divideva, in quanto lui stesso sospeso tra le Lancia del passato e un’estetica futuristica, espressa soprattutto al posteriore, con la particolarità di essere la prima auto ad avere fari LED.